PALERMO – Ventidue anni dopo i carabinieri del Nucleo investigativo del comando provinciale di Palermo ritengono di avere fatto luce su un omicidio irrisolto. Il 30 agosto 2003 Antonino Pelicane veniva assassinato a colpi di pistola in Corso dei Mille.
Oggi un’ordinanza di custodia cautelare in carcere viene notificata a Nicola Mandala, 57 anni, Ignazio Fontana, 52 anni, e Michele Rubino, 65 anni. Sono tutti e tre noti esponenti della famiglia mafiosa di Villabate. Il giudice per le indagini preliminari Walter Turturici ha accolto la richiesta della Procura della Repubblica.
Decisive sono state le dichiarazioni del pentito di mafia Francesco Terranova che ha iniziato la sua collaborazione con la giustizia nel 2023. Il caso è stato riaperto. L’omicidio sarebbe maturato nell’ambito della guerra di mafia iniziata negli anni 80 e proseguita fino ai primi anni del 2000. Due fazioni si affrontarono per il potere.
Pelicane, titolare di una ferramenta a Misilmeri, benché incensurato, faceva parte all’ala mafiosa contrapposta a quella dei tre arrestati, storicamente legati ai corleonesi. Per questo avrebbero deciso di eliminarlo.
Le dichiarazioni di Terranova si sono aggiunte a quelle di altri collaboratori di giustizia. Tutte ritenute convergenti e attendibili. Le intercettazioni avrebbero dimostrato che i rapporti tra gli indagati sono proseguiti nel tempo e aggiunto nuovi elementi.
Pelicane fu affiancato mentre era in macchina da due killer in sella ad una Honda Transalp che fu poi ritrovata abbandonata.

