CATANIA – “Volevamo riqualificare a costo zero uno spazio degradato e donare alla città un murales per ricordare il coraggio e la coerenza di Peppino Impastato, figlio della nostra terra e vittima della mafia. Ma il nostro progetto, accolto con entusiasmo a parole, si è bloccato a causa della burocrazia e rischia di non vedere più la luce”. Con queste parole, Riccardo Foti, coordinatore dell’iniziativa promossa dall’Interact Club Catania Ovest in collaborazione con l’Associazione Studentesca Atlas, per la realizzazione di un murales presso le mura esterne del Liceo Scientifico Galileo Galilei da voce alla propria rabbia di fronte al silenzio delle istituzioni .
IL PROGETTO. – “Lo scorso mese di luglio – afferma Riccardo – abbiamo presentato la nostra proposta al Comune di Catania: realizzare – con la collaborazione tecnica di Vincenzo Magno, studente dell’Accademia di Belle Arti – un murales raffigurante il volto di Peppino Impastato e la citazione “La mafia uccide, il silenzio pure” sul muro esterno del Liceo Scientifico Galileo Galilei. In quell’occasione abbiamo incontrato l’assessore all’urbanistica che ha accolto con entusiasmo la nostra proposta tanto da proporci l’inserimento del murales nel progetto di riqualificazione della nostra città denominato CataniAgorà”.
“Dopo una serie di incontri e di verifiche tecniche, il Comune ci rappresentava la necessità di procedere ad un incontro con la Preside della scuola in quanto il muro di cinta della scuola non è di proprietà comunale e la realizzazione del progetto richiede il consenso della Scuola. Inoltre, ci venne spiegato, che in tal modo avremmo potuto coinvolgere nell’iniziativa tutta la comunità studentesca”.
CONTINUI RINVII. – “Da quel momento – continua Riccardo, che studia proprio al Galileo Galilei, è iniziato un vero e proprio calvario. Inizialmente il problema è stata la bozza di murales – che pur valutata positivamente dall’assessorato – è stata definita dalla Preside della scuola “troppo forte”, e con un design “ormai superato”. Da qui la richiesta di sostituire prima l’immagine di Peppino che intendevamo raffigurare, poi di modificare la frase scelta ed infine di scegliere una location alternativa per la realizzazione del murales, per farlo “in una zona diversa, magari in un quartiere meno difficile”.
“In un primo momento abbiamo deciso di assecondare alcune delle richieste – a dimostrazione della nostra volontà di intraprendere un percorso condiviso con le istituzioni che riteniamo debbano essere in prima linea nella lotta alla mafia – e abbiamo presentato diverse bozze di murales. Poi – increduli – abbiamo dovuto constatare che la volontà di chi avevamo dinanzi era quella di snaturare il nostro progetto e di sostituire la figura, esemplare, e il messaggio, forte, di Peppino, con un qualcos’altro. E a quel punto abbiamo detto NO. Adesso in questi giorni ci è giunta la comunicazione ufficiale dell’Assessore Di Salvo in cui ci viene messo per iscritto il nulla osta del Comune e ci viene comunicato che senza autorizzazione della Scuola, e addirittura della Provincia, il murales non si potrà realizzare”.
LA RABBIA. – “Siamo delusi e amareggiati – afferma Simone Dei Pieri – coordinatore dell’Associazione Atlas. Non riusciamo a comprendere nè la provenienza nè le motivazioni di questo ostruzionismo nei confronti del nostro progetto. Senza mezze parole: ci sentiamo presi in giro. Intorno alla nostra proposta si è generato un muro di imbarazzante silenzio che sta uccidendo di nuovo Peppino Impastato e i suoi ideali”.
IL CASO IN CONSIGLIO COMUNALE. – “Una vicenda vergognosa che ha dell’assurdo. Così si mortificano l’entusiasmo ed il coraggio di questi ragazzi e si fa un doppio regalo alla criminalità che si nutre del degrado e della rassegnazione”. Non usa mezzi termini il Consigliere Comunale Agatino Lanzafame (Con Bianco per Catania) che ha accompagnato in questi mesi i ragazzi promotori nell’ideazione dell’iniziativa e che adesso preannuncia una formale interrogazione in Consiglio comunale.
“E’ necessario individuare i responsabili di questa inerzia disarmante. Di fronte al tema della lotta alla mafia e della riqualificazione urbana non sono ammessi né tentennamenti né rimpalli di responsabilità. Catania non ha bisogno di tiepidi burocrati ma di istituzioni sensibili capaci di dare voce a questi ragazzi. Ogni persona di buona volontà che si impegna a tenere viva la memoria di chi ha sacrificato la sua vita per la lotta alla mafia deve essere supportata e non lasciata sola.Il murales va fatto, e va fatto subito. Se qualcuno è contrario se ne assuma pubblicamente la responsabilità”.

