Delitto della zona industriale di Catania, la Pg: "27 anni per Nasca"

Catania, il delitto alla Zona industriale: “Confermare la condanna”

La requisitoria della Pg al processo di appello

CATANIA – La Pg Agata Consoli ha chiesto di confermare la condanna a 27 anni a carico di Pietro Maurizio Nasca. Il 10 giugno 2023, a bordo della sua Opel Meriva, l’uomo investì e uccise Concetta De Bormida di Centuripe, che era assieme alla moglie dell’imputato, alla quale stava facendo compagnia. Avrebbe ucciso accusando ingiustamente la vittima di influenzare la sua ex che lo aveva lasciato. Ed in quel frangente, tentò di uccidere proprio anche la ex moglie.

In aula la pg ha chiesto dunque la conferma della condanna a carico di Nasca. A ricorrere è stata la difesa, l’avvocato Fabio Presenti, e l’assicurazione per la responsabilità civile, che è stata condannata al risarcimento in solido con Nasca.

Le prossime udienze in appello

Alla prossima udienza, il 12 marzo, parola alle parti civili, tra cui i familiari della signora De Bormida, descritta da tutti come una donna buona. La famiglia, che è della provincia di Enna, è assistita dall’avvocato Emanuela Fragalà. La ex moglie di Nasca è assistita dall’avvocato Nicoletta Pistarà.

Il processo poi si chiuderà il 6 aprile. A decidere saranno i giudici della prima sezione penale della Corte d’appello di Catania, presieduta da Elisabetta Messina. In primo grado dunque l’imputato è stato ritenuto colpevole di omicidio e tentato omicidio. Gli hanno riconosciuto la seminfermità mentale, ma questo è stato ritenuto equivalente all’aggravante di aver agito per “motivi abietti e futili”. Da qui il calcolo finale di 27 anni di reclusione. 

Le sanzioni accessorie

Il  difensore, a margine della lettura del dispositivo della sentenza – un anno fa – aveva espresso soddisfazione perchè la sentenza accoglieva il vizio parziale di mente. Già in quella sede tuttavia il legale aveva annunciato appello, per la richiesta di escludere l’aggravante: se fosse accolta la richiesta, la pena scenderebbe. Ma per la pg bisogna confermare il verdetto, senza alcuna riforma.

Nasca è stato dichiarato interdetto in perpetuo dai pubblici uffici e dopo che avrà finito di scontare la sua pena dovrà restare per 3 anni in una comunità terapeutica. L’imputato, in solido con il Fondo di garanzia per le vittime della strada, dovranno risarcire i danni alle parti civili.

La tesi dell’assassino

Nasca ha dichiarato nell’interrogatorio di esser stato per tre anni in cura al Sert di Giarre e di esser stato ricoverato a Trecastagni. L’imputato ha raccontato inoltre le accuse che rivolgeva alla vittima: la accusava di ‘mettere zizzania tra lui e la ex moglie’. E quando le due donne, dopo esser state in clinica, si sarebbero allontanate da lui, sarebbe scattato l’attacco. L’accusa che l’assassino rivolgeva alla vittima, peraltro, non ha trovato riscontro. 

Anzi è emerso che la signora De Bormida era una donna molto gentile e buona: stava semplicemente tentando di aiutare l’ex moglie di Nasca. “Cercavano di evitarmi mentre camminavano – aveva raccontato – e allora mi è preso un attacco e le ho investite. Le ho investite due volte, poi mi sono allontanato e mi sono fermato al bar, dove ho chiamato il 113 e ho detto quello che avevo fatto”.


Partecipa al dibattito: commenta questo articolo

Segui LiveSicilia sui social


Ricevi le nostre ultime notizie da Google News: clicca su SEGUICI, poi nella nuova schermata clicca sul pulsante con la stella!
SEGUICI