Paci: "Messina Denaro?| Per Riina era come un figlio"

Paci: “Messina Denaro?| Per Riina era come un figlio”

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Commenti

    il procuratore Paci è insieme a tanti altri magistrati simbolo di una magistratura onesta e perbene che lavora ogni giorno per la liberazione della Sicilia e dell’Italia dalla mafia, dalla corruzione, dal malaffare. Questi come la stragrande maggioranza dei magistrati onorano la toga e meritano rispetto e ammirazione.
    Cosi’ come è importante che ci sia un pentito di Stato che sveli tutte le collusioni tra mafia e potere e 70 anni di misteri e delitti eccellenti.
    Infine la cattura di Messina Denaro sarà fondamentale, sperando che Messina Denaro si penta e vuota il sacco sulle sue complicità eccellenti

    Finché si continua ad arrestare e a non sequestrare niente, per Cosa Nostra andrà sempre di lusso. In tutti questi anni si è continuato ad arrestare e processare i macellai, mentre sul piano dei sequestri e confische è da oltre 5 anni che non si è fatto più niente, anzi sono stati sempre più protetti da pezzi dello Stato, che dall’interno sanno come muoversi.

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Niente di nuovo, né la salsiccia, né Vladimiro portano ottimismo anche se dall'altra parte c'è un signore vicino agli 80 che vuole, sempre vuole, fortissimamente vuole essere ricandidato. Quasi quasi, speriamo che ce la faccia. Ma questi sarebbero capaci di perdere anche con Schifani.

Fare i conti senza l'oste Più che grandi manovre, sembra un meccanismo di legittimazione biunivoca: la coalizione sostiene il presidente, il presidente sostiene il sindaco, il sindaco riconosce il buon operato del presidente e, alla fine, tutti certificano che loro stessi e i propri compagni di coalizione hanno lavorato bene. Ma sulla base di quali indicatori? Una volta si diceva, provocatoriamente, “piove, governo ladro”; oggi sembra che chi governa voglia far valere il principio opposto: “guerra, governo assolto”. Le crisi internazionali esistono e pesano, ma non possono diventare l’alibi permanente per tutto ciò che non funziona. Giudicato e giudicante devono essere distinti: i politici amministrano, i cittadini giudicano. E giudicano sui risultati, non sulle attestazioni di merito che i governanti si attribuiscono. Sanità, strade, acqua, rifiuti, trasporti, lavoro, servizi, qualità della vita, corruzione e criminalità sono gli indicatori veri. Se su questi fronti i problemi restano evidenti, proclamare di avere lavorato bene rischia di apparire più come un’autocertificazione che come una valutazione fondata sui fatti. E quando questa autocertificazione è troppo distante dalla realtà vissuta dai cittadini, può essere percepita come una presa per i fondelli e produrre un effetto boomerang. Il giudizio vero arriverà con il voto: la riconferma non si autocertifica, non si concede tra alleati e non si scambia. Si conquista sui risultati. Altrimenti significa, appunto, fare i conti senza il cittadino.

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