Movida, i gestori dei pub:| "Chiederemo danni al Comune" - Live Sicilia

Movida, i gestori dei pub:| “Chiederemo danni al Comune”

L'incontro di stamane fra i gestori dei pub

Ammonta a 300mila euro la richiesta di risarcimento che "Vivo Civile" intende avanzare nei confronti dell'amministrazione. Ma il presidente Ferrante tende comunque la mano a piazza Pretoria: "Torniamo a dialogare".

L'incontro
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PALERMO – L’associazione “Vivo Civile”, che riunisce decine di gestori di locali di intrattenimento a Palermo, ha annunciato oggi in conferenza stampa l’intenzione di chiedere al Comune danni per 300 mila euro dopo la sospensione della discussa ordinanza sulla movida sancita ieri dal Tar. Gli esercenti lamentano di aver perso 700 euro al giorno finché l’ordinanza è rimasta in vigore e di essere stati costretti per questo a licenziare i propri dipendenti.

Nessuno sconto, dunque, nei confronti dell’amministrazione, che ieri non aveva comunque interpretato la sospensiva come una bocciatura della propria linea politica sulla movida, in attesa di conoscere le motivazioni. Appresa la notizia della decisione dei giudici, piuttosto, il sindaco Leoluca Orlando, l’assessore alle Attività Produttive, Marco Di Marco, e quello alla Partecipazione, Giusto Catania, hanno voluto ribadire in un comunicato congiunto che ritenevano e ritengono questa ordinanza “un provvedimento indispensabile e che aveva peraltro un carattere temporaneo e d’urgenza in un settore del tutto privo di regolamentazione”. L’assessore Di Marco, tra le altre cose, si è detto pronto a fare a sua volta ricorso al Cga. Inoltre, presto nel settore della movida potrebbero arrivare altre novità: “l’ordinanza – si legge ancora nel comunicato di piazza Pretoria – ha posto le basi perché con il Piano di zonizzazione acustica ed altri provvedimenti in itinere, si giunga nei prossimi mesi ad un nuovo e organico regolamento in materia”.

In ogni caso, nonostante la richiesta di risarcimento che gli esercenti intendono avanzare, il presidente di “Vivo Civile”, Antonio Ferrante, tende la mano agli amministratori e auspica che il livello dello scontro possa nuovamente abbassarsi e ritornare alla normalità di un dialogo fra le parti: “Siamo cittadini e imprenditori onesti – dice – che sono stati costretti in questi tre mesi a licenziare i propri dipendenti e a perdere mediamente ognuno 700 euro di incassi al giorno per sottostare al regolamento comunale, che limitava fortemente la fruizione della musica e della sua intensità in determinati orari. Chiediamo di incontrare l’amministrazione comunale – continua il presidente -, nonostante questa ancora non riconosca che l’intervento per mezzo di un’ordinanza è stato affrettato. Al momento notiamo ostinazione da parte di chi governa a Palazzo delle Aquile, nonostante la sospensione del Tar. Quando due assessori, nello specifico Marco Di Marco e Giusto Catania, dichiarano che la sanzione per i locali era limitata a pochi euro, dimenticano che nella loro direttiva per chi non seguiva le regole era previsto, oltre alla multa, il sequestro dell’impianto audio e di tutti gli alcolici. Chiediamo di essere ascoltati – conclude Ferrante – peché abbiamo dimostrato di essere competenti. Ognuno deve prendersi le proprie responsabilità, e così come i gestori dei locali sono stati costretti a licenziare i loro dipendenti pur di applicare le regole, l’amministrazione faccia pagare chi ha sbagliato a scrivere questa ordinanza. Altrimenti sarà un muro contro muro. Scelta che noi non vogliamo”.

“Il Tar – interviene il legale che ha sostenuto la causa degli esercenti, Giovanni Puntarello – ha sospeso l’ordinanza perché ha ritenuto che il sindaco fosse sprovvisto del potere di emetterla in quei termini e con quei contenuti. L’ordinanza difettava di ogni presupposto di legittimità. In più vi era una palese violazione del principio di proporzionalità che obbliga l’amministrazione a vagliare quali altri provvedimenti sia possibile emanare al fine di tutelare le esigenze avvertite prima di scegliere un provvedimento che restringe la libertà di determinati soggetti. Il nostro prossimo incontro con il Tar, nel febbraio del 2014, riguarderà i danni subiti dai proprietari dei locali a causa dell’ordinanza, che ammontano a più di 300 mila euro e che chiederemo di fare pagare al Comune di Palermo”.


