Sciopero al Giornale di Sicilia| Editori: "Scelta Cdr è insensata" - Live Sicilia

Sciopero al Giornale di Sicilia| Editori: “Scelta Cdr è insensata”

Penne e collaboratori del quotidiano di via Lincoln hanno incrociato le braccia durante tutta la giornata di sabato, otto giugno. Il giornale non è dunque uscito oggi in edicola. A scatenare la protesta del Comitato di redazione del , la mancanza di una progettualità da parte della proprietà, che ha dovuto apportare tagli all'organico nel corso degli ultimi anni e chiesto sacrifici ai propri dipendenti. Critici gli editori: "Sciopero insensato che mette ulteriormente in crisi l'azienda".

PAlermo
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PALERMO – Giornalisti in sciopero al Giornale di Sicilia. Penne e collaboratori del quotidiano di via Lincoln hanno incrociato le braccia durante tutta la giornata di sabato, otto giugno. Domenica dunque il quotidiano cartaceo non è uscito nelle edicole.  A scatenare la protesta del Comitato di redazione del Gds, la mancanza di una progettualità da parte della proprietà, che ha dovuto apportare tagli all’organico nel corso degli ultimi anni e chiesto sacrifici ai propri dipendenti ed il ritorno di Giovanni Pepi dopo la sua uscita di scena per pensionamento.

 “Il Cdr – si legge in una nota – è impegnato da anni in un serrato confronto con l’azienda e con grande responsabilità e buonsenso ha firmato uno stato di crisi che ha prodotto 13 prepensionamenti e gravosi sacrifici per tutti i redattori. L’azienda di contro non ha realizzato alcun piano di sviluppo e iniziative di rilancio”.

“l’unico segnale di novità – continua il comunicato – è stata la riassunzione del condirettore pensionato Giovanni Pepi, a fronte di una ulteriore drastica riduzione di organico. Per contrastare questa politica che mortifica la redazione e rende il giornale sempre meno competitivo, il Cdr ha proclamato lo sciopero”.

LA REPLICA DEGLI EDITORI. “Questo sciopero proclamato dal comitato di redazione, che vede astenersi dal lavoro giornalisti e dirigenti, è talmente insensato da indurre gli editori a una ironia amara: ringraziamo Cdr, redattori e dirigenti per questo atto di forza che consente a noi un giorno di risparmio nel disavanzo di bilancio permanente che subiamo (l’ultimo si è chiuso con un passivo che supera i quattro milioni, l’attuale si chiuderà con una perdita che sfiorerà i cinque, e siamo in rosso, di anno in anno, dal 2007)”.

E’ quanto si legge in una nota degli editori del Giornale di Sicilia. “Non possiamo però non dispiacerci per i lettori – aggiunge la nota – che, sia pure in misura minore del passato (potendo ormai avere on-line gratis quello che noi possiamo offrire a pagamento), vogliono ancora informarsi attraverso il nostro quotidiano. A loro diciamo che questa astensione dal lavoro è preoccupante perché esprime un atto di ostilità del tutto immotivato. Avremmo dovuto sostituire con una assunzione un cronista che si sarebbe assentato per soli dieci giorni, quando poteva essere benissimo sostituito, senza aggravio di lavoro per nessuno, come i dirigenti consultati dalla direzione hanno riconosciuto, da cronisti in organico e collaboratori esterni. Peraltro si contesta con lo sciopero una procedura sostitutiva largamente applicata in questi anni che né questo Cdr né i precedenti avevano contestato”.

“Vediamo – conclude la nota – così aumentare, insieme alla crisi, il massimalismo dei giornalisti, il che, lo diciamo con chiarezza, rende sempre più difficile la sopravvivenza dell’azienda. Di questa ostilità prendiamo atto. E saremo conseguenti. I rapporti con il comitato di redazione saranno ridotti alla misura minima che il contratto prevede. Ma rassicuriamo i lettori: faremo di tutto per difendere il bilancio dell’azienda, avendo come unico obiettivo la produzione di un giornale libero e di qualità, attuando con fermezza i risparmi possibili, operando su tutti i fronti dell’azienda, compreso l’organico dei giornalisti. Del resto questo facciamo da anni, riducendo, attraverso pensionamenti e prepensionamenti, di 14 giornalisti la redazione, di 35 persone l’organico aziendale. Non si possono invertire risorse che non ci sono. Certi oltranzismi, come quello espresso oggi dai giornalisti, rendono tutto più difficile”.

