PALERMO – “Divisione della città in tre zone e diverse modalità per fare intrattenimento musicale, dal centro storico e residenziale dove la musica live si fermerà inderogabilmente alle 24 per l’interno del locale, ma con la possibilità di fare filodiffusione o musica d’ambiente, e alle 23 e solo in acustico e senza alcun tipo di amplificazione per l’esterno. Maggiori possibilità invece per le zone di estrema periferia o nelle zone industriali, perché spalmare un regolamento uniformemente in tutto il territorio non aiuta a decongestionare le zone critiche. Ma anche una regolamentazione della fascia costiera e delle borgate marinare senza tralasciare i lidi attrezzati”. Sono queste alcune delle proposte presentate alla commissione Attività produttive dall’associazione Vivo Civile, come si legge in una nota del vicepresidente Marcello Robotti.
“E ancora premialità e sgravi fiscali per i locali virtuosi che collaborano alle iniziative del Comune e patente a punti per i gestori con lo stesso meccanismo di assegnazione della patente di guida. Standard qualitativi da rispettare per le nuove licenze e una commissione di controllo composta da residenti e gestori che avrà il compito di monitorare il territorio. Campagne di sensibilizzazione sul rispetto di luoghi e residenti. Il nostro auspicio è che si possa adottare un regolamento che guardi anche al futuro, è un’occasione che va sfruttata e limitarsi ad essere restrittivi perché c’è una palese emergenza sull’argomento non fa di un regolamento lo strumento adatto a mettere dei paletti in maniera equilibrata alla vita notturna di questa città. L’emergenza c’è e va affrontata con altri metodi, come la repressione dura dell’abusivismo, che è il primo vero male per gli stessi gestori in regola, e il controllo costante anche con presidi fissi del territorio che darebbe più sicurezza non solo ai residenti ma anche ai turisti. I locali sono una risorsa e un presidio per quei quartieri che fino a qualche anno fa erano in mano alla criminalità organizzata e dove prostituzione e rapine la facevano da padrona. Costringerli alla chiusura significherebbe ripiombare in quegli anni bui e ciò non gioverebbe ai residenti e agli albergatori, ma è anche evidente che ci vuole una movida intelligente e di qualità, tutti dobbiamo fare la nostra parte e questo è il nostro obiettivo”.