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Commenti

    Boicottiamo i signorotti dei PUB emblema del degrado della città di Palermo! Chiudi un Pub ed apri una libreria, una bottega! Basta con questa sottocultura della movida da pecore.

    Il danno lo chiederemo noi cittadini a voi ed alle allegre comitive di ubriachi che beatamente voi attirate.

    Siete i catalizzatori di tutte le cose inutili, ma andate pure voi a lavorare.

    Chiedete, chiedete…

    Anche i cittadini possono chiedere il risarcimento per danno patito legato alla sfera
    del danno alla libertà e tutela del riposo e attività produttiva

    fatelo, non basta dirlo, su su

    Ovviamente i palermitani guardano il dito e non la luna:

    @Paolo: se per i signorotti dei PUB intendi gli stessi che hanno vinto il ricorso, sappi che hanno sempre rispettato l’ordinanza. Vai a cercare i veri signorotti alla vucciria, alla magione e a ballarò.

    @Orazio: per fortuna le ghettizzazioni hanno permesso che la feccia si aggregasse in locali feccia (quelli abusivi che pompano musica fino all’alba). Nei locali di cui sopra, la gente non ha mai dato problemi.

    @Viverecivilmente: se l’ordinanza è stata fatta per tutelare il riposo dei residenti, spiegami perché le discoteche sono immuni e possono fare musica fino alle tre. Chi abito vicino ad una discoteca non è forse un residente?

    PUB: PECORE! PECORE! PECORE! PECORE!

    700 euro al giorno?
    Benissimo, chiediamo alla Guardia di Finanza e all’agenzia delle Entrate il controllo di tutte le dichiarazioni dei redditi di questi signori…con queste cifre che guadagnano, chissá quanto hanno dichiarato.
    E vai che si ride!

    Il Tar quindi sospende l’ordinanza del Sindaco sulla cosiddetta “movida”, cioè sulla disciplina delle attività di intrattenimento musicale e la vendita di prodotti alcolici. Sostanzialmente secondo i giudici amministrativi la materia non può essere regolata con la forma dell’ordinanza sindacale; non aggiungiamo altre motivazioni che nell’ordinanza cautelare n. 01354/2013 del Reg.Ric., che ho letto, non esistono. Non è una bella notizia per i palermitani che hanno sofferto, e purtroppo a questo punto ancora soffriranno, in piena notte, musica a volume alto che impedisce il sonno, urla, schiamazzi, risse, sporcizia e quant’altro. Anzi, è una bruttissima notizia! L’Assessore competente ha già annunciato appello al CGA. In realtà, fatte salve le autonome valutazioni dell’Amministrazione sul possibile felice esito di un appello, sarebbe opportuno mettere mano al più presto ad una regolamentazione ordinaria, rigorosa e permanente di disciplina del settore. Occorre rimettersi attorno ad un tavolo, Amministrazione comunale, Consiglio comunale, gestori, categorie, associazioni, residenti, e trovare le soluzioni tecniche, che esistono, per contemperare i diversi interessi in gioco: il diritto dei gestori dei locali pubblici di intrattenimento a fare impresa, e dei clienti al divertimento, con il diritto assoluto dei cittadini alla quiete pubblica, al riposo notturno, al decoro urbano e al rispetto delle norme di pubblica sicurezza. Prima di ogni cosa c’è il bene comune che sta al di sopra, sempre, degli interessi di parte. Qualcuno ancora non l’ha ben compreso!

    Russo ci risparmi il suo sermone fuori luogo e chieda al suo amico sindaco perché il tar gli ha fatto fare una figura di m…….!!

    Class action dei palermitani onesti contri sti 4 incivili ubriachi drogati e bordellari! La città ha bisogno di silenzio

    Certo che loè!
    Il punto,a mio parere, è questo:sia consentito fare musica fino alle tre ,ma a patto e condizione che si tratti di discoteche al chiuso,quindi acusticamente coibentate, e che sia evitata la trasmissione delle vibrazioni attraverso le strutture murarie,nel particolare e difffuso caso che il locale abbia strutture murarie comuni agli immobili soprastanti e contigui.

    Dovremmo attenderci una differenza di incassi notevoli tra il” periodo di magra”
    imposto dalla decaduta ordinanza, e quello di” vacche grasse” cui dovrebbero
    andare incontro gli esercenti…

    Nelle more,appare opportuno ricordare che esiste opportuna normativa ai sensi del codice penale.

    Normativa,applicabile in qualsivoglia momento.