In relazione allo sciopero dei giornalisti del Giornale di Sicilia, che ha impedito oggi l’uscita in edicola del giornale, il segretario generale della Fnsi, Franco Siddi, afferma che ”e’ un atto di estrema speranza e di attaccamento per il loro giornale sul quale i colleghi investono molto piu’ di quanto non stia facendo l’azienda. Nel tempo di una crisi che sta interessando l’intero comparto dell’editoria in Italia, e’ impensabile che la parte imprenditoriale si sottragga ai suoi obblighi sociali e industriali. Totale solidarieta’ percio’ ai colleghi e convinto sostegno alla loro azione di protesta”.


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    I GIORNALISTI DEL GDS POTREBBERO FARSI LORO STESSI QUALCHE DOMANDA. COLLEGANDOLA AL FATTO CHE L’EDITORE NON HA UNA POLITICA DI RILANCIO. PUO’ DARSI CHE L’DITORE SI SIA RESO CONTO DELLE RISORSE UMANE DISPONIBILI, CHE NON CREANO GLI STIMOLI NECESSARI PER RILANCIARE ED INVESTIRE. A MIO AVVISO IL GIORNALE HA IMBOCCATO LA STRADA DI ESSERE UN GIORNALE DI ORIENTAMENTO POLITICO, E PRECISAMENTE DI AREA CENTROSINISTRA E FILOGOVERNATIVA, CON UN SOSTEGNO ESAGERATO E CONTINUO POMPAGGIO DEL GOVERNO CROCETTA, IN TANTI ARTICOLI MALCAMUFFATO.
    IL GIORNALISTA DEVE RACCONTARE I FATTI, AL NETTO DEGLI STATI D’ANIMO DI CHI SCRIVE E DEL PROPRIO ORIENTAMENTO POLITICO.
    PERCHE’ QUANDO UN LETTORE, SI RENDE CONTO DELLA FAZIOSITA’, PRESSAPOCHISMO ED INCONSISTENZA DEGLI ARTICOLI, PUO’ DECIDERE DI NON COMPRARE PIU’ IL GIORNALE E TROVARE CANALI ALTERNATIVI DI INFORMAZIONE.
    IL GIORNALE E’ UN’AZIENDA ED IN QUANTO TALE DEVE ESSERE COMPETITIVA, PER STARE SUL MERCATO E SALVAGUARDARE L’OCCUPAZIONE, BISOGNA VENDERE IL PRODOTTO.
    OGGI IL GIORNALE DI SICILIA SI LEGGE, PER IL SOLO FATTO CHE ESISTE E PERCHE’ E’ L’UNICO QUOTIDIANO DISPONIBILE, QUINDI NON C’E’ ALTERNATIVA.
    FACCIO QUESTA CONSIDERAZIONE NON PERCHE’ SONO CONTRO I GIORNALISTI, MA PER STIMOLARLI AD UN’ATTENTA RIFLESSIONE PER USCIRE DA UN INFORMAZIONE ORDINARIA, SCONTATA E DI PARTE.
    SONO UN LETTORE DI CENTRODESTRA, E NONOSTANTE AVERE AVUTO UN ESPERIENZA NEGATIVA CON UN GIORNALISTA DI PRIMO PIANO DEL GIORNALE, SULLA GESTIONE DI UNA IMPORTANTE NOTIZIA, SONO DALLA VOSTRA PARTE, PERCHE’ I POSTI DI LAVORO VANNO SEMPRE E COMUNQUE SALVAGUARDATI, SOPRATUTTO IN QUESTO PERIODO.

    Il Giornale di Sicilia così com’è non ha motivo di esistere. Copie in perdita, raccolta pubblicitaria rasoterra. La confezione del giornale é vecchia e i contenuti sono mediocri. Pubblicano notizie di cronaca nazionale ed estera con tre giorni di ritardo sulle agenzie. L’editorialista di punta è un vecchio trombone ex repubblica che speculava in borsa avendo notizie da fonti primarie. L’unico che ci resterà male è Totò Riina che ancora aspetta l’intervista di pepi. Se i giornalisti si sentono così bravi si confrontino con il mercato

    Bravi scioperate almeno così speriamo che si rinnovi questo giornale !!!

    il peggior quotidiano che possa esistere……non fa altro che copia incolla….

