Cuffaro e le nomine nella sanità: "Il sorteggio è una minchiata"

Cuffaro “controlla” le nomine nella sanità: “Il sorteggio è una minchiata”

Le intercettazioni dell'inchiesta sull'ex governatore

PALERMO – “Attualissimo potere di influenza e di ingerenza nella gestione strategica dei posti di maggiore responsabilità nel mondo della sanità regionale”, scrivono i magistrati della procura di Palermo che chiedono l’arresto di Totò Cuffaro.

Cuffaro e la sanità

Una parte dell’inchiesta riguarda le nomine della sanità che sono da sempre appannaggio della politica. Qui la vicenda viene cristallizzata, ma sfocerebbe nel penale. L’ipotesi è, infatti, che Cuffaro sponsorizzasse i suoi uomini in modo da potere successivamente gestire commesse e concorsi, come nel caso dell’appalto delle pulizie all’Asp d Siracusa o la stabilizzazione di operatori socio sanitari all’ospedale Villa Sofia.

“Noi abbiamo Enna, Palermo e Siracusa”, diceva non sapendo di essere intercettato l’ex presidente della Regione siciliana. Nella richiesta di arresti domiciliari i magistrati descrivono “l’alacre impegno dell’ex presidente della Regione nella questione della nomina dei dirigenti della sanità, le cui ragioni sono di immediata intuizione e vanno ravvisate nell’enorme quantità di risorse economiche, e non solo, che circolano in questo settore, sulla cui regolamentazione, gestione e normazione, peraltro, la competenza è regionale”.

Il pranzo della sanità

Il 27 settembre 2023 i carabinieri del Ros registrano che l’ex deputato regionale Francesco Domenico Regina, oggi dirigente delle professioni tecnico sanitarie dell’Asp di Trapani, ha informato Vito Raso,
uno dei più fedeli collaboratori di Cuffaro e suo autista personale (anche lui indagato), di aver organizzato un pranzo nella sua casa di campagna: “… poi c’è Iacolino (Salvatore Iacolino, dirigente generale della programmazione strategica dell’assessorato alla Sanità), c’è Requirez (Salvatore Requirez, dirigente del Dasoe), c’è Roberto Colletti (manager della sanità)… tutto il gruppo…”. Tutti questi dirigenti non sono coinvolti nelle indagini.

Era una fase di fibrillazione in vista dell’imminente scadenza della proroga dei commissari straordinari delle aziende sanitarie e degli ospedali siciliani fissata al 31 ottobre. Nel mese di agosto 2023, era stata pubblicata la graduatoria dei quarantanove professionisti idonei all’incarico di direttori generali.

Il governo regionale, su proposta dell’allora assessore alla Salute Giovanna Volo, per garantire la continuità gestionale e funzionale degli enti, con due decreti aveva prorogato gli incarichi in fino a gennaio 2024.

“Dunque, l’iperattivismo registrato, durante l’estate del 2023, da Cuffaro e Carmelo Pace (deputato Dc all’Ars, ndr) e dalle fila dei soggetti a loro vicini, anche e soprattutto politicamente, – ritengono i magistrati – si collocava in un contesto di febbrile intermediazione fra la politica e il mondo della dirigenza sanitaria, finalizzata a collocare ai vertici delle Asp questo o quel dirigente, ciascuno sponsorizzato da una fazione politica piuttosto che da un’altra”.

“Fidelizzare un dirigente, sponsorizzandone e propiziandone la nomina, come intuibile, – spiegano – voleva dire, a cascata, acquisire credito per incidere sulla nomina dei direttori amministrativo e sanitario e, consequenzialmente, per ingerirsi nella gestione amministrativa della struttura sanitaria”.

La polemica a Sciacca

Ad ottobre 2023 era divampata una polemica dopo l’intervista del deputato regionale della Dc, Carmelo Pace (anche per lui c’è la richiesta di arresti domiciliari). Commentando il declassamento dell’ospedale di Sciacca, Pace, vice presidente della Commissione salute dell’Ars, aveva dichiarato a Tele Monte Kronio che tra le ipotesi discusse in un “tavolo ristretto della maggioranza questa ipotesi di riforma non è mai venuta fuori”.

La deputata regionale di Forza Italia, Margherita La Rocca Ruvolo, durante un intervento in aula fu durissima: “Nessuno pensi di tornare a parlare di sanità e nomine nel retrobottega di qualche negozio”.

La “minchiata del sorteggio”

Cuffaro appresa la notizia dell’intervento di La Rocca Ruvolo dal suo assessore di riferimento, Nuccia Albano, diramò un comunicato stampa nel quale chiedeva al presidente della Regione Renato Schifani di sorteggiare i dirigenti sanitari tra una rosa di candidati individuati per meriti e competenze.