    Nei paese europei il Pub è un’istituzione dove ci si reca per incontrarsi con gli amici, giocare, parlare e anche bere. E’ un luogo dove si può apprezzare musica dal vivo, dove si può anche leggere, insomma un luogo dove il bere è in secondo piano. E voi cari Signorotti dei pub palermitani cosa fate??????? Musica ad altissimo volume (apposta per stordire), bottiglie fuori dai locali, disordine e quanto più il “vivire invicile” è permesso più guadagnate, e avete la faccia tosta di lamentare perdite economiche … sulle ubriacature dei vostri clienti. Siete incivili e purtroppo meritate di vivere in questa città ove tutto è permesso o fino a quando i giovani girando per l’Europa si rendao conto che del pub avete usurpato il nome.

    Caro viverecivilmente, purtroppo non basta appellarsi alle norme vigenti. Anche l’art. 659 del c.p. (inteso comunemente come disturbo alla quiete pubblica) non è sufficiente. Occorre una regolamentazione a carattere comunale. Capiamoci, siamo di fronte ad una ordinanza cautelare, che ha deciso, cioè, sulla richiesta di sospensiva del provvedimento impugnato. Il giudice amministrativo non è entrato nel merito. La trattazione nel merito è prevista per febbraio 2014. Ovviamente se il Comune , come io ho auspicato con la mia nota, interverrà prima con un regolamento cesserà la materia del contendere e non si svolgerà l’udienza di trattazione nel merito. Cosa dice l’ordinanza che ha sospeso l’ordinanza sindacale sulla movida? Dice che la materia non può essere regolata da un ordinanza sindacale che può essere emessa solo quando ricorrano i requisiti dell’eccezionalità ed urgenza “propri dello strumento dell’ordinanza contingibile adottato dal Sindaco per la regolamentazione di attività di intrattenimento musicale e la vendita di prodotti alcolici e bibite nel territorio del Comune di Palermo”. Inoltre che “i provvedimenti adottati (le ordinanze sono due. n.d.a.) non lasciano trasparire il previo svolgimento di una necessitata ed adeguata istruttoria a supporto delle decisioni adottate”. In tale contesto, secondo i giudici, per evitare possibili danni a carico dell’Amministrazione, parliamo di danni ipotetici, è meglio sospendere i provvedimenti impugnati. Detto ciò, è ovvio che intatto rimane il problema, cioè quello di contemperare, come dico nella nota, gli interessi in gioco. E bisogna farlo con lo strumento del regolamento ordinario, quindi con il coinvolgimento del Consiglio comunale, delle categorie interessate e dei cittadini. Il mio parere personale, in conclusione, è che il regolamento dovrà contenere norme molto più rigorose e stringenti di quelle contenute nell’ordinanza sospesa. In più, i controlli dovranno essere a tappeto, costanti e generali. Su questa strada di civiltà e di prevalenza dell’interesse collettivo rispetto a quelli di parte non si deve e non si può tornare indietro.

    Se hanno perso 700 euro al giorno che lo dimostrino.
    Basta controllare gli incassi dello scorso anno e quello del 2013, ma senza dimenticare la crisi in corso che ha fatto spendere meno ai cittadini.
    Comunque se hanno ragione a fine settembre dovrebbero aumentare gli incassi. Verifichiamo.

    Un’ordinanza che rispetti e tuteli i cittadini che non frequentano i pub fino all’alba, quella non c’è, vero?

    Mi correggo, l’ordinanza c’è, o meglio c’era. È una sentenza del TAR che finora manca…

    sei pazzo???? e se su facebook gira la voce che non mi faccio piu’ vedere a piazza marina cosa penseranno di me????

    Concordo pienamente, riaprite i Caffè letterari dove ascolti un pò di BUONA musica di sottofondo che non ti rincretinisca e sorseggi una bibita, leggendo qualcosa o chiacchierando con gli amici!

    700 euro al giorno!!!!!????? ma questi guadagni stratosferici si possono ancora fare?? la gente perde il lavoro o non si può più pagare le spese mediche ma và a dare un botto di soldi per un fituso bicchiere di vino o una birretta con quattro piatti congelati di insalata di riso e cous cous e frittatine??? SVEGLIATEVI PECORE!!!! Meglio un panino con le panelle!!!

    Ma basta con questa buffonata della movida, con quest’associazione che ha un presidente che non ha alcun locale da gestire e che va solo in cerca di vetrine pubbliche a scopi elettorali!
    700 € di perdite giornaliere? Ma se i gestori hanno già licenziato del personale, come dicono, allora coi licenziamenti hanno ripreso quei soldi che dicono di aver perso.
    Orlando vi ha surclassato, senza doversi nemmeno impegnare più di tanto.

