Catania, l’omicidio di Ylenia: è battaglia di perizie in appello

Catania, in appello l’omicidio di Ylenia: è battaglia di perizie

È stata riaperta l’istruttoria in appello dinanzi alla giuria presieduta da Elisabetta Messina: si torna in aula ad ottobre
CORTE D'APPELLO
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CATANIA – E’ battaglia di perizie al processo d’appello per l’omicidio di Ylenia Bonavera, la entiquattrenne di Messina accoltellata a morte nel dicembre 2020 in via della Concordia a Catania. Imputata, condannata in primo grado a 18 anni di reclusione con rito abbreviato, è la trentaseienne Daniela Agata Nicotra. Un video amatoriale, si ricorda, registrò la lite e la coltellata letale, la notte tra il 9 e il 10 dicembre 2020.

Ylenia, accompagnata al Pronto Soccorso del Garibaldi Centro, è poi deceduta a causa delle ferita in ospedale. Al processo d’appello la Corte, presieduta da Elisabetta Messina, ha rinnovato l’istruttoria disponendo l’audizione del perito del gup e del consulente della difesa. Oggetto delle perizie è la capacità dell’imputata di partecipare coscientemente a giudizio, anche in relazione alla sua personalità.

La giovane, si costituì alla Squadra mobile ed ha sempre parlato di legittima difesa: punto, quest’ultimo, sul quale punta la difesa della donna. In aula è stato sentito il perito del gup, il professore Eugenio Aguglia, ed il consulente della difesa, il professore Antonio Petralia, nominato dall’avvocato Giuseppe Lipera.

L’audizione dei due psichiatri è avvenuta su richiesta del Procuratore Generale Andrea Ursino, cui si sono associate le altre parti. L’esame ha riguardato nello specifico il comportamento dell’imputata il 16 maggio 2022, dinanzi al gup. In quella circostanza, infatti, la Nicotra ha letteralmente delirato, dando chiari segni di squilibrio mentale. Sul punto, però, i periti hanno pareri opposti.

La tesi del perito del gup

Il professore Aguglia, dopo avere incontrato due volte l’imputata, ha dichiarato: “Posso con serenità dire che era assolutamente capace di partecipare al processo”. Ad ogni modo, il perito del gup ha diagnosticato una “disforia di genere con tratti border di personalità”, “difficoltà di tipo relazionale”.

Avrebbe inoltre un “atteggiamento di tipo impulsivo di fronte a dei momenti in cui percepisce una frustrazione, quindi ha una reazione di immediatezza, ha fatto uso di sostanze: tutti elementi che concorrono alla formulazione del disturbo border di personalità”.

La tesi del consulente della difesa

Il professore Petralia, invece, ha messo in evidenza come la Nicotra sia stata sottoposta a due tso, uno al Vittorio Emanuele e uno al Garibaldi. “Tutte queste circostanze”, a detta del professore Petralia, “incidono sulla capacità id intendere e di volere dell’imputata al momento in cui è stato commesso il fatto”.

Per ciò che concerne la capacità di partecipare coscientemente al processo, secondo il consulente della difesa “ci sono quei momenti in cui c’è uno scivolamento in cui perde il contatto con la realtà”.
“Ma di base – ha concluso il consulente – il disturbo di personalità di cui è affetta consente assolutamente la partecipazione, la comprensione di quello che accade, del ruolo, delle motivazioni per le quali si trova qua”.

Si tornerà in aula il 4 ottobre per la requisitoria del PG, poi l’arringa dei difensori della parte civile, ovvero gli avvocati Vittoria Santoro e Rosi Spitale.


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