Dopo cinque anni di indagini e processo è stato assolto il noto chirurgo estetico Fabrizio Castagnetta. Non iniettò la sostanza fuorilegge nelle labbra di una ragazza, anche lei molto conosciuta in città, ma utilizzò un prodotto innocuo nel pieno rispetto dei protocolli sanitari.
PALERMO – L’accusa non regge. Assolto, dopo cinque anni di indagini e processo, il noto chirurgo estetico Fabrizio Castagnetta. Non iniettò silicone, sostanza fuorilegge, nelle labbra di una ragazza. Nel pieno rispetto dei protocolli sanitari utilizzò una sostanza innocua.
La vicenda inizia nel 2007 quando la giovane di 26 anni,anche lei molto conosciuta in città, denuncia di essersi ritrovata con le labbra inguardabili, maledicendo il giorno in cui, nel 2002, aveva deciso di regalarsi un ritocco estetico. Iniziò una serie programmata di quattro interventi con l’utilizzo del Bioalcamid. Un riempitivo a base di acqua che viene riassorbito in poco tempo, la rassicurò il chirurgo. Ed invece, stando al racconto della ragazza, si susseguirono allergie, gonfiori e malesseri fisici e psicologici.
Il giudice Ferdinando Pedone ha stabilitoche Castagnetta non provocò alcuna lesione alla paziente. La formula dell’assoluzione – perché il fatto non sussiste – sgombra il campo da ogni dubbio. Del resto, nel corso del dibattimento i difensori del chirurgo hanno smontato, punto per punto, l’accusa. E persino il pubblico ministero, al termine della requisitoria, ha chiesto di mandare assolto l’imputato.Dopo i fattacci di Palermo, nel 2007 la ragazza raccontò di essersi rivolta ad un altro chirurgo plastico, a Roma, per tamponare il problema. Ed allora sarebbe emersa la presenza di alcuni residui di silicone nelle labbra. “Castagnetta non ha utilizzato alcuna sostanza nociva”, hanno sempre tuonato i legali, gli avvocati Rosalba Di Gregorio e Franco Marasà, puntando il dito contro la ragazza che si è costituita parte civile. A smentirla è stata soprattutto la fotografia della sua carta d’identità che i difensori hanno scovato e prodotto in udienza.
Lo scatto è del 2005 e cioè nel momento cruciale delle sofferenze e i danni estetici che erano stati denunciati. La presunta vittima parlava di buchi e palline sulle labbra di cui, però, nella foto non c’era traccia. Anche il secondo chirurgo che la prese in cura smentì in udienza di avere notato, al momento della visita, “anche la minima irregolarità”. Ed aggiunse che “se la signorina mi avesse detto che aveva avuto disturbi per i prodotti, io sono ceto che non avrei fatto nessuna infiltrazione, perché mi sarebbe venuto fuori un campanello d’allarme”.
L’intervento di Castagnetta fu eseguito a regola d’arte. A stabilirlo è stato anche un esame istologico. Un consulente sterno, specialista in Anatomia istologia e patologica, scrisse nella sua relazione che “si conferma l’assenza di materiale non birifrangente o di altro materiale inorganico”. Insomma non c’era silicone nella labbra della paziente.