Nel mirino il genero del boss |Sequestrata la Luck Car

Nel mirino il genero del boss |Sequestrata la Luck Car

Nel mirino il genero del boss |Sequestrata la Luck Car
Eseguito il provvedimento patrimoniale nei confronti di Giuseppe Pastura.

CATANIA – Un altro sequestro tra le file del gruppo Ottantapalmi del clan Santapaola. Siamo nel regno di Turi Amato, il boss che ha creato la sua roccaforte criminale (insieme alla sua sposa Grazia Santapaola, cugina del padrino Nitto) in via Della Concordia a San Cristoforo. I primi di giugno i beni del capomafia sono finiti sotto sequestro e ieri il genero Giuseppe Pastura è stato destinatario di un provvedimento di misure di prevenzione emesso dal Tribunale di Catania, Sezione Misure di Prevenzione che ha accolto una proposta congiunta della Questura di Catania e della Procura di Catania.

Il decreto “di sequestro anticipato” ha dunque colpito i beni di Giuseppe Pastura, classe 1990, al momento detenuto e con diverse sentenze per reati di traffico di stupefacenti. Pastura, inoltre, è stato condannato nell’ambito del processo Carthago 2 (l’appello è in corso) a 14 anni e 8 mesi di reclusione per mafia e droga. Per la magistratura l’indagato è “il fiduciario degli affari” del suocero Turi Amato “durante i periodi della sua detenzione”. Insomma un destino simile all’altro genero, Francesco Scuderi, detto Niculitto, destinatario anche lui del sequestro eseguito lo scorso 4 giugno.

Il provvedimento riguarda una società di capitali, la Luk Rent Srl, titolare dell’impresa Luck Car di noleggio veicoli. Sono state sequestrate “6 autovetture – di piccola/media cilindrata, ma tutte nuovissime – e somme di denaro e valori giacenti intestati al Pastura e ai soggetti terzi a lui riconducibili, per un valore stimato di circa 200 mila euro”, annotano gli inquirenti.

“Le indagini patrimoniali – si legge nella nota della Questura – focalizzate nel periodo compreso tra il 2016 e il 2017, hanno permesso di acclarare l’assoluta sproporzione dei beni nella disponibilità di Pastura rispetto alla capacità reddituale dello stesso e del relativo nucleo familiare. Il Tribunale di Prevenzione – argomentano gli investigatori – ritenendo idonei gli elementi investigativi raccolti dal personale del gruppo di lavoro integrato della Divisione Polizia Anticrimine e della Squadra Mobile della Questura di Catania, in stretto raccordo con la Procura della Repubblica di Catania, confluiti nella richiesta congiunta firmata dal Questore di Catania e dal Procuratore della Repubblica di Catania, ha disposto – concludono – il sequestro anticipato, finalizzato alla confisca”. Un duro colpo al cuore economico del crimine.

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