Droga, bambini e solitudine: lo Sperone vuole accendere le luci

Droga, bambini e solitudine: lo Sperone vuole accendere le luci

Una passeggiata per riconquistare quella parte di città che finisce sui giornali per via dei blitz.
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I bambini corrieri della droga. L’idea di toglierli alle famiglie in casi estremi. Le scene dello spaccio, giorno e notte. Ma anche la voglia di riscatto dello Sperone. Ma il timore è che quella parte del quartiere che, domani, si radunerà, insieme a una fetta della città, per rivendicare il diritto a una vita migliore sarà sola, oltre le parole di circostanza. Sola perché la politica, a Palermo, ha perso la capacità di incidere nella realtà e si accontenta di dare testimonianza. Sola perché le periferie appaiono come lucine intermittenti, per vicende di cronaca, e poi si inabissano. Sono Moby Dick che appaiono e scompaiono, le periferie, quando credi di averle capite, sfuggono. Sola perché, ancora una volta, la politica cittadina è interessata soprattutto alle elezioni del 2022. Si muove a corto raggio, in cerca del consenso, ma senza impegno. Speriamo che Palermo faccia sentire meno sola se stessa.

Dunque, il quartiere ci prova con la manifestazione “Luci allo Sperone” che, domani, sabato 4 dicembre alle 9.30, avrà inizio con un raduno alla palestra Valentino Renda in via XXVII Maggio n. 26. Subito dopo seguirà una passeggiata, come per riconquistare gli spazi perduti.

“Continuare a dare voce a tutte le persone di questa città che credono ancora in un cambiamento possibile – si legge in una nota. – Disporsi alla cura delle ferite per cercare nello stesso tempo la luce che già esiste nelle periferie di Palermo. Riconoscere le potenzialità di tanti luoghi ‘sospesi’, abitati e animati da tante persone belle. Camminare insieme per le strade dello Sperone, per dire che ciò che è accaduto qualche giorno fa ci riguarda tutte e tutti, ci interpella e non ci lascia indifferenti. Siamo cittadini, cittadine e associazioni che vivono a Palermo, accomunati dal desiderio di incontrare altri cittadini e cittadine, metterci in ascolto e a disposizione delle realtà apparentemente più fragili della nostra città, ma che presentano energie positive e indomita resistenza e voglia di riscatto. Lo faremo a partire dal quartiere Sperone, che nei giorni scorsi è stato al centro delle narrazioni giornalistiche per l’arresto di 57 persone per spaccio di droga, in cui erano pesantemente coinvolti anche minori. Vogliamo essere città che incontra, che ascolta, che denuncia, che si lascia coinvolgere per impegnarsi insieme”. Un vasto e nobile programma che richiama le persone (necessario il rispetto singolo delle regole anti-Covid) per dare un segnale.

Ci sarà Antonella Di Bartolo (nella foto), preside dell’istituto comprensivo ‘Sperone-Pertini’. Dovrebbe esserci anche padre Gianni Notari, gesuita, intellettuale profondo, molto impegnato sul versante sociale. Proprio la preside Di Bartolo, in occasione dell’ultimo blitz, aveva detto a LiveSicilia.it: “Viviamo in un supermercato dello spaccio sempre aperto. Anche davanti alla scuola, certo. Basta girare in macchina per rendersene conto. Noi qui abbiamo un ruolo molto delicato, siamo in trincea. Noi sappiamo che domani vedremo altri ragazzini che spacciano per le strade, davanti alla scuola, con le biciclette. Ne abbiamo visti tanti, alcuni siamo riusciti a salvarli, che diventano maggiorenni, che vanno in prigione ed è un’altra prova di forza per quel mondo criminale, per la mafia. Sa che gli scrivono sui social, quando vengono arrestati? Augurano una ‘presta libertà’. Nessuno dice: guarda che hai sbagliato”. I figli della periferia ci provano. Sperando che i figli della città li ascoltino.


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