Movida, venerdì il voto ma è scontro sulle modifiche al regolamento

Movida, venerdì il voto ma è scontro sulle modifiche al regolamento

Opposizioni all’attacco, si cerca l’intesa

PALERMO – Prima il confronto tra le opposizioni, poi quello con la maggioranza e infine, venerdì, il voto definitivo in Aula. Il nuovo regolamento sulla movida, a Palermo, sembra ormai a un punto di svolta: dopo mesi di stallo e trattative, complici i fatti di cronaca e la pressione mediatica, il consiglio comunale ha deciso di premere il piede sull’acceleratore.

Venerdì il voto

Ieri la conferenza dei capigruppo, allargata ai presidenti di commissione, ha stabilito il percorso che porterà a riprendere i lavori ormai a un punto avanzato: chiusa la discussione generale, si è già passati a votare i vari emendamenti. La novità è che non bisognerà ricominciare da capo, infatti le modifiche proposte dal Comitato per l’ordine e la sicurezza potranno essere inserite nei sub-emendamenti, come ha confermato il Segretario generale. “Speriamo di chiudere la pratica già venerdì”, dice il presidente del consiglio Giulio Tantillo.

Le modifiche della discordia

Il punto, però, è trovare l’accordo sulle modifiche. “Questo regolamento non è di maggioranza o di opposizione ma di tutti – spiega il presidente della commissione Attività produttive Ottavio Zacco – e per questo è necessario trovare una sintesi complessiva, arrivando a fare in modo che le modifiche siano condivise”. Più facile a dirsi che a farsi, in realtà, perché le proposte sui tornelli, sui biglietti nominativi, sui metal detector, sugli orari (fino all’una nei giorni feriali, alle due nei festivi a meno che non siano discoteche) fanno già discutere.

Opposizioni all’attacco

“C’è troppa confusione sul tema e probabilmente si sono create aspettative troppe alte rispetto a quello che può fare un regolamento – attacca Mariangela Di Gangi di Progetto Palermo -. Corriamo il rischio che si privatizzi la gestione dell’ordine pubblico, tentando ad esempio di delegare ai gestori delle discoteche compiti non di loro pertinenza e approvando regole a fortissimo rischio di risultare illegittime e che verrebbero applicate solo a Palermo. Il regolamento movida dovrebbe piuttosto limitarsi a regolare la convivenza fra residenti e attività serali e notturne, obiettivo già ambizioso”.

Le questioni irrisolte sono molte: i privati non possono chiedere documenti di identità, dovrebbero affrontare ingenti investimenti in tempi brevissimi e si ritroverebbero a gestire questioni spinose, come nel caso in cui un metal detector segnali che qualcuno è armato. Per non parlare del fatto che i sistemi nazionali per l’acquisto di biglietti, in caso di spettacoli, non sarebbero adeguati a regole che varrebbero solo in città.

Canto: “Da Prefettura spunti corretti”

“Ritengo che i suggerimenti della Prefettura siano un corretto spunto dal quale debba partire la discussione politica sui temi – dice invece Leonardo Canto di Lavoriamo per Palermo – stante che provengono da organismi istituzionalmente deputati al controllo del territorio ed in possesso di informazioni e dati utili a comprendere le questioni trattate e suggerire alla politica soluzioni adeguate”.


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