Ritardi, stop e nuove tappe | Come sarà il 2020 dei cantieri

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Commenti

    È una città abbandonata a se stessa

    2020 per i cantieri infiniti l’anno della svolta… A DESTRA… BUFFONI

    Si, città ormai IRRIMEDIABILMENTE perduta!

    Un solo esempio del nulla di cui siamo circondati in questa città. A chi spetta togliere periodicamente ( non ogni dieci anni) le erbacce dai marciapiedi ????

    E diceva che lo sapeva fare il sindaco!!!

    La soluzione è una soltanto, affidare tutti i lavori da eseguire in città ad un unico general contractor di primaria importanza come Salini-Impregilo, Astaldi o Condotte d’Acqua senza formalità costituite da infinite gare d’appalto o discussioni sui prezzi che poi alla fine tanto salgono sempre con le cosiddette varianti. Del resto negli anni sessanta non fu chiamata a Palermo la Cassina per tutta una serie di lavori non solo stradali?

    come sara lquest’anno ??? da schifo come gli altri

    Tra l’altro è uno slogan ridicolo.

    Io, le elezioni del 2017 lo dimostrano. Palermitani indifferenti.

    Chissà se i lavori saranno ultimati in tempo x l’inaugurazione con il sindaco attuale.

    Piazza Lolli appena ristrutturata… un cantiere milionario e secolare… e ora fa schifo, spaccio&èpizzo&posteggiatoridelinquenti…. ladri!

    Una bella indagine della magistratura e tanti amministratori finirebbero dentro insieme ai capoccia degli appalti

Gli ultimi commenti su LiveSicilia

La responsabilità morale della morte per difterite di una bimba è anche di coloro che oggi governa questo paese e che ha fatto propria e diffuso la sub cultura no vax. Non può esserci discrezionalità per certe cose che attengono non solo alla salute dei singoli ma la salute pubblica. Perchè sopratutto nel caso dei bimbi, le conseguenze di scelte scellerate ricadono poi sui bimbi stessi. Che non hanno avuto la possibilità di scegliere tra la vita e la morte.

una ristrutturazione datata 2023, che ha portato a continue proroghe degli attuali incarichi, e che rischia con i numeri attuali di lasciare quasi la metà delle strutture senza dirigenti, e questo perchè : 1 il numero dei dirigenti che si ritiene vadano in pensione nel prossimo triennio, tiene conto solo di quelli che ci vanno per raggiunti limiti di età e non di quelli che avranno maturato il diritto per contribuzione. 2 in ogni caso dal numero complessivo si devono togliere i dirigenti generali, quelli a capo degli uffici speciali, i capi di gabinetto e altri inquadrati nei gabinetti, quanti pur iscritti nel ruolo svolgono funzioni presso altri uffici o in comando o in aspettativa, e solo queste categorie assommano a circa 100 dirigenti, per cui a fronte di 561 strutture ne copriranno forse 300. E tutto questo perchè una politica incapace non si rende conto che il vero problema sta nel superamento della legge 10/2000 che dopo 25 anni ha esaurito la sua funzione, e che occorre ripensare la regione per i prossimi 20/30 anni, a meno che non la si voglia chiudere.

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