ROMA – Inizia il countdown per l’ora legale 2026. Alle 2 di notte tra sabato 28 e domenica 29 marzo 2026 si dovranno spostare le lancette degli orologi avanti di sessanta minuti e segneranno le 3. Un’ora di sonno in meno per gli italiani che, in compenso, guadagneranno un’ora di luce naturale in più.
A cosa serve l’ora legale: i benefici
Con l’introduzione dell’ora legale, le ore di luce disponibili nel tardo pomeriggio e in serata aumentano. Il tramonto si sposta in avanti e la luce naturale di una giornata aumenta fino a toccare il suo picco con il solstizio d’estate del 21 giugno 2026, quando nell’emisfero nord si registra la massima esposizione solare dell’anno e si registra la giornata più lunga dei 365 giorni.
L’impatto sulle bollette
L’ora legale è stata introdotta per ridurre il consumo di energia elettrica attraverso un utilizzo più efficiente della luce naturale nelle ore serali. La prima adozione su vasta scala avvenne nel 1916 in Germania, durante la Prima guerra mondiale, con l’obiettivo di contenere i costi energetici legati al conflitto. Successivamente il meccanismo è stato adottato in numerosi Paesi occidentali, alternando periodi di applicazione, sospensione e reintroduzione.
Le conseguenze per l’ambiente
L’impatto non riguarda esclusivamente il risparmio economico sulle bollette, ma anche il fronte ambientale. La diminuzione della domanda di energia comporta infatti un calo delle emissioni di anidride carbonica quantificato in circa 160 mila tonnellate.
Quando torna l’ora solare
Il regime dell’ora legale rimarrà in vigore fino a domenica 25 ottobre 2026. Nella notte tra sabato e domenica si tornerà all’ora solare: alle 3 gli orologi verranno riportati indietro di un’ora, alle 2. E quella notte si dormirà un’ora in più. Intanto, in Italia si torna a discutere concretamente della possibilità di mantenere l’ora legale tutto l’anno, superando il passaggio stagionale tra ora legale e solare.

