Mondello e la Italo-Belga, in campo la Fondazione Falcone

Mondello, la Fondazione Falcone: “La decisione del Cga preoccupa”

Fondazione Falcone
L'interrogativo sull'esigenza di ordine pubblico

PALERMO – “La concessione era stata revocata sulla base di valutazioni gravi, condivise anche da organi istituzionali deputati alla prevenzione antimafia. E allora appare incomprensibile oltre che profondamente preoccupante che oggi si ritenga prevalente il rischio di disordine rispetto alla necessità di tenere lontani interessi opachi da un bene simbolico della città”. Lo si legge in un post pubblicato dalla fondazione Falcone su Facebook. Il post riguarda la sentenza del Cga che ha sospeso lo stop della Regione alla concessione per la spiaggia Mondello alla società Italo belga.

La Fondazione Falcone e la sentenza del Cga su Mondello

“L’idea che, senza quella gestione, si possano creare scenari tali da mettere a rischio la sicurezza pubblica è un messaggio pericoloso. Palermo non può accettare che il principio di legalità venga subordinato a valutazioni emergenziali”, prosegue la Fondazione.

“Profonda e seria preoccupazione”

“La Fondazione Falcone – si legge ancora – esprime profonda e seria preoccupazione per la decisione del Consiglio di giustizia amministrativa”. Una decisione che, in via temporanea, ha sospeso la revoca della concessione della spiaggia di Mondello, rinviando al 14 maggio la decisione nel merito. “Una scelta motivata da presunte esigenze di ordine pubblico legate all’imminente stagione estiva e all’afflusso di bagnanti – ancora la Fondazione -. Ma è proprio qui che nasce una domanda inevitabile: davvero oggi l’ordine pubblico a Palermo può essere garantito solo attraverso il ritorno di una società già destinataria di gravi provvedimenti in materia di prevenzione antimafia?”.

E infine, rispetto alla sentenza del Cga che ha rimesso tutto in gioco: “In attesa della decisione definitiva del 14 maggio, auspichiamo che venga ristabilita una linea chiara e coerente con i valori fondamentali dello Stato di diritto. Lo Stato non arretra, mai”.


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