Minardo, la residenza e lo psicodramma

Residenze, sussurri, bis… Psicodramma nel centrodestra

Nino Minardo
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Ieri, giovedì 30 luglio, sembrava una giornata come le altre, nel centrodestra siciliano. Quando, a un certo punto, si è diffusa una voce: il commissario regionale di Forza Italia, Nino Minardo, ha preso la residenza a Modica. Sussulto, brivido, sentinelle in allarme! Allora – qualcuno pensò – si sta candidando come presidente della Regione…

Voci, sussurri, residenze…

La corsa dell’immaginazione è stata repentina, con relative visioni. Ne abbiamo colto l’eco. Truppe minardiane già pronte a espugnare le ultime sacche di resistenza. Video mentali con il presidente Schifani che incorona Minardo e gli dice: ‘Nino, domani a Palermo!’ (c’è sempre un po’ di confusione nelle ricostruzioni cervellotiche). Gente che abiurava le precedenti confessioni politiche ed era pronta a dichiarare: “Io tifo Minardo, da quando ero bambino. Nino, non aver paura di varcare la soglia di Palazzo d’Orleans, etc etc….”.

A quanto ci risulta: uno psicodramma estivo. Poi, chissà. la notizia del cambio di residenza – se c’è stato davvero – riguarderebbe fatti personali. Vero è che il titolo di “residente” in Sicilia rappresenta la precondizione per un’eventuale candidatura a presidente della Regione. Da residente a presidente c’è pure la rima, con la differenza di una P. Vero è che la questione della residenza fu un intrigo, come un apostrofo un po’ urticante, tra Renato Schifani e Giorgio Mulè (chi ricorda?). Pare (pare) che i due Emme (Minardo e Mulè) abbiano buttato il telefonino, ieri, per le troppe chiamate ricevute, mentre andava in onda la fiction ‘chi ha tradito chi?’.

La situazione nel centrodestra

Cosa sappiamo? La situazione concreta, nel centrodestra, non sembra cambiata, rispetto alle cronache che andiamo scrivendo da un po’. Ed è questa. Il presidente Schifani punta al bis. Il vicepresidente della Camera, Giorgio Mulè, si è detto disponibile all’incarico, se ‘Sicilia chiamò’. Il commissario Nino Minardo è nella posizione di chi deve mantenere l’equilibrio, in un contesto in cui è sufficiente dire: “oggi fa caldo”, per vedere librarsi nell’aria una ‘sicura’ intenzione di candidatura. La cronaca di uno psicodramma si rivela, a suo modo, rivelatrice.

Ma poi non esiste, ovviamente, solo Forza Italia. I meloniani, se i forzisti mettono in discussione lo Schifani bis, si faranno sotto con maggiore vigore. Una contradanza di sussurri, indiscrezioni e residenze viaggianti.

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Modica, per essere bella, è bellissima. Basta ricordare cosa ne scrisse Leonardo Sciascia, magnificandone cioccolato, storia e incanto. Noi vorremmo che si parlasse di Sicilia: dei problemi dei siciliani, delle speranze dei siciliani, degli orizzonti dei siciliani. Tuttavia, ci rendiamo conto che il giochino ‘chi vuol essere presidente’ suona molto più agevole. Tanto è a costo zero. Quasi.

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