Bomba ecologica alle falde di Monte Pellegrino: cade l'accusa Live Sicilia

Palermo, ‘bomba ecologica’ a Monte Pellegrino: cadono le ultime accuse

Arriva la prescrizione per l'unico imputato rimasto sotto processo
LA SENTENZA
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PALERMO – La prescrizione cancella l’unico capo di imputazione rimasto in piedi. In appello sentenza di non doversi procedere per Bartolomeo Padua, amministratore di una ditta di Ragusa che si occupò della bonifica dell’ex fabbrica Ancione.

Nel 2014 l’area di 15.000 metri quadrati fu sequestrata e si parlò di una bomba ecologica alle falde di Montepellegrino. Nel 2020, però, fra prescrizioni e valutazioni nel merito, il processo di primo grado si concluse con tre assoluzioni e la lieve condanna a un anno per Padua.

Per quest’ultimo, difeso dall’avvocato Toni Palazzotto, erano stati chiesti 5 anni e 4 mesi. L’avvocato ha fatto ricorso in appello e il residuale capo di imputazione è andato prescritto.

Secondo l’accusa, che non ha retto, nello stabilimento dell’ex fabbrica Ancione, in via Thaon de Revel, erano state ammassate quasi 200 tonnellate di rifiuti “tossici e pericolosi” fra cui amianto e materiali ferrosi. Nel frattempo l’aria che un tempo ospitava un impianto di materiale bituminoso è stata dissequestrata e del tutto bonificata.

Nel corso del processo era emerso che non sarebbero state superate le soglie di inquinamento previste dalla legge per quanto riguarda il sottosuolo. Era rimasto aperto il solo capitolo legato ai lavori di dismissione dello stabilimento, ora chiuso in appello.


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