“Ci dicono lenti, sono cornacchie | Impresentabili? Ci pensi la politica”

“Ci dicono lenti, sono cornacchie | Impresentabili? Ci pensi la politica”

“Ci dicono lenti, sono cornacchie | Impresentabili? Ci pensi la politica”

Il governatore risponde alle critiche arrivate anche da esponenti della sua maggioranza.

IL PRESIDENTE MUSUMECI
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PALERMO – La conferenza stampa sull’edilizia scolastica in Sicilia diventa l’occasione a Palazzo d’Orleans per il presidente della Regione Nello Musumeci di togliersi qualche sassolino dalla scarpa. Nelle ultime settimane, le critiche nei confronti dell’amministrazione sono giunte da più parti, anche da esponenti politici della maggioranza: la questione impresentabili, i ritardi nella gestione delle emergenze, il ricorso alla contestuale approvazione di Finanziaria e “collegato” per dare “sostanza” alla sessione di Bilancio. “Nonostante le cornacchie, che continuano a svolazzare e conosciamo la loro sorte, stiamo lavorando con grande impegno – afferma il governatore. – Veniamo accusati di ‘lentocrazia’ ma i dati sulle scuole che presentiamo oggi sono la dimostrazione più vera di come non ci siano altri argomenti per attaccare questa amministrazione, che con profilo basso sta operando nella dignità e nel dovere del silenzio e dell’efficienza”. E a chi gli chiede se “tra le cornacchie c’è anche Matteo Salvini?”, che lo aveva criticato qualche giorno fa da Catania, Musumeci risponde: “No, assolutamente. Lui è un’aquila”.

Il presidente della Regione non si è sottratto nemmeno alle domande sugli impresentabili del centrodestra, dopo le polemiche scaturite dall’arresto per voto di scambio politico-mafioso del deputato regionale di Popolari e Autonomisti, Giuseppe Gennuso: “La mia posizione è chiara, solo chi non vuole sentire non sente. La politica deve arrivare prima della procura della Repubblica: quando non lo fa è chiaro che perde credibilità. Ho la massima fiducia alla magistratura, ma se la politica pensasse a fare selezione prima, io credo che molti problemi i partiti se li sarebbero risparmiati“. E rispondendo a Giancarlo Cancelleri, che lo aveva accusato di essere stato eletto grazie ai voti degli impresentabili, il presidente risponde: “Con tutto il rispetto, non mi occupo di Cancelleri. I siciliani vogliono risultati concreti, non le chiacchiere di chi, purtroppo per lui, ha perso e non si rassegna”.

Venendo al tema della conferenza stampa, Musumeci, affiancato dagli assessori all’Istruzione Roberto Lagalla e alle autonomie locali Bernardette Grasso, ha annunciato: “Pensiamo di mettere in campo nei prossimi mesi 272 milioni di euro per gli interventi di edilizia scolastica. In Sicilia ci sono 4.358 edifici che ospitano scuole: finalmente abbiamo completato l’anagrafe dell’edilizia scolastica”. Oltre la metà degli edifici scolastici, ha aggiunto l’assessore Lagalla, sono anteriori al 1975 e il 5% tra il 1900 e il 1945. Inoltre, il 92% degli edifici ricade nelle zone sismiche 1 e 2, cioè quelle a più alto rischio.

Si tratta di 82,57 milioni di risorse del Po-Fesr e di 190 milioni di fondi dello Stato. Musumeci ha spiegato che gli interventi sono finalizzati alla messa in sicurezza degli edifici scolastici con l’adeguamento anti sismico, per l’ottenimento della certificazione di agibilità, per l’ampliamento e la costruzione di edifici, per la rimozione delle barriere architettoniche e dei residui di amianto, per le opere di antincendio. Il dipartimento raccoglierà le domande progettuali per la richiesta dei fondi dal 9 maggio al 20 giugno. La Regione quindi procederà all’elaborazione del piano che dopo l’approvazione sarà trasmesso al Miur che entro 120 giorni dalla pubblicazione del decreto interministeriale nella Gazzetta regionale provvederà a renderlo operativo. Per la progettazione i comuni potranno beneficiare di anticipazioni erogate dalla Cassa depositi e prestiti.


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