    Fossi in ardizzone chiuderei!!! Scritto malissimo!!!!per giunta scioperano!

    Comunque per pulire i vetri è ottimo…

    Il Giornale di Sicilia merita la decadenza che lo attraversa da anni. E’ poco piu’ di un foglio pubblicitario che trova la propria mission nei necrologi. Nessun approfondimento, nessuna iniziativa, nessuno slancio. I bravi giornalisti se ne sono andati: rimangono i giornalisti-impiegati, che se ne stanno al pc ad aspettare qualche notizia dai collaboratori-schiavi. Pepi non e’ solo l’emblema di questo scempio, ne e’ la causa, la raffigurazione plastica. Per capire quanto sia inutile alla Sicilia e ai siciliani questo giornale e’ sufficiente pensare a tutto cio’ avrebbe potuto essere e non e’ mai stato. Un solo esempio, a caso, che da’ l’idea onanistica di questo sedicente giornale: le ripetute inchieste, reportage e campagne sulle siringhe e i rifiuti nei sottopassaggi di via Regione siciliana: roba da far impallidire la corazzata Potemkin

    Il Gds è un giornale in caduta libera da tanti anni. La qualità è davvero scadente nonostante ci siano in organico buoni professionisti. Il punto dolente – ma quasi trent’anni – è la direzione affidata a Giovanni Pepi, soggetto del tutto incapace di guidare una redazione. L’ostinazione della proprietà nel tenerlo, al punto di riassumerlo dopo averlo mandato in pensione, è del tutto inspiegabile. In qualunque azienda del mondo se il management fallisce miseramente lo si manda a casa. In via Lincoln succede esattamente il contrario. Allora non si lamentino se il giornale non lo compra più nessuno e se gli inserzionisti non fanno pubblicità. Le perdite denunciate hanno una ragione chiara ed evidente: i giornali si fanno in altro modo, con le idee e le iniziative. Cose che il Gds faceva nei bei tempi andati, quando al timone c’erano fior di professionisti, degni di essere chiamati direttori.

    Giornale inutile fazioso. Ogni tanto lo si comprende solo per leggere i necrologi.

    Ma non si potrebbe giungere ad un compromesso gradito alla proprietà? Pepi in pensione (vera) in cambio di una sua foto artistica in prima pagina ogni giorno per i prossimi due anni. Copie raddoppiate e rilancio assicurato.

    GDS può comodamente chiudere….nessuno ne sentirà la mancanza…

    CHE SCHIFO !!!!!Igiornalisti devono ringraziare L’ Editore che continua a tenere in vita un giornale poco appettibile per colpa dei giornalisti. La crisi dell’ editoria sia come vendita sia come inserito pubblicitario non permette a nessuno di fare alzate di testa.Tutta la stampa è in crisi a livello nazionale e mi ripeto bisogna ringraziare l’ Editore per il coraggio che ha. Questo sciopero è un suicidio. I giornalisti devono tornare per strada e raccontare alla gente cosa succede e non correggere i compitini dei collaboratori. Pensate che due stiipendiati del giornale di Sicilia fanno paginate sulla STAMPA mentre non scrivono nulla sul giornale che li ha a libro paga. E’ una vergogna ignobile,Oggi tutti i giornali sono in crisi e giornalisti respoonsabili hanno proposto all’ editore di abbassarsi lo stipendio. Oggi i giornali si fanno con dieci persone e sopportare tutto questo è da persona perbene ed eroe, considerando la crisi. Scrivo queste cose per vita vissuta e non ho timore di dirle in porima persona, non mi nascondo dietro niomi fasulli

