Milioni a Cannes, l'assessore contempla: risposte o dimissioni - Live Sicilia

Milioni a Cannes, l’assessore contempla: risposte o dimissioni

L'assessore si è trincerato dietro una velina. I punti da chiarire non sono pochi, la trasparenza non è derogabile

PALERMO – Milioni di euro alla società lussemburghese esclusivista del marchio “Woman and Cinema”, soldoni in manodopera e allestimenti, tutto affidato “direttamente” e “conformemente” alle leggi. Ma ci sono i 300mila euro per lo shooting fotografico, i 920mila euro l’allestimento di Casa Sicilia all’hotel Majestic con la sala vip. E i 790mila euro di manodopera, oltre ai 300mila euro di pannelli pubblicitari che gridano la necessità che si faccia chiarezza.

La velina dell’assessore

L’assessore Francesco Scarpinato si è trincerato dietro la corrispondenza “con quanto previsto dal codice degli appalti pubblici”, tentando di affrontare, in modo formale, una questione che ha necessità di essere chiarita coniugando etica e morale, ma soprattutto responsabilità politica. LEGGI L’INTERVENTO DELL’ASSESSORE

Le ragioni di una scelta

Scarpinato è stato inserito nella giunta Schifani perché su di lui hanno fatto quadrato i vertici di Fratelli d’Italia, a partire dal colonnello Francesco Lollobrigida, ministro della sovranità alimentare e cognato di Giorgia Meloni.

Il pedigree di Scarpinato può contare anche su un forte radicamento territoriale e su una vita spesa per la politica, ma essendo stato chiamato a guidare uno dei rami cruciali della Sicilia, il turismo, deve dimostrare anche di esserne capace.

Le risposte non date (leggi le domande)

Capace, per esempio, dovrebbe essere di rispondere alle sei domande che abbiamo posto, senza la pretesa che siano risolutorie di una questione complessa. Si tratta solo di un segnale, della consapevolezza di un politico di non sottrarsi al confronto con la gente, evitando di relegare il proprio ruolo alla scrittura di una velina pubblicata anche da noi, perché abbiamo il dovere di farlo.

Ed è oltre le sei domande che poi, un politico che merita di guidare un assessorato in Sicilia, deve riuscire a trovare le risposte, anche rispetto a quello che nessuno osa chiedere: l’assessore ha fatto una disamina per comprendere se sia il caso di revocare in autotutela l’affidamento fatto “in esclusiva” a una società lussemburghese?

Potrebbe anche trattarsi, al costo di diversi milioni di euro, di un’importante occasione per la Sicilia, ma per esserne sicuri, bisogna che Scarpinato risponda alle domande 4 e 5. Qual è il rapporto del costo “contatto – target di riferimento”? In pratica, con 3,7milioni di euro, quante persone attiriamo in Sicilia? Si tratta di un criterio corretto per valutare l’evento? Quell’allestimento da 920mila euro – conteggiato dall’impresa – potrebbe costare qualche centinaio di migliaia di euro in meno, o stiamo risparmiando?

Spendere non basta

La Sicilia ha attraversato anni in cui i burocrati non riuscivano neanche a spendere i fondi europei disponibili, attanagliati tra incompetenza, complessità delle norme e necessità di oleare i meccanismi.

Poi c’è stato il miracolo, un’impennata della spesa e anche “con i fondi del Piano di Sviluppo e Coesione 2014-2020 approvato dal Comitato di Sorveglianza”, è arrivata la “svolta”. La Regione è riuscita a spendere. Applausi. Addirittura, “la Regione Siciliana – ha fatto sapere Scarpinato – ha deciso di potenziare l’industria del cinema passando da 3,4 milioni di euro di aiuti alle produzioni cinematografiche del 2021 a quasi 11 milioni di euro nel 2022”. Queste spese sono idonee a produrre qualche risultato? Quale? Quanti shooting fotografici e sale vip bisogna allestire per esaltare il racconto di una Sicilia senza strade, con i monumenti abbandonati e i giovani umiliati perché senza un amico (in politica) non riescono a trovare un lavoro? E questi film che risultati produrranno che possano essere in grado di far dimenticare la vergogna di dover pagare mille euro per volare da Palermo a Roma? Bisogna anche tenere a bada la retorica del non fare, serve semplicemente chiarezza.

La rivoluzione che serve

Spendere non basta, se Scarpinato vuole fare una piccola rivoluzione, nel proprio ramo, deve trasformare le stanze delle decisioni in palazzi di vetro e dimostrare, giorno dopo giorno, di essere l’uomo giusto al posto giusto. Un elemento che scarseggia nella prima giunta Schifani.

Tornando all’appalto d’oro di Cannes, l fatto che i milioni siano stati affidati “secondo gli obiettivi apicali allora delineati e condivisi dalla Giunta regionale. Pertanto – si legge ancora nella nota di Scarpinato – la Regione Siciliana non avrebbe potuto destinare ad altre finalità le somme impiegate per la realizzazione di tale progetto e per la sua presentazione presso Casa Sicilia”, rappresenta sicuramente una motivazione valida in punta di diritto, ma non contiene alcuna risposta per fronteggiare l’ombra dello scandalo. È possibile, nel 2023, che i soldi debbano essere spesi con la principale motivazione che “dovevano essere spesi”?

Il tempo dei pannicelli caldi è finito, la Sicilia attende risposte, non sono ammesse opacità. Scarpinato passi dalla fase di contemplazione a quella dell’azione, tanto cara alla sua tradizione politica. Diversamente, anziché pensare a Casa Sicilia, viri verso un’altra abitazione. La sua.


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