Omicidio Mazzè: la scelta | del rito abbreviato

Omicidio Mazzè: la scelta | del rito abbreviato

Il delitto sarebbe stato determinato da una violenta lite.

Palermo
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PALERMO– Comincerà a fine maggio il processo per l’omicidio di Fabio Mazzè, il pregiudicato che è stato ucciso allo Zen a marzo 2015. I quattro imputati hanno scelto il rito abbreviato. Stefano Biondo e Fabio Chianchiano, i due presunti killer, sono accusati di omicidio, detenzione illegale di armi e di avere sparato contro l’abitazione di Michele Moceo, amico di Mazzè che doveva essere il secondo obiettivo del commando. Per favoreggiamento saranno processati Rosario Sgarlata e Claudio Viviano. Questa mattina si sono costituiti parte civile la moglie e i due figli minorenni, con l’assistenza dell’avvocato Maurilio Panci, e gli altri due figli della vittima: Paolo Mazzè, difeso da Ezio De Benedictis, e Antonietta, assistita da Dimitri Di Giorgio. Il delitto sarebbe stato determinato dalla violenta lite scoppiata tra Fabio Chianchiano e uno dei nove fratelli di Mazzè, in un bar dello Zen. Le telecamere del locale ripresero la scena. Qualche ora dopo Mazzè fu affiancato da un’auto blu con due persone a bordo che scesero e gli spararono. (ANSA)

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