    Che il Giornale di Sicilia, testata storica della Sicilia occidentale, sia, da tempo, su un piano inclinato è una cosa saputa e risaputa. Basta vedere il collasso delle copie e l’attenuata pubblicità.Ma di chi la colpa? Non certo solo degli editori. La redazione ha pure le sue responsabilità. Ora i giornalisti di via lincoln ‘ protestano con uno sciopero improvvisato e inopportuno. Visti i tempi che corrono il CDR poteva sedersi attorno un tavolo e discutere le problematiche con l’Editore in maniera pacata e produttiva perchè,
    se l’azienda dovesse andar male, allora i primi a pagarne le conseguenze sarebbero proprio i giornalisti, tra i quali c’è gente che collabora con altri giornali e periodici, tanto che uno di questi è stato condannato per una collaborazione ad altra testata.Per non parlare che su sei professionsti eletti al Consiglio regionale dell’Ord ine di Sicilia ben tre appartengono alla testata di via Lincoln e, se gli editori dovessero stancarsi, (dicono che è sempre più difficile la sopravvivenza dell’azienda) allora inizierebbe un percorso certamente da evitare nell’interesse di tutta la redazione: Il padrone, con le sue risorse finanziarie, potrà continuare tranquillo la sua vita. Ma quanti della redazione possono dire la stessa cosa?

    Non si fa niente per niente …..

    Cito testualmente “potendo ormai avere on-line gratis quello che noi possiamo offrire a pagamento”… ma allora perché l’editore ha regalato il sito a un service esterno????????? mistero………….

    onestamente è una noia leggerlo…ma poi quel PEPI,MORELLO…mamma mia non si possono ascoltare…o tutti quei poppanti che fanno da inviati o conducono il tgs..mamma mia anche questi sembrano degli sfrattati dagli asili nido..Una gestione allucinante.

    Tutto nella vita è una sorpresa, oggi si vive alla giornata, si pensa più a quello che può succedere fra qualche attimo piuttosto che a quello che può succedere domani o nei giorni a seguire.
    Alcuni invece “preparano” le sorprese, le compongono, sistemano le cose come la Matrioska russe per avere un domani sicuro e lontano da qualsiasi collegamento con la realtà “che verrà” come per incanto.
    Se domani chiude il giornale di sicilia vanno tutti a casa, giornalisti, maestranze, collaboratori, ecc. il sito web resta fuori da quelle problematiche.

    Vinicio, Vinicio Parli bene e razzoli mali. Come tutti gli editori. Tu invece hai fatto due giornali, pagando non i giornalisti, ma altre persone che ricambiavano con affetto le tue premurose spesucce. Eroi con i soldi dello Stato di tutti noi, in questa terra non ce ne sono. Nè nell’editoria, nè nel commercio nè nell’industria. Eroi…….

    Certamente uno come Vinicio boschetti che inizia il suo commento con “VERGOGNA” è il massimo della faccia tosta.
    Proprio lui che come editore ne ha fatto di cotte e di crude è il massimo il giudicare l’editore del giornale di sicilia.
    Certo anche livesicilia che non pubblica tutti i commenti come quello del sottoscritto proprio su Vinicio Boschetti è il massimo visto anche che i commenti sono tutti liberi però è l’editorialista e/o il moderatore (dipendente di livesicilia) che decidono cosa pubblicare.

    Eventualmente livesicilia l’avesse “involontariamente” perso mi permetto di riscriverlo nella speranza che lo pubblichino.
    Grazie
    E’ sempre facile commentare gli altri ma se proprio Vinicio Boschetti si fosse guardato dentro un solo minuto avrebbe avuto il buongusto di non scrivere questo commento. Per chi non lo conosce e vuole conoscerlo dentro vada in questa pagina web http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2003/10/31/bancarotta-con-giornali.html e vedrà chi è veramente.
    Saluti

    Gentile g.o.l.a. Il suo commento tirava in ballo vicende giudiziarie e fatti sui quali la redazione deve fare i suoi accertamenti prima di renderli pubblici. Si accontenti di questa parte. O faccia come Boschetti. E si firmi con nome e cognome. Saluti

    Visto che le il link postato dava notizie su cose già definitive mi sembra inverosimile che ancora dobbiate fare degli accertamenti forse le sentenze definitive per voi “non sono definitive” ?
    Non capisco la richiesta di firmarmi ho chiesto di pubblicare una cosa che è vecchia di anni e anni.

