Palermo, tutti i dati Covid per comuni e per circoscrizioni

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Commenti

    Dati non reali . Al comune di santa crist8sono 15 non 6

    Ne siete sicuri? I dati vengono dalle mail dei solerti lavoratori in smart working ?

    E chi sarebbero? Gli impiegati regionali oramai sono quasi tutti in presenza. Piuttosto parli dei medici che non passano i dati.

    Per le circoscrizioni i dati cosi non hanno senso vanno parametrati alla popolazione residente , scopriremo cosi che si va da un tasso contagiati residenti del 4 pro mille della ottava circoscrizione al 8 pro mille della seconda.. il doppio .
    Quindi , spiace dirlo , il contagio è un problema economico /sociale e culturale .. prima che sanitario . Probabilmente non ha senso attuare le stesse restrizioni nell’ottava circoscrizione e nella seconda visto la differenza del tasso di diffusione .. differenza dovuta al fatto che in alcune circoscrizioni si rispettano le restrizioni in altre meno .Divertitevi a fare un po’ di statistica

    Il suo ragionamento si basa su quali numeri? La seconda circoscrizione conta oltre 77mila abitanti, mentre la prima circa 21mila… la proporzione dei contagiati è piu o meno identica… ma prima di esprimere giudizi morali abbiate la decenza di pensare e di informarvi!

    Il suo ragionamento si basa su quali numeri? La seconda circoscrizione conta oltre 77mila abitanti, mentre la prima circa 21mila… la percetuale rispetto ai residenti in quanto a diffusione del contagio è piu o meno identica… ma prima di esprimere giudizi morali abbiate la decenza di pensare e di informarvi!

    Ridicoli!! Sono numeri ridicoli per una città di 800.000 persone….e ridicole sono le persone che vivono in questa città governati da politici ancora più ridicoli!!! RIDICOLI!!!

    I numeri, se sono veritieri , sono quelli e non si discute, Palermo è da zona rossa. Tuttavia dal 30 marzo abbiamo un bassissimo numero di guariti, che portano ad un aumento dei numeri stessi. Se infatti ogni giorno si sommano i nuovi positivi, ma in pochissimi vengono sottratti per guarigione, il numero totale deve per forza aumentare. In ogni caso, neanche stavolta abbiamo una reale fotografia della situazione.

    Ma che almeno aprano i ristoranti e i pub nei comuni con un basso numero di contaggiati…mi viene da ridere tutto chiuso a cefalú con nemmeno 20 positivi..

    Naturalmente numeri in libertà. Alla luce della manifesta incapacità organizzativa questi numeri non dicono assolutamente nulla. Sono troppo scarsi, facciamocene una ragione.

    NUMERI FALSISSIMI, NON CREDIAMO PIù A NIENTE E IO USCIRò DA SOLO ANCHE IN ZONA ROSSA. E’ L’ORA DELLA DISUBBIDIENZA CIVILE!

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Un telaio di positive riflessioni. L'aspetto morale per me prevale e struttura i valori e il senso della finalità del telaio. L'etica richiede l'attesa di riscontri e sentenze definitive ma la somma di comportamenti non congrui alla missione politica e governativa indebolisce chi la esercita, ciò richiede azioni e visioni conseguenti. I risultati della politica non possono lenti, lentissimi; la società è veloce, la politica è lenta. Gli effetti anche violenti e dolorosi diventano inevitabili.

non facciamo discorsi inutili, la strada é di tutti e la responsabilità di guidare sulla strada é di tutti , auto, camion, monopattini, biciclette, moto, scooter, pedoni...difficile metterli tutti d'accordo! Ma la responsabilità individuale deve prescindere dai preconcetti che ognuno ha sugli altri, la vita é una cosa seria e preziosa rendiamocene conto!

La sanità che vorrei: un Risk Management che previene, non un Loss Adjuster che quantifica i danni Il cittadino dovrebbe poter dire: «Sto male e so che qualcuno si prenderà cura di me», non «Sto male e, se qualcosa andrà storto, farò causa». È questa la vera misura della qualità percepita. Da medico, ritengo che la fiducia nasca dalla certezza di ricevere cure adeguate e sicure. Eppure, il danno ai pazienti assume una dimensione assicurativa e giudiziaria sempre più rilevante, con risorse accantonate per contenziosi e risarcimenti che rischiano di limitare gli investimenti nell’assistenza. La qualità delle cure dovrebbe misurarsi soprattutto dalla capacità di prevenire i danni, non soltanto di risarcirli. Occorre investire in sistemi automatizzati e professionisti capaci di verificare continuamente l’effettiva erogazione e la sicurezza delle cure. Serve un Risk Management operativo, dotato di strumenti e risorse per prevenire gli eventi avversi, non una sanità che aspetti il suo signor Wolf di Pulp Fiction, chiamato a sistemare le cose quando il danno è ormai fatto. Il Loss Adjuster valuta le conseguenze economiche, ma non restituisce la salute perduta. Il tradizionale rapporto fiduciario tra medico e paziente si è progressivamente indebolito, lasciando spazio alla diffidenza e al contenzioso. La risonanza mediatica dei risarcimenti rischia di alimentare l’illusione di facili guadagni giudiziari, favorendo anche forme di intermediazione opportunistica. Per il paziente è spesso una lotteria dall’esito incerto; per chi specula sul contenzioso un’attività redditizia. Il diritto al risarcimento resta sacrosanto, ma la sofferenza non dovrebbe trasformarsi in un’opportunità di profitto. Perché non affidare alla Regione il coordinamento unitario della gestione assicurativa e legale dei sinistri, razionalizzando gli accantonamenti e superando la frammentazione tra aziende, nel rispetto degli obblighi normativi? Le strutture sanitarie potrebbero così concentrare maggiori energie sulla prevenzione e sulla qualità dell’assistenza. La sanità che vorrei investe per evitare il danno, non per organizzarsi sempre meglio a risarcirlo. La riflessione di Roberto Puglisi sulla vicenda della professoressa Maria Cristina Gallo ci pone davanti a un rischio ancora più grave dell’oblio: la normalizzazione dell’inaccettabile, quando persino le tragedie provocate dalle disfunzioni della sanità finiscono per essere considerate inevitabili. Il modo migliore per onorarne la memoria è trasformare quella tragedia in un’occasione concreta di cambiamento, perché dalla sua sofferenza possa nascere almeno un risultato positivo per gli altri pazienti. Nessun risarcimento potrà restituire il tempo perduto o la salute compromessa, ma impedire che simili tragedie si ripetano sarebbe il riconoscimento più autentico del valore della sua battaglia.

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