PALERMO – Gianfranco Micciché lo ribadisce ancora una volta: la Lega non gli piace. E contro il populismo gialloverde, aggiunge il presidente dell’Ars, va fatto “fronte comune” anche al costo di andare “oltre i simboli”. E questo anche se Forza Italia a livello nazionale pensa ancora al vecchio centrodestra. Ma qui in Sicilia c’è “un’alternativa”, ricorda Micciché.
Il presidente dell’Ars parla di politica rispondendo alle domande dei giornalisti nella conferenza stampa per gli auguri di Natale a Palazzo dei Normanni. “La maggioranza non c’è. Ma mi preoccupa un fatto istituzionale. Il governo deve fare delle proposte perché siano votate. Ma io chiedo: ha ancora senso il numero legale? In un parlamento senza maggioranza, se l’opposizione volesse si chiuderebbe l’Assemblea. Ecco perché il primo giorno feci la forzatura, per provocare un dibattito”. Così Micciché nel corso della conferenza stampa. “Probabilmente qualche modifica va fatta alla legge. O si consente a chi vince di avere una maggioranza che almeno ti consenta di avere il numero legale, oppure avremo problemi. La legge è nata quando c’erano due schieramenti. In presenza di tre poli va dato un premio di maggioranza”.
Miccichè ha ricordato che l’Ars è l’unico parlamento che ha ancora dei limiti agli stipendi dei dipendenti, ai quali oggi ha fatto gli auguri. “Ieri abbiamo consegnato dei soldi a Biagio Conte, 85mila euro, e io ho specificato che sono i soldi dei dipendenti che hanno fatto un sacrificio a favore della collettività”.
“In Italia qualsiasi cosa si fa, si fa in funzione della demagogia. Però voglio dire che quest’anno l’Assemblea regionale è costata quattro milioni in meno”, ha detto Miccichè. Oggi nel consiglio di presidenza si affronterà il nuovo bilancio che prevede un ulteriore risparmio da un milione e mezzo, annuncia il presidente, che ha anche ricordato le attività svolte a Palazzo dei Normanni, come l’apertura del portone monumentale, l’aver riportato al Palazzo l’emeroteca e le iniziative della fondazione Federico II.
“Io sono contento di quest’anno. Da un punto di vista parlamentare è stato difficile. L’anno prossimo sarà meno difficile? C’è chi sta lavorando per renderlo più difficile, non io”, commenta Miccichè. “Lavoriamo per rendere più facile a questo governo un percorso per ottenere i risultati. C’è chi dice che questo governo è lento ma quello che è stato lasciato dalla precedente gestione erano disastri cosmici. Questa non è la coalizione del repulisti. Oggi in tantissimi posti ci sono le persone nominate da Crocetta. Io credo che le persone vadano valutate per la loro bravura.
“Abbiamo pensato che dobbiamo dare una mano ai giornali, che sono in forte difficoltà. Studieremo, non so ancora bene come, delle misure per aiutare i giornali cartacei”, dice Miccichè.
Gli attacchi della leghsita Candiani? “Io vado avanti per la mia strada – risponde ai giornalisti Micciché -. Non me ne ero neanche accorto. Se la politica ‘marcia’ che ho fatto sono la Palermo-Messina, l’acqua a Palermo, la Catania-Siracusa, se la politica ‘marcia’ è il risparmio fatto all’Assemblea, bene, io non so chi sia questo signore, se ritiene questo ‘marcio’ mi piacerebbe vivere nel marcio. Non so quello che hanno fatto loro per la Sicilia”.
“Dove vado? Io credo che in questo momento nessuno lo sa in politica – risponde a un’altra domanda -. Su Orlando, non ho condiviso delle sue scelte, siamo stati divsi sul tema della giustizia, io da garantista lui da giustizialista. Ma è un tema che oggi è meno nell’agenda di chiunque. Qualcosa sta cambiando. Motivi di grandi contrasti con Luca Orlando io non ne ho. E siccome c’è un momento secondo me pericoloso bisogna fare fronte per evitare il pericolo. Perché pericoloso? Lo dico chiaramente. L’illusione del reddito di cittadinanza, avverto tutti: è falso, non riceverete niente. Il populismo è questo. Eravate tutti felice che ci tagliavano i vitalizi, vedrete che questi signori la pensione la taglieranno a tutti. Odiano la ricchezza, faranno la patrimoniale e colpiranno i proprietari di casa. Sono pericolosi e i voti li prendono perché c’è la disperazione. Ma io dico a tutti i ragazzi siciliani: ma veramente credete che possano darvi ottocento euro per stare a casa?”.
“Se ci dovesse essere questa forte rottura nel Partito democratico che fanno, vanno da soli tutti e due? Restano nella stessa coalizione? Bisogna vedere. Se il mio partito a livello nazionale punta all’alleanza con la Lega io dico che non punto all’alleanza con la Lega. Io non credo che la Lega possa portare benefici a questa terra. Se hanno una lira da spendere non la mettono qui. Parlano ai medi e piccoli imprenditori che sono tutti al Nord. E poi c’è l’assoluta contrarietà all’integrazione che noi non possiamo accettare. Su 60 milioni di siciliani, 55 siamo emigrati. Per cui non mi piace la Lega, a meno che non torni quella di prima, che mi piaceva. Il razzismo e l’odio verso il Sud non so come gli sia potuto passare. Se Berlusconi avesse un’alternativa alla Lega probabilmente ci parlerebbe. Io qua ce l’ho e continuo a lavorare per la strada che ritengo migliore per la Sicilia. Possiamo discutere anche di andare oltre ai simboli. Io voglio salvare la Sicilia”.
Finanziaria o esercizio provvisorio? “Il presidente Musumeci voleva approvare la finanziaria entro l’anno, io questo credo di poter cominciare a escluderlo. Ho detto al presidente della Regione che se la finanziaria si approvasse entro il 10 o il 15 gennaio si potrebbe evitare l’esercizio provvisorio, come mi ero impegnato. Ma al momento non abbiamo i documenti contabili, quindi non posso parlarne”.

