CATANIA – “Se i lavoratori della Micron hanno deciso di fare un passo di tale portata, è per chiedere con forza l’intervento della Presidenza del Consiglio. L’assemblea permanente nell’aula consiliare del Comune serve per ricordare che il 7 aprile, giorno di scadenza delle procedure di mobilità, é oramai arrivato e per chiedere un’attenzione più vera ed adeguata da parte del governo regionale e nazionale”. Dopo aver registrato l’inadeguatezza delle risposte da parte del Ministro dello sviluppo economico, sottolineano le segreterie di Cgil, Cisl, Uil, Ugl con Fiom, Fim, Uilm, Uglm di Catania, arriva l’ultima iniziativa eclatante dei lavoratori Micron: “al sindaco Bianco, unico rappresentante delle istituzioni ad avere un ruolo sempre attivo in questa vertenza, chiediamo di mantenere il suo appoggio e di sollecitare il presidente del consiglio.
Ora però le istituzioni, tutte insieme, dovranno definitivamente centrare la questione, chiedendo e ottenendo che gli investimenti di Micron, e del settore tutto della microelettronica insieme agli splendidi risultati ottenuti grazie ai lavoratori siciliani, vengano mantenuti in Italia. E che a fronte di un caso pericoloso, ingiusto e ingiustificato di delocalizzazione, si debba reagire con la difesa strenua di un bene diventato comune. L’ultima spiaggia sarebbe il rientro dei 419 lavoratori in St, la casa madre che ha un dovere morale nei loro confronti “.

