Renis Domi, 42 anni, padre di un bambino di 6 anni, ha perso la vita in un violento incidente stradale avvenuto nel pomeriggio di domenica 12 luglio lungo la strada della Val di Ledro, in Trentino. La Procura di Trento ha aperto un’inchiesta per omicidio stradale per ricostruire con precisione quanto accaduto. L’uomo viaggiava in sella alla sua Yamaha R1 quando si è verificato il drammatico impatto. La sua compagna, che lo seguiva su un’altra moto, ha assistito alla scena senza poter fare nulla.
Renis Domi, la ricostruzione dell’incidente
Secondo una prima ricostruzione effettuata dagli agenti della Polizia Stradale di Riva del Garda, il motociclista si sarebbe scontrato contro una Renault Clio che stava effettuando una svolta. L’impatto è stato devastante. Il quarantaduenne è stato sbalzato dalla moto ed è finito sull’asfalto dopo un volo di diverse decine di metri. Poco distante viaggiava la compagna della vittima, che ha assistito all’incidente senza poter intervenire.
I soccorsi e il decesso
Sul posto sono arrivati in pochi minuti i sanitari del 118 con automedica, ambulanza ed elisoccorso decollato da Trento. I soccorritori hanno tentato a lungo di rianimare il motociclista, ma le gravissime lesioni riportate nello schianto non gli hanno lasciato scampo. I medici hanno potuto soltanto constatarne il decesso.
Aperta un’inchiesta per omicidio stradale
La donna che era al volante della Renault Clio è rimasta ferita in modo lieve. A causa dei danni riportati dall’auto è rimasta bloccata nell’abitacolo ed è stata liberata dai vigili del fuoco. Come previsto dalla procedura, la conducente è stata sottoposta agli accertamenti alcolemici e tossicologici. Nel frattempo la Procura di Trento ha aperto un fascicolo per omicidio stradale. Gli investigatori dovranno chiarire l’esatta dinamica dello schianto e verificare eventuali responsabilità.
Chi era Renis Domi morto in un incidente
Renis Domi era di origini albanesi, ma da molti anni viveva in Italia. Dopo un periodo trascorso a Sarezzo, si era stabilito con la famiglia a Concesio, nel Bresciano. In passato aveva lavorato come addetto alla sicurezza. Negli ultimi anni era impiegato come operaio alle Acciaierie Venete di Sarezzo. Lascia un figlio di sei anni. La salma resta a disposizione dell’autorità giudiziaria, mentre non è stata ancora fissata la data dei funerali.
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