Egr. sott. Puglisi, anche questo suo articolo, come quasi tutti quelli che ho avuto il piacere e l'onore di leggere, è pura poesia, toccante e commovente. Tralasciando, per il momento, la mia opinione sulla totale assenza delle Istituzioni su cui mi sono sempre espresso, credo che, purtroppo, non sarà facile raggiungere il cuore di ragazzi delle Zen che "camminano" armati: la questione, a mio avviso, è di carattere culturale. Il contesto nel quale il “ragazzo che cammina armato” è nato e cresciuto gli ha impartito i “valori” della ingiustificata prevaricazione, della violenza, della criminalità, dell’odio. Si, certo, senza un apparente perché, senza un “giustificato” motivo ma, più banalmente e più semplicemente, per dare sfogo ad una rabbia repressa o a qualcosa che ci somiglia, ma che ci sfugge, avendo avuto ciascuno di noi la “fortuna” di appartenere alla società civile, nonostante i tutti i suoi limiti e tutti i suoi difetti. Oltre il contesto sociale, ancor peggio, c’è il contesto familiare: un ragazzo che commette un crimine punibile con un ergastolo (si appura già tramite intercettazioni ambientali negli istituti di pena) viene “consolato” dai propri cari e rassicurato che la condanna sarà limitata nel tempo. Non ci sono parole utili alla “rieducazione”, bensì l’incoraggiamento a mantenere vivo l’orgoglio. Del resto, essendo cresciuto in una famiglia dove i valori e l’educazione sono indirizzati al disprezzo di tutto ciò che rappresenta lo Stato, non avendo altri termini di confronto, credo che sia quasi scontata la condotta quotidiana del ragazzo che cammina armato, non capacitandosi perché mai dovrebbe fare diversamente. Non vorrei apparire ripetitivo rispetto a precedenti miei commenti, ma rimango fermamente convinto che la totale assenza delle Istituzioni ed il totale abbandono del territorio, sono i principali responsabili morali del degrado morale che ha colpito al cuore il quartiere dello Zen e, purtroppo per tutti noi, non soltanto lo Zen, non soltanto tutti i quartieri di periferia, ma adesso anche il resto della città.


Bisognerebbe fare una riflessione sul fatto che in Parlamento non si applicano le leggi che valgono in Italia per qualsiasi cittadino che debba accedere ad un impiego pubblico non solo di dirigente ma anche di operaio, usciere o autista.
Se io sono il manager di una azienda privata e commetto una simile “ingenuità “ nella scelta dei miei collaboratori componenti il mio staff l azienda non si pone alcun problema mi manda via subito su due piedi , purtroppo un parlamentare che compie le sue scelte e non controlla nemmeno superficialmente la reputazione di chi collabora direttamente con lui c’è lo dobbiamo piangere sino a fine mandato , va be pazienza sono cavoli di chi lo ha votato sperando che alle prossime elezioni si ricordino di tale “ ingenuità “
Commenti… leggendo articolo si rimane basiti ….senza parole
Vengono i brividi!
La leggerezza e la superficialità dell’onorevole (peraltro eletta in una lista di presunti “moralmente superiori”) danno la misura della leggerezza e della superficialità con cui si esercita il diritto di voto, senza minimamente valutare le conseguenze di un gesto tanto prezioso quanto svalutato che, se non responsabilmente esercitato, producono guasti e storture a tutti i livelli.
Ancora è a piede libero però!
Mah, più leggo e più mi convinco che la cara onorevole stia cercando di farsi passare per finta tonta, quando invece penso fosse non solo perfettamente consapevole, ma complice. Vedremo cosa dirà la magistratura a fine indagini. Per me ci saranno sorprese.
A questo punto, i controlli devono essere fatti su ogni contatto tra questi personaggi e i detenuti.
E smettiamola con regole e privilegi di chi fa politica o é legato al politico: POLITICA ormai da anni non é sinonimo di ONESTA’ e non deve avere diritti diversi da ogni cittadino.
La politica, ormai, non é che un MESTIERE che nulla c’entra con la DEMOCRAZIA.
Finiti gli statisti, finiti i leader, finita la cultura, finita la democrazia.
Jader Jacobelli resterebbe sgomento e a bocca chiusa davanti alle telecamere, SENZA UN SOLO INTERLOCUTORE.
Ora si che dobbiamo vergognarci di essere italiani, perché siamo rappresentati da questa gente.
Vorrei solo ribadire ciò che è stato correttamente riportato nell’articolo e cioè che è passata ai renziani di Italia Viva soltanto dopo che era stata eletta in parlamento dagli elettori di Liberi e Uguali (LEU), partito che l’aveva inserita nella sua lista alle passate elezioni politiche.
Si dovrebbero spalancare per ambedue le porte delle CELLE – solo in rispetto dei tanti onesti che lottano veramente contro la mafia e mi riferisco agli umili alle forze dell’ordine – ed alla gente comune che crede ancora – oltre al rispetto per gli eroi morti – GALERA !!!!
Troppo facile dire che non ne sapeva niente. In Italia paghiamo anche questo tipo di parlamentari… non ci manca niente
la superficialita’, l’assenza di riferimenti valoriali, una esistenza basata sul conseguimento di vantaggi personali con modalita’ anche illecite ed illegali, e’ il costume esistenziale normale di una fetta consistente della collettivita’ nazionale che vota.
Non dobbiamo meravigliarci ma avviare una profonda riflessione finalizzata ad analizzare il fenomeno in tutti gli ambiti della vita nazionale e ad adottare le misure tempestive volte ad impedire lo scadimento della vita civile e democratica del Paese. E’ un impegno duro e costante a cui TUTTI coloro che amano l’Italia, sono chiamati ad assolvere.
Speriamo non sia troppo tardi!
Ma il partito di appartenenza di questa”onorevole” cosa dice in proposito ?
All’ A.R.S. Ci sono condannati che, pagati con i soldi della collettività, svolgono attività istituzionali per qualche “onorevole” ???????? Chi risponde ????
Logico gli “onorevoli” si interessano dei diritti dei detenuti, la gente perbene che non trova lavoro, che non ha una casa, che non arriva a fine mese, che ha un disabile … che cosa gliene importa!
Vabbè solo una condanna a 10 anni e 6 mesi che vuoi che sia…un motivo di vanto…