    “PROVVEDIMENTO LIMITAVA L’INTENSITà DELLA MUSICA (=RUMORE) IN CERTE ORE (=PIENA NOTTE)” DOVRESTE CHIAMARVI VIVO INCIVILE, VERGOGNATEVI!!! ALL’ADDAURA PER COLPA DI ALTRI COMMERCIANTI INCIVILI COME VOI NON DORMIAMO LA NOTTE!!!! ANDATE A ZAPPARE LA TERRA E RACCOGLIERE POMODORI ALLE 5 DEL MATTINO MALEDETTI

    Ieri notte all’acquasanta un noto locale notturno sparava la musica a tutto volume! Il palazzo di fronte era una costellazione di luci dei poveri residenti che non potevano chiudere occhio! Questo non è un paese civile! La magistratura è una casta che si autopreserva e troppo spesso è soggetta a condizionamenti politici.
    Il primo passo spetta a noi cittadini. Boicottiamo tutti questi posti. E soprattutto rifiutiamoci di dare soldi alle zone franche, citate sopra, BASTA! Che muoiano di fame, in primis i delinquenti della vucciria, di piazza Magione e di Ballarò! In secundis tutti i locali che se ne infischiano della quiete e della bellezza. Io sono convinto che tra tanti commercianti ce ne siano moltissimi che hanno a cuore il problema, anche loro in fondo dormono, no?

    Orgasmo, falla come vuoi, ma chi all’una ogni notte e’ per locali a trincare e’ feccia. Una volta erano relegati nelle taverne, per intenderci, ora sono nei pub e nei wine bar, cambiano i tempi, la sostanza resta.

    Dopo tutti questi scempi, vedendo la mia città cannibalizzata da un’orda di gente senza regole, protetta da politici e delinquenti senza scrupoli, comincio a rivedere le mie idee politiche. La reazione naturale è una certa nostalgia, pensando che: “si stava meglio quando si stava peggio”. La libertà è un bene che bisogna meritare e sapere gestire, il resto è solo ipocrisia. Temo che senza renderci conto, stiamo consegnando il nostro futuro nelle mani dello straniero.

    Mi sembra di leggere commenti di ultra ottantenni. non aggiungo altro

    Il suo commento,la dice lunga sulla sua condizione:si scaglia contro gli ottantenni(che forse le danno ancora di che vivere),e interviene alle 5.53 del mattino,evidentemente lei non va a
    lavorare…

    CARO PIPPO RUSSO,
    EVIDENTEMENTE NON RIESCI A NON FARE POLITICA E RIMANI ATTACCATO ALLA TUA VECCHIA MATRICE.
    LO SAI CHE I VIGILI URBANI NON SONO DOTATI DI MISURATORI DI DECIBEL ( DEL COSTO DI POCHI EURO) CHE GLI PERMETTEREBBERO DI ACCERTARE IL DISTURBO ALLA QUIETE PUBBLICA E FARLO CESSARE A QUALUNQUE ORA SENZA BISOGNO DI ORDINANZE SINDACALI?
    LA VERITA’ E’ CHE VI FATE RICATTARE SEMPRE DAGLI PSEUDO IMPRENDITORI PALERMITANI CHE STANNO PORTANDO AL DEGRADO TUTTA LA NOSTRA CITTà.
    DA MONDELLO AL CENTRO STORICO. NON SI RIESCE A PROMUOVERE UNA IDEA EUROPEA E CIVILE PERCHE’ I COMMERCIANTI SI OPPONGONO E GLI AMMINISTRATORI TEMONO DI PERDERE VOTI.
    ALTRO CHE CAPITALE DELLA CULTURA…. SIAMO LA CAPITALE DELLA VERGOGNA. DOVREMMO NASCONDERCI AGLI OCCHI DELL’EUROPA….!!!!

    @natan
    è meglio non aggiungere altro, questi ultra ottantenni con le loro pensioni e i risparmi di una vita mantengono questa generazione di disoccupati e i nipotini. Quindi, rispetto per chi ha visto o fatto la guerra. Loro sanno di cosa parlano, hanno visto tutto e non sono contenti di questa vita virtuale fatta solo di immagini digitali, di una scuola distrutta, di notizie fugaci, di fatti che non lasciano traccia, di una vita esasperata sotto telecamere di ogni genere. I giovani, la pubblicità, ancora oggi vivono della loro musica degli anni 60, altri per noia ed emulazione vorrebbero goffamente rifare una rivoluzione del 68. Mi dispiace il tempo è scaduto, le vere emozioni sono già state vissute da questi vecchietti con le loro discoteche e non con la movida da sballo, ai giovani rimangono solo gli effetti devastanti di un cambiamento delle regole, di McDonald’s, facebook, twitter e della distruzione di quei punti di riferimento che si chiamavano: “Famiglia”. Se vuoi vivere bene il presente, guarda il passato e costruirai un buon futuro.