    Giornale opaco, rappresentante della Palermo che non pensa, che delega il pensiero ad altri. Sulle cose importanti solo copia e incolla dai giornali nazionali, anzi solo da quelli mainstream, mai un guizzo di idea, solo perbenismo e conformismo. Notizie vecchie, arretrate, scontate.
    La pagina economica copiata dal Sole 24 ore, senza mai o quasi una notizia sull’economia siciliana ma solo sulla borsa che sale o che scende!
    Qualcuno dice che è “di sinistra”. Non me ne sono accorto, forse perché credo che non abbia più senso questa distinzione. A me pare piuttosto espressione di quella città di professionisti, si fa per dire, che prima votavano DC, o PSI, poi invecchiando sono diventati Forzitalici, e ora stanno semplicemente uscendo di scena generazionalmente.
    A livello più basso c’era un’altra figura di lettore, il diplomatino impiegato pubblico, anch’esso in via di estinzione, che si lamentava della sporcizia sotto casa, e che poteva seguire le insulse campagne pseudociviche del giornale. Insomma è invecchiato con i suoi unici lettori e insieme a loro va sparendo.
    Ricordo ancora, comincio ad avere molti capelli bianchi, le firme di un certo Vincenzo Vitale, mi pare fosse anche giudice, che negli anni ’80 attaccava ripetutamente e obliquamente Giovanni Falcone (questi erano gli editoriali di allora) per il suo troppo giustizialismo, per la sua giustizia troppo “spettacolare”, contro la linea ipergarantista del Giornale. Nessuno ha mai chiesto scusa per tutto ciò. Ricordo quando qualcuno, in quegli anni, ma già c’era Pepi, diceva che quando il Giornale parlava di mafia sembrava che avessero il coltello puntato dietro la schiena.
    Poi ci furono le stragi e si cambiò tono. Falcone, da morto, divenne di colpo santo; e anche Orlando venne rivalutato, non a caso vista la sua “normalizzazione” progressiva.
    Ricordo anche le strigliate di Sunseri, queste più recenti, contro ogni forma di spreco isolano, ma prive di qualunque reale capacità d’analisi, solo qualunquismo antisiciliano che avrebbero fatto la felicità di qualsiasi leghista di passaggio. Nessuna profondità nel capire cosa c’è dietro un modello assistenziale, solo palate e palate di fango contro un popolo che sarebbe l’unico responsabile dei propri mali, anche di quelli che subisce ogni giorno ad opera della minoranza di corrotti e delinquenti che di volta in volta sono stati al potere, protetti dal bisogno dei molti, dall’ignoranza, dalla disinformazione sistematica, e da Roma soprattutto cui hanno portato supini i loro voti!
    Ricordo le comunali del 2007, quando mi candidai sindaco (non il mio omonimo delle più recenti elezioni, comunque, forse errore di gioventù) quando, insieme a Repubblica, spargevano incensi ai due candidati del bipolarismo (Cammarata e Orlando) e censuravano apertamente gli altri candidati. Ma allora non c’era la grande crisi, in cambio c’erano i posti da precario o le stabilizzazioni nelle municipalizzate, operate a piene mani dalle due correnti del partito unico al potere. Mai una vera campagna su questo, mai!
    Tentarono di restare fuori dal web per circa dieci anni, scrivendo sul sito più o meno “andatelo a cercare in edicola”. Roba da pazzi, fuori dal mondo, non credo esistano casi analoghi nell’universo.
    Le pagine sportive si salvavano, quando il Palermo dava qualche sprazzo di vita, e ovviamente gli annunci commerciali e i necrologi. Poi c’erano gli usi domestici per le patate da sbucciare.
    Ma tutto ciò era troppo poco. Ora “IL Sicilia”, come lo chiamavano tutti a Palermo, sta giustamente morendo.
    Io non ne sentirò la mancanza. Anche perché la stampa on line fa abbastanza bene il suo lavoro.

    per trovare il consenso della gente che lo compra un giornale deve avere una linea libera e non schierata il De santis definirebbe detta linea ad oggi seguita chiara espressione di segreteria dell’opinione dominante. perchè non vengono pubblicate le notizier dei gironalisti che si sentono liberi ma non possono andare contro la linea del loro editore. Allora se continuerete a pubblicare notizie che favoriscono il potente di turno e/o che non lo danneggino credo che la crisi continuerà meditate la soluzione l’avete a portata di mano e poi spazio ai giovani

