CATANIA. L’operazione trasparenza condotta dalla Prefettura etnea in merito alla gestione della discarica Valanghe d’Inverno continua a non convincere affatto il parlamentare democratico Giuseppe Berretta. “Se è vero – dichiara rispondendo alla nota della prefettura – che i tre commissari non guadagnano 90.000 euro al mese, sostenendo che io abbia diffuso notizie non veritiere, renda pubblici questi dati. Basterebbe poco per fare chiarezza”. A seguito delle dichiarazioni rilasciate ancora una volta dal sindaco di Antonino Di Guardo a proposito dei presunti stipendi d’oro percepiti commissari Stefano Scammacca, Riccardo Tenti e Maurizio Cassarino, anche il parlamentare democratico Berretta era intervenuto chiedendo al prefetto di verificare le tariffe applicate per i compensi. La prefettura ha risposto precisando che i compensi percepiti sarebbero in realtà ben al di sotto di quella cifra, sottolineando poi come l’incarico assunto dai tre commissari si riveli ancor più oneroso alla luce dei continui “attacchi proditori e strumentali” cui sarebbero stati oggetto specie da parte dei “male informati”.
“La Commissione straordinaria nominata – si legge nella nota – dal Prefetto per la gestione della discarica “Valanghe d’Inverno”, ai sensi della normativa “anticorruzione”, si vede ancora una volta costretta a rispondere ad affermazioni che provengono da personaggi pubblici eminenti, ma assolutamente disinformati”. Corre l’obbligo, in particolare, di dover disilludere l’onorevole Berretta in ordine a quanto espresso sui compensi dei Commissari e a quanto annunciato nei giorni scorsi in un pubblico comizio dal Sindaco di Misterbianco”. E incalza il botta e risposta. “La mia richiesta – insiste Berretta – circa i compensi resta invariata: quanto guadagnano i Commissari nominati dal Prefetto Maria Guia Federico? Stavolta, aspettiamo fiduciosi una risposta. La mia richiesta di chiarimenti in merito ai compensi percepiti dai tre commissari nominati dal Prefetto di Catania per la gestione della discarica Oikos tra Misterbianco e Motta Sant’Anastasia non è assolutamente strumentale e non intende affatto sminuire i compiti assegnati alla commissione straordinaria che deve occuparsi della delicatissima vicenda della discarica di Valanghe d’Inverno. Ed è del resto, – prosegue il parlamentare – come pare a me e a tanti cittadini, una richiesta legittima di trasparenza che purtroppo ancora una volta non viene soddisfatta nonostante l’ulteriore nota stampa della Prefettura etnea”.
Solo pochi giorni fa i commissari nominati dal prefetto di Catania Maria Guia Federico, avevano attraverso il nostro quotidiano risposto alle accuse del sindaco Antonino Di Guardo, il quale sulla scorta di alcune voci, a suo dire insistenti, puntava il dito contro la commissione affermando come il loro operato fosse in realtà orientato a prolungare i tempi di chiusura al fine di percepire maggiori compensi. Ma i commissari, definendo provocatorie le dichiarazioni del sindaco di Misterbianco, chiarivano che per la gestione provvisoria della discarica Oikos , sarebbero state in realtà applicate le tariffe minime previste dalla stessa normativa prefettizia.
A schierarsi con il sindaco Di Guardo l’onorevole Berretta, appunto. Il parlamentare nel suo primo intervento sollecitava il prefetto perché confermasse quanto dichiarato dai commissari. “E’ impensabile che i commissari – afferma – arrivino a guadagnare 90 mila euro al mese ciascuno. Una vicenda, quella della discarica Valanghe d’Inverno, che già di per sè ha dell’incredibile per i continui rinvii al provvedimento di chiusura, stabilito anche dalla Regione. Chiediamo se corrisponda al vero che i minimi tariffari di cui parlano gli stessi commissari prefettizi per il loro compenso siano fissati addirittura in 90 mila euro al mese per ognuno di loro. Lungi da me voler sminuire l’impegno dei tre esponenti, ma la cifra di cui si parla ci sembra assolutamente sproporzionata, ingiustificata e molto al di là di qualunque logica e del buon senso”.
Ma secondo Berretta ad oggi la prefettura non avrebbe reso noto alcun dato concreto. “E dire – sottolinea -che sarebbe bastato poco per fare chiarezza ed eventualmente smentire le voci insistenti: se è vero che i tre commissari Stefano Scammacca, Riccardo Tenti e Maurizio Cassarino non guadagnano 90.000 euro al mese sarebbe bastato che la Prefettura pubblicasse i provvedimenti, rendendo pubblici e facilmente conoscibili questi dati. Invece si continua a parlare di disinformazione o mala informazione, additando nello specifico me e il sindaco Di Guardo per aver diffuso notizie non veritiere. Avevo già chiesto in passato, in tempi non sospetti, chiarezza sui criteri di nomina utilizzati dal Prefetto di Catania per la scelta dei commissari, senza ricevere risposte. Stavolta, – conclude il parlamentare del partito democratico Giuseppe Berretta – aspettiamo fiduciosi una risposta”.