Il 12 ottobre, però, Cuffaro diceva a Colletti: “Io lavoro per te… a parte il sorteggio. Non ti preoccupare…sto lavorando io”. Con chiarezza ammetteva che il sorteggio era una mossa ad effetto per allontanare sospetti e polemiche: “… ma dovevo uscire dall’angolo… non ti preoccupare sto lavorando io a parte le minchiate del sorteggio… sono minchiate… va bene…”.

L’appoggio a Colletti

Così Totò Cuffaro, non sapendo di essere intercettato, rassicurava Roberto Colletti, sul suo appoggio per la conferma al vertice dell’azienda sanitaria Civico di Palermo di cui era già commissario straordinario.

“L’impegno profuso da Cuffaro nella nomina – scrivono i pm – era finalizzato all’ottenimento di un controllo sull’azienda ospedaliera, che gli consentisse di agire, all’interno di essa, per raggiungere interessi privati, funzionali ad alimentare il partito politico di cui è segretario, secondo un metodo oramai collaudato”.

Nell’imminenza delle nomine le conversazioni tra i due erano serrate. Il 10 gennaio 2024, Colletti chiamava Cuffaro per avere l’ennesimo incontro e lui rispondeva : “… prima vedo Schifani e poi vedo te …vediamo che aria tira…”.

L’8 gennaio Cuffaro contattava l’onorevole di Forza Italia Gaspare Vitrano, “al fine di chiedere il suo sostegno per la candidatura di alcuni manager, noti ad entrambi, nelle principali strutture sanitarie regionali”.

In particolare, rappresentava all’interlocutore che per mantenere un proprio uomo di
fiducia (‘…io la casella me la carico…’) rispettando le disposizioni del presidente Schifani di far ruotare i dirigenti, Roberto Colletti non sarebbe potuto rimanere all’Arnas Civico, tuttavia sosteneva ‘… però se noi teniamo la casella palermitana… sia Civico sia un’altra cosa… io metto Zappia… sarebbe meglio di tutti il Civico con lui e con Buccheri sarebbe perfetto…”.

Cuffaro e la sanità: “Stanno cominciando le danze”

Ancora, il 16 gennaio 2024, Cuffaro tornava sul punto con Colletti, annunciandogli che stava andando dal presidente Schifani in vista dell’inizio delle concertazioni per la scelta dei dirigenti sanitari: “Stanno cominciando le danze”, diceva.

E ancora il 22 gennaio 2024, l’ex governatore confermava di essere riuscito ad “aprire uno spiraglio importante”, “anche a costo di talune rese, – scrivono i magistrati – ma ribadendo di aver manifestato anche ai suoi interlocutori istituzionali di non voler rinunciare alla nomina di Colletti”.

“Alle fine sarò costretto a rinunciare ad Agrigento se no il Civico non me lo danno ma… va beh, troviamo una soluzione. – spiegava – Tu non ne sai niente. Ho detto , ‘se voi fate la cosa sulla… Faraoni, io non voglio rotti i coglioni con franchezza, io voglio confermato Colletti'”.

Il 25 gennaio Cuffaro contattava Mario Carmelo Zappia (non indagato) anticipandogli l’intenzione di Raffele Lombardo di nominarlo dirigente a Catania, incarico che lui avrebbe comunque sostenuto: “… se ci dovessero essere problemi… guarda io la mia parte la faccio…”. Appresa la notizia, Zappia chiariva “…vedi che io vado… vado dove dici tu…”, sottolineando il saldo legame con l’interlocutore.

All’indomani Cuffaro rivelava a Lombardo di avere ottenuto il parere favorevole sia di Gaetano Galvagno, presidente dell’Ars che di Luisa Lanitieri, deputata ennese che poche settimane fa ha lasciato Forza Italia per tornare nella Democrazia Cristiana di Cuffaro:” … ho convinto Luisa Lantieri su Zappia a Enna”. Dove effettivamente è stato nominato direttore generale dell’Asp.

Dopo un’ora Lombardio chiamava Cuffaro. Gli ribadiva di avere trovato un accordo con Lantieri. In ogni casi, qualora la stessa avesse rinunciato a Zappia, lo avrebbe spostato a Palermo “… ma io, se non se lo prende lei a Palermo, me lo porto… per essere chiaro eh”, precisando precisava che tale operazione l’avrebbe messa in atto in modo “…elegante…”.

E Colletti? Alla fine fu nominato manager, non del Civico bensì dell’azienda sanitaria Villa Sofia-Cervello.


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