    per favore palermo civile, almeno Pippo Russo teniamocelo stretto, almeno lui dialoga, ci mette la faccia, fa considerazioni degne di attenzione, non vuole lo scontro ma il bene della città. Se lo mettiamo nel calderone come a tutti gli altri che ci guadagniamo? è come se fossero tutti uguali, ma io l’ho conosciuto e non mi è sembrato come tanti altri politici. Mi posso sbagliare ma a qualcuno devi dare fiducia se no è la fine

    VI INVITO A LEGGERE QUESTO VECCHIO ARTICOLO DI LIVESICILIA

    PROPRIETARIO È LUCA INSALACO
    Nasce un nuovo club all’Addaura
    È dell’associazione Okeanos
    Domenica 10 Giugno 2012 – 16:53 di Daniele Scarbaci
    Dopo un iter durato diversi anni, l’associazione entro giugno ultimerà i lavori: “Al posto del terreno in abbandono – spiega Insalaco, candidato di Fli alle ultime amministrative di Palermo – sorgerà un clubino con angolo ristorazione e intrattenimento musicale”.
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    STAMPA
    Sul lungomare dell’Addaura, in un’area confinante a quella dove sorgeva l’Addaurareef, nasce un nuovo club. Da luglio, infatti, circa ottocento metri quadrati di costa diventeranno la sede dell’associazione ricreativa Okeanos, il cui presidente, a partire dal 2009, è Luca Insalaco. Figlio di Giuseppe Insalaco, l’ex sindaco di Palermo assassinato dalla mafia, Insalaco è stato candidato alle scorse elezioni comunali nelle liste di Fli. Tra i soci fondatori dell’associazione nata nel 2002, ma dimissionario per ragioni di opportunità dopo il suo ingresso in politica, ci sarebbe anche Alessandro Aricò, candidato di Fli e Mpa a sindaco di Palermo e fresco di nomina ad assessore regionale al Territorio e ambiente. (L’assessore Aricò ci fa sapere che non è stato tra i soci fondatori ma semplice aderente all’associazione sportiva. Adesione che intende rinnovare, in qualità di socio, nel momento in cui il club nautico sarà operativo).

    Ma che cos’è la Okeanos? La nascita di questa associazione sportiva risale al 2002, proprio in occasione del bando regionale per la concessione del lotto che corrisponde al manufatto Bellavista, più noto come il ‘castelletto’ dell’Addaura. La Okeanos però in questi dieci anni di vita è rimasta inattiva, in attesa del completamento di un complicato iter burocratico per l’apertura del club. “La trafila per l’avvio della nostra attività in questo lotto – spiega Insalaco – è stata più che travagliata. La Okeanos si aggiudicò la concessione su quest’area a un prezzo di circa ottomila euro annui, pagati per quasi un decennio senza mai poter usufruire davvero del lotto”.

    Il perché, spiega Insalaco, è dovuto alle difficoltà burocratiche per avere le autorizzazioni necessarie: “Avere una concessione demaniale non è assolutamente semplice come può sembrare. Una volta vinta la gara bisogna ottenere un numero infinito di autorizzazioni. All’inizio ho dovuto affrontare enormi problemi per ottenere l’autorizzazione per avviare i lavori di manutenzione straordinaria di una costruzione reduce da anni di degrado come il castelletto. Quando, nel 2008, è arrivata finalmente al termine la procedura per la concessione del demanio, il parere vincolante della Soprintendenza era ormai scaduto”.

    Ma l’odissea della Okeanos non era ancora finita. “Anziché chiedere un nuovo parere, il vecchio presidente decise di presentare nel 2009 una nuova istanza che prevedeva alcuni punti in più rispetto alla precedente. Questo, però, creò solo altri problemi. Stavolta era l’ufficio comunale Mari e coste che aveva espresso il proprio parere negativo ricordandoci che dovevamo assicurare un varco libero per l’accesso al mare”. Una trafila infinita, quindi, che si è conclusa solo alcuni mesi fa.

    “Ottenute finalmente le ultime autorizzazioni abbiamo dato inizio ai lavori che speriamo vengano ultimati entro il mese di giugno. Al posto del terreno in abbandono, tra poco più di un mese, sorgerà un clubino con angolo ristorazione e intrattenimento musicale”.
    © RIPRODUZIONE RISERVATA
    Ultima modifica: 12 Giugno 2012 ore 10:40

    Non frequentiamo i pub di questi signorotti ignoranti

    leggerlo perchè ?

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