Palermo, i nipoti di Salvatore Aliotta portano avanti la storica attività

“Il nonno non c’è più, ma la sua panineria con noi vivrà ancora”

nipoti di aliotta
Decidi tu come informarti
su Google.
Aggiungi LiveSicilia
alle tue Fonti preferite:
quando cercherai
una notizia, ci troverai
più facilmente.
AGGIUNGI
I nipoti di Salvatore Aliotta, investito in via Buonriposo, portano avanti la storica attività

PALERMO – Sono mossi dall’amore per il proprio nonno e per il locale che aveva creato, quasi cinquant’anni fa. Sono i nipoti di Salvatore Aliotta, che la sera del 16 maggio scorso è stato investito e ucciso proprio a pochi passi dalla sua panineria di via Oreto a Palermo. Aveva 72 anni. Conosciuto da tutti come “Zio Totò”, aveva poco prima concluso l’ennesima giornata lavorativa e stava per tornare a casa.

La tragedia e la forza

Su quel marciapiede in cui aveva trascorso tutta la vita, all’angolo con la via Buonriposo, la tragedia. “Sono trascorsi quattro mesi – dice la nuora di Aliotta, Thea – ma sentiamo forte la sua presenza qui, nel locale a cui aveva dedicato tutta la sua esistenza. Con i miei figli e mio genero, abbiamo deciso di dare una mano a mia suocera, per continuare a far vivere un luogo a cui siamo profondamente legati, così come lo sono i tantissimi clienti che tuttora ci vengono a trovare”.

“C’è ancora chi chiede di lui”

Il locale di street food “Acquolina in bocca”, che si trova sulla via che conduce all’ingresso dell’autostrada, è infatti diventato col tempo tappa fissa per tanti palermitani e non solo. “In molti arrivano qui dalla provincia, pochi giorni fa sono anche venuti a trovarci dei clienti di Favignana. Prima di fare rientro non perdono l’occasione di gustare il celebre panino con la porchetta che mio suocero faceva, o quello con le panelle e le crocché. Spesso lo cercano, ci chiedono dove sia Totò perché qualcuno non sa ancora ciò che è successo. Alla notizia, sono scoppiati in lacrime”.

“Non potevamo far crollare tutto”

Il dolore per la perdita è ancora forte, ma è in quel luogo in cui si abbracciano amore e passione per il lavoro, che i familiari di Salvatore Aliotta trovano la forza per andare avanti. “Non avevamo altra scelta – proseguono -. Dopo quei giorni terribili, in cui ci è stato strappato con violenza, non potevamo far crollare anche tutto ciò che aveva creato“.

“Mio suocero era un uomo dal cuore d’oro, una persona generosa, che si faceva in quattro per aiutare sempre tutti ed era pronto a risolvere qualunque problema. Glielo dovevamo. Ed è il suo ricordo a darci una marcia in più. Lo sentiamo vicino, presente in tutto ciò che facciamo e che lui stesso ci ha insegnato”

I nipoti di Aliotta: “Il nostro cuore pieno di lui”

E così, Thea, Salvatore, Azzurra, Marco, Anastasia e la moglie di Aliotta, hanno unito le forze e una settimana dopo la tragedia, nonostante il dolore, hanno riaperto le porte del locale. “I nostri non sono solo dei panini – dicono i nipoti -, sono la storia di nostro nonno, che con amore e sacrifici ha creato questo posto, diventato casa per tanti”.

“Lui non c’è più, ma il suo profumo, il suo sorriso, la sua passione, sono ancora qui e oggi siamo noi a continuare a far vivere la sua panineria, con lo stesso amore e gli stessi ingredienti che fanno tornare bambini i nostri clienti. Ogni panino che prepariamo è per lui. Qui c’è sempre nostro nonno – concludono – ma adesso ci siamo anche noi, con il cuore pieno di lui”.


Partecipa al dibattito: commenta questo articolo

Segui LiveSicilia sui social


Ricevi le nostre ultime notizie da Google News: clicca su SEGUICI, poi nella nuova schermata clicca sul pulsante con la stella!
SEGUICI