    Considerato che Ardizzone non riesce a vendere il Giornale di Sicilia, il rischio per il pluralismo dell’informazione, è che la testata possa finire nella mani del direttore-editore, Mario Ciancio Sanfilippo. L’imprenditore di Catania finito nel mirino di Report per i suoi affari tra legalità ed illegalità. E non solo. Anche della magistratura catanese, fin troppo ossequiosa ai tempi di un certo Busacca. Ardizzone anzichè mandare a casa Pepi, il direttore – fotografo, ha preferito lasciarsi scappare i giornalisti veri che gli tenevano in superficie una barca che il condirettore stava portando negli abissi. Poi s’è fatto fuori anche il consigliere delegato per far posto alla moglie del dottor Antonio. Poi il colpo mortale al Giornale di Sicilia è arrivato con la morte di Giovanni Rizzuto. Ardizzone sta dilapidando un pezzo di storia della Sicilia solo per la sua testardaggine. Palermo rischia di perdere il suo giornale, l’unica salvezza può essere un’immediata cessione, con un grande repulisti dei vertici.

    GLI ANNI MIGLIORI DEL GIORNALE DI SICILIA ERANO GLI ANNI SETTANTA, QUANDO IL GIORNALE AVEVA UNA LINEA VAGAMENTE PROGRESSISTA, TENDENZIALMENTE DI CENTROSINISTRA GRAZIE ANCHE A GRANDI FIRME COME MARIO FRANCESE, FRANCO NICASTRO, FELICE CAVALLARO, CICCIO LA LICATA, GIOVANNI RIZZUTO, LINO RIZZI E TANTI ALTRI GIORNALISTI PROGRESSISTI.
    NON MI E’ PIACIUTO PIU’ IL GIORNALE DI SICILIA QUANDO SI E’ SPOSTATO A DESTRA E QUANDO SI E’ RIEMPITO DI EDITORIALISTI DI DESTRA, PROVENIENTI DAL GIORNALE E DA LIBERO, O ADDIRITTURA EX SENATORI DI FORZA ITALIA…

    la vera colpa del giornale di sicilia è una sola: non essere si sinistra.
    Se lo fosse, se si allineasse a repubblica se tgs fosse la copia del tg3 tutto si risolverebbe non ci sarebbero scioperi ne proteste. La sinistra non tollera voci discordanti il loro pensiero unico, la loro versione dei fatti sui media deve essere totale. Se la stragrande maggioranza dei giornalisti ha una tessera di un partito di sinistra se i loro sindacati sono tutti a sinistra ci deve essere un motivo. Ma col giornale di sicilia cascano male gli editori hanno la schiena dritta non cederanno ai ricatti, si vuole lo scontro e sia e a quei pseudo giornalisti” soldatini della sinistra” che hanno provocato tutto questo dico: risparmiateci, in un futuro ormai prossimo, lo spettacolo di vedervi incatenati ad una ringhiera o su qualche tetto a protestare per aver perso il posto di lavoro chi è causa dei propri mali pianga se stesso.

    Finalmente una buona notizia!!!
    Almeno risparmieremo questi contributi, regionali e statali.

    Gli anni di De Luca direttore…

    Anche TGS ha perso colpi, o meglio non li ha mai avuti i colpi, il 90 % è tutta pubblicita, i Tg ogni 2 notizie si fermano per gli sconti Lori, non fanno un film, programmi da studio, zero, cosa volete di più dalla vita, un Lucano, no, mi è finito, va bene un amaro del Capo ?

    Giulia,
    se ti prostri a 90° davanti al potente di turno, la schiena resta sempre dritta, ma distesa…

    Esaustivo. Mi astengo dal fare il commento che avevo in mente: è già tutto qui. Manca solamente un commento sulla opaca figura di Pepi, pensionato e poi riassunto, impalpabile condirettore, fotografo scontato, perennemente occupato ad autoincensarsi.

    Non me ne voglia – gentile “giulia” – ma forse lei confonde con “La Gazzetta di Marte” che si stampa dalle sue parti. “Il Giornale di Sicilia” è stato timidamente di sinistra per qualche mese, quasi quarant’anni fa, quando era direttore Fausto De Luca. Non sarà che lei vede comunisti dappertutto come Berlusconi?

    Non so chi sia Giulia, ma mi sembra evidente che sia un tipo che parla senza sapere quel che dice e, soprattutto, senza conoscere la realtà di via Lincoln. La redazione del Gds è formata da ragazzi seri ed equilibrati, non c’è una sola tessera di sinistra, ci sono solo professionalità (non tantissime) che soffrono nel vedere la testata ridotta al rango di fogliaccio di parrocchia per la palese incapacità della magnifica coppia Ardizzone-Pepi.

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