PALERMO – Orchestre siciliane in agitazione: “Avremmo voluto rappresentare al meglio la nostra regione e il nostro operato al cospetto del mondo intero”. Con queste parole i musicisti e gli operatori dell’orchestra sinfonica siciliana, del teatro Massimo di Palermo e del teatro Bellini di Catania esprimono il loro rammarico per non essere stati coinvolti nelle manifestazioni in occasione del prossimo G7, che si terrà a Taormina il 26 e il 27 maggio. L’organizzazione del vertice mondiale delle sette maggiori potenze occidentali ha scelto l’orchestra del teatro alla Scala per il concerto in onore degli ospiti che si terrà al Teatro antico, escludendo definitivamente le orchestre locali.
Per questo i lavoratori dell’orchestre e teatri siciliani hanno deciso di scrivere una lettera al presidente del Consiglio Paolo Gentiloni: “La scelta di Taormina come sede del G7 fu annunciata dal Presidente Matteo Renzi che aveva evidenziato un pregiudizio nelle parole di leader internazionale nei confronti della Sicilia additata solamente come terra di mafia – si legge nella missiva – Sono forse gli stessi pregiudizi ad aver escluso, snobbato ed emarginato le altre istituzione concertistiche musicali siciliane, due teatri d’opera e un’orchestra sinfonica? Le suddette eccellenze avrebbero auspicato di poter rappresentare al meglio il loro operato durante questo evento di rilevanza mondiale”.
Le maestranze nostrane non ci stanno e esprimono tutto il loro rammarico nei confronti di questa penalizzante esclusione: “E’ una delusione l’esclusione di tutte le realtà musicali locali che quotidianamente con instancabile passione e senso del dovere producono arte e bellezza ed esportano la loro professionalità in tutto il mondo anche quando il mondo le esclude nella propria regione”.

