Sul profilo di Noemi Durini, la sedicenne uccisa dal fidanzato a Specchia, in provincia di Lecce, gli investigatori avevano intuito la pista da seguire per scoprire la verità. I post sull’amore violento, le foto con il fidanzato, le volte in cui si lasciavano, le volte in cui tornavano insieme. Qualcosa in quel rapporto non ha convinto chi stava indagando.
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Oggi quel profilo è diventato un account commemorativo “In memoria di Noemi Durini”, una funzione che Facebook mette a disposizione di amici e familiari per permettere alle “persone che amano Noemi” di trovare “conforto nel visitare il suo profilo per ricordare lei e la sua vita”.
Una funzione che affianca anche quella del “contatto erede”, una persona a cui si affida la gestione dell’account nel caso in cui il titolare venga a mancare. Questa persona sarà in grado di compiere alcune azioni, tra cui fissare un post in alto nel diario, rispondere a nuove richieste di amicizia e aggiornare l’immagine del profilo.

