Muore di Sla a 56 anni| "Corpo assaltato dai pidocchi"

Muore di Sla a 56 anni| “Corpo assaltato dai pidocchi”

Commenti

    Con tutte le centinaia di milioni che paga mensilmente la Regione Siciliana per il sistema sanitario regionale dovremmo avere in Sicilia strutture con livelli qualitativi e di pulizia superiori a quelli della Confederazione Svizzera dove spendono molto meno di noi.

    Ma in questa benedetta Sicilia, c’è un qualcosa di cui andare fieri? [naturalmente politici esclusi]

    Ma l’Assessore Razza che celebra ogni giorno il suo operato ha capito come funziona la Sanità in Sicilia o vuole continuare a farepropaganda elettorale ? Ma dove vive? All’estero? Pidocchi .. cose da terzo mondo !!! si vergogni almeno per la sanità che rappresenta !!!

    E il grande e mitico assessore razza……
    E i suoi due grandi dirigenti generali……
    Dove sono, cosa fanno…..anzi……cosa sanno fare??????
    Bravo Presidente musumeci, il cambiamento lo rappresenti tutto…..
    hai solo saputo nominare gente incapace nei posti sbagliati…..
    Questa è la Sicilia e i suoi amministratori…..
    Per fortuna tutto passa…. e passerete anche voi…..

    cose che non succedono neanche nel terzo mondo. VERGOGNA.

    Gli ospedali ormai sono aziende sanitarie che mirano agli obbiettivi di budget e non di salute. Intervenire a cascata su tutti i responsabili di questa vergogna umana. Musumeci e Razza intervengano subito!

    Adesso l’Assessorato mandera’ una Ispezione e ….tutto finirà …..purtroppo.

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Trovo sempre conforto e verifica nelle parole di don Corrado Lorefice, con il suo lavoro ha ridato a Palermo l’orgoglio di capoluogo. E’un esempio per tutti. Anche Palermo, sembra, si cominci a muovere seguendo il suo esempio. E dura. Ma non impossibile. E’, in ogni caso, non abbiamo alternative credibili al dominio dei nostri politicanti corrotti fino al midollo.

Con il dovuto rispetto, solidarietà al “minimo sindacale” nelle parole di monsignor Antonino Raspante. Vuol dire che così vanno le così fra i vescovi di Sicilia. Mentre in Calabria... “Noi vescovi di Calabria non possiamo tacere. Lo diciamo con il dolore di pastori, con la fermezza di chi sa che il silenzio, in certi momenti, diventa complicità. Chiediamo che le procure di Paola, Vibo Valentia e Trapani ricevano ogni risorsa necessaria per dare un nome a chi è stato restituito dal mare e per accertare le responsabilità. Meno arrivi, più morti. Chiediamo che si smetta di misurare il successo di una politica migratoria contando solo chi arriva senza considerare chi muore. Il mare ci chiede conto. Quei morti ci chiedono conto e noi non possiamo rispondere con il silenzio”.

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