Palermo, Cantiere Popolare: "Rafforzare il centro"

Palermo, Cantiere Popolare: “Rafforzare il centro”

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Commenti

    Se il centro è il punto d’incontro dei redivivi e dei responsabili della distruzione della politica regionale siciliana, meglio guardare altrove!!
    Ancora non siete soddisfatti?

    Stiamo cadendo dalla padella alla brace.

    Da dov’è uscito questo? Possibile che questa città non riesce ad eliminare le varie carie, abbiamo visto di cosa è stato capace. Noi palermitani perbene non vogliamo gli antinoro che spuntano come le erbacce che vogliono ramificarsi per togliere i palermitani perbene. Ritorni nel suo mondo sommerso.

    …ma non aveva abbandonato la politica?

    Gli ex Golden boy di Cuffaro, oggi OLD MAN sempre devoti al padrone, ritornano a parlare. Viene onestamente da ridere pensando che il centro lo possa rafforzare gente come Romano, Cuffaro , Antinori che lo hanno affossato Politicamente e moralmente. Mi faccia la cortesia Antinori, vada a fare le pizze a casa.

    VADANO A CERCARSI UMILI LAVORI, MA UTILI….

Gli ultimi commenti su LiveSicilia

Niente di nuovo, né la salsiccia, né Vladimiro portano ottimismo anche se dall'altra parte c'è un signore vicino agli 80 che vuole, sempre vuole, fortissimamente vuole essere ricandidato. Quasi quasi, speriamo che ce la faccia. Ma questi sarebbero capaci di perdere anche con Schifani.

Fare i conti senza l'oste Più che grandi manovre, sembra un meccanismo di legittimazione biunivoca: la coalizione sostiene il presidente, il presidente sostiene il sindaco, il sindaco riconosce il buon operato del presidente e, alla fine, tutti certificano che loro stessi e i propri compagni di coalizione hanno lavorato bene. Ma sulla base di quali indicatori? Una volta si diceva, provocatoriamente, “piove, governo ladro”; oggi sembra che chi governa voglia far valere il principio opposto: “guerra, governo assolto”. Le crisi internazionali esistono e pesano, ma non possono diventare l’alibi permanente per tutto ciò che non funziona. Giudicato e giudicante devono essere distinti: i politici amministrano, i cittadini giudicano. E giudicano sui risultati, non sulle attestazioni di merito che i governanti si attribuiscono. Sanità, strade, acqua, rifiuti, trasporti, lavoro, servizi, qualità della vita, corruzione e criminalità sono gli indicatori veri. Se su questi fronti i problemi restano evidenti, proclamare di avere lavorato bene rischia di apparire più come un’autocertificazione che come una valutazione fondata sui fatti. E quando questa autocertificazione è troppo distante dalla realtà vissuta dai cittadini, può essere percepita come una presa per i fondelli e produrre un effetto boomerang. Il giudizio vero arriverà con il voto: la riconferma non si autocertifica, non si concede tra alleati e non si scambia. Si conquista sui risultati. Altrimenti significa, appunto, fare i conti senza il cittadino.

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