Egr. sott. Puglisi, anche questo suo articolo, come quasi tutti quelli che ho avuto il piacere e l'onore di leggere, è pura poesia, toccante e commovente. Tralasciando, per il momento, la mia opinione sulla totale assenza delle Istituzioni su cui mi sono sempre espresso, credo che, purtroppo, non sarà facile raggiungere il cuore di ragazzi delle Zen che "camminano" armati: la questione, a mio avviso, è di carattere culturale. Il contesto nel quale il “ragazzo che cammina armato” è nato e cresciuto gli ha impartito i “valori” della ingiustificata prevaricazione, della violenza, della criminalità, dell’odio. Si, certo, senza un apparente perché, senza un “giustificato” motivo ma, più banalmente e più semplicemente, per dare sfogo ad una rabbia repressa o a qualcosa che ci somiglia, ma che ci sfugge, avendo avuto ciascuno di noi la “fortuna” di appartenere alla società civile, nonostante i tutti i suoi limiti e tutti i suoi difetti. Oltre il contesto sociale, ancor peggio, c’è il contesto familiare: un ragazzo che commette un crimine punibile con un ergastolo (si appura già tramite intercettazioni ambientali negli istituti di pena) viene “consolato” dai propri cari e rassicurato che la condanna sarà limitata nel tempo. Non ci sono parole utili alla “rieducazione”, bensì l’incoraggiamento a mantenere vivo l’orgoglio. Del resto, essendo cresciuto in una famiglia dove i valori e l’educazione sono indirizzati al disprezzo di tutto ciò che rappresenta lo Stato, non avendo altri termini di confronto, credo che sia quasi scontata la condotta quotidiana del ragazzo che cammina armato, non capacitandosi perché mai dovrebbe fare diversamente. Non vorrei apparire ripetitivo rispetto a precedenti miei commenti, ma rimango fermamente convinto che la totale assenza delle Istituzioni ed il totale abbandono del territorio, sono i principali responsabili morali del degrado morale che ha colpito al cuore il quartiere dello Zen e, purtroppo per tutti noi, non soltanto lo Zen, non soltanto tutti i quartieri di periferia, ma adesso anche il resto della città.


Ora ai privilegi, pensioni e indennità, viaggi, cure mediche, etc. etc. etc.
Oggi con un mega manifesto davanti a Montecitorio i baldi giovani seguaci di un comico genovese hanno annunziato il taglio di 345 parlamentari e che per l’effetto ai cittadini sarebbe andato un “miliardo di euro”. Siccome in Italia siamo 60 milioni vorrei sapere i miei 16,60 € che avrei ottenuto grazie a questo taglio di parlamentari quando mi verranno dati dai simpatici mattacchioni dei 2,5 Stelle (prima erano 5 Stelle ma dopo la batosta elettorale che li ha dimezzati alle elezioni europee sono diventati 2 stelle e mezza…).
Se invece dovessero essere 57 milioni di € come dicono quei bizzarri uffici della Camera addetti ai conteggi allora mi spettano 90 centesimi di € a legislatura. Praticamente un caffè. E c’era bisogno di mutilare la democrazia rappresentativa per offrire un caffè a tutti gli italiani…
E, come al solito, ci andrà di mezzo soprattutto la Sicilia. Prorpio la Regione che ha votato in massa per mandare a Roma quelli cui è venuta in mente questa genialata..
Arturo perdonami ma per come i nostri deputati si sono interessati alla nostra cara Sicilia forse é meglio non averne nessuno in parlamento quindi credimi sono sempre troppi quelli che gli mandiamo
sai perchè c’era bisogno ma c’è tuttora di sfoltire questo tipo di democrazia e tante altre cose, perchè questa NON E’ DEMOCRAZIA li si va a sedere una persona e come hai visto i M5S e si fregano soli i soldi e saltano da un partito all’altro guardando solo ai loro interessi, se quasti la chiami rappresentativa del popolo SI NELLE CARTE, NEGLI IDEALI DI FACCIATA, ma nella realtà?