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Non solo un cannolo

Il dolce tipico e storico diventa "distretto"
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Il cannolo, questo conosciuto. Dal reuccio goloso di Piana degli Albanesi alla cronaca politico-giudiziaria che lo vide protagonista delle sfortune di Totò Cuffaro. Poteva restare nell’ombra? Non era giusto e non è stato così. Infatti, ora l’immarcescibile cannolo ha il crisma del distretto produttivo con sede, come era ovvio, a Piana degli Albanesi. Con l’avviso pubblicato sulla Gazzetta ufficiale delle Regione siciliana del 30 marzo, l’assessorato regionale alle Attività produttive lo ha ammesso, insieme ad altre sette iniziative. Il cannolo, quindi, dopo aver indossato le vesti di “giustiziere” mediatico di Cuffaro, guadagna questo dolcissimo riconoscimento.

Il “distretto produttivo del cannolo siciliano”, nella decisione del nucleo di valutazione, è stato annesso ad altre due istanze di riconoscimento: quello del “dolce tipico siciliano cultura e sapori dell’Isola” di Siracusa e a quello di “Taormina Etna filiera dell’arte pasticciera” con sede a Randazzo (Catania). Il risultato è stata la fusione delle tre iniziative in un unico distretto produttivo “Dolce Sicilia”.

L’assessorato ha anche ammesso, in ordine di valutazione, il distretto produttivo avicolo (Ragusa), quello dell’arancia di Ribera, l’Eda Eco Domus (Agrigento), quello del fico d’india del Calatino Sud Simeto (Caltagirone), quello lattiero caseario (Ragusa), quel del legno e dei complementi d’arredo (Piano Tavola). Non hanno passato il vaglio del nucleo di valutazione il distetto produttivo delle politiche sociali con sede a Catania e quello delle attività terziarie turistiche commerciali di Marsala, dichiarate “non ammissibili”. Il distretto della filiera della floricultura e del vivaismo e del vivaismo (Marsala) ha invece ricevuto una valutazione inferiore alla soglia per l’ammissione.
Il cannolo, invece, ce l’ha fatta. E alla grande. Adesso, con il suo gusto e con la sua storia, è un marchio di fabbrica.

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Commenti

    Considerazioni scaturite dalla foto. Icone del nostro tempo: Totò con i cannoli e Nino che mangia la mortadella al Senato! (ogni tanto, la foto famosa, la potreste rispolverare…) Che bel periodo fu quello… senza ipocrisie, si magiava e si spartiva. Il più adeguato per la nostra terra, ciò che la gente vuole. Oggi mangiano solo gli amici di cracolombardolumia. Chi mai ha magiato, mai mangerà: ma un Orlando conquistatore si delinea all’orizzonte per mandare al comando i ‘colti e i competenti’. Che saranno gli unici a mangiare. Riposate in pace Falcone, Borsellino, uomini della Polizia e delle Forze dell’ordine che ci avete difeso. E, dall’al di là, illuminate i vostri figli… che spendono il vostro cognome per intorbidire ed offuscare la verità di una Sicilia che non vuole più eroi.

    A quando il distretto della carta?
    Parlo di quella ingoiata “in diretta” dall’intervistato anche nell’ultimo video che avete postato a firma di Condorelli (nel finale l’ultima pallina…)

    sono convinto che l’unicità del prodotto e l’aumento di produzione porta ad una industrializzazione del gusto basta assaporare un cannolo di piana di oggi e ripensarlo com’era pochi anni fa’ e ti accorgi come e’ cambiato il gusto non vale piu’ la pena affrontare la distanza quando un normale panificio sotto casa affronta la sfida in maniera equa.naturalmente il ragionamento vale per i buongustai per il resto viva il cannolo siciliano altri se lo sognano!!!!

    http://notizie.tiscali.it/regioni/sardegna/articoli/11/12/24/referendum.html mentre i sardi promuovono il referendun anticasta, noi ci gustiamo i cannoli,contenti che il dolce tipico dell’identità sicilia ,assurge a distretto in quel di piana.Cannolo che è diventato ancor più famoso grazie all’ex governatore totò cuffaro che dopo averlo offerto e gustato, riposa ora a rebibbia.E visto, che per circa 15 anni l’isola è ormai famosa anche per il CONCORSO ESTERNO DEI GORNATORI IN REATI DI MAFIA,proponiamo un referendum affinchè ci sia riconoscito questo titolo.Come titoli di merito possiamo anche vantare i 26 onorevolini indagati per mafia e tutti i crociati dell’antimafia di facciata.COMMISSARIARE LA SICILIA

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