Le Cassandre avevano quasi avuto ragione nel dire che la gara col Bari sarebbe stata un osso duro da masticare. Ci ha pensato Igor Budan, resuscitato da un sonno lunghissimo, a scacciare i corvi che già si addensavano sul capo e sulla panca di Coach Z. Un gol all’ultimo respiro da centravanti scafato, dopo un paio di vantaggiosi rimpalli. Giusto così: la fortuna piace quando premia coraggio e tenacia. Dunque, le Cassandre, un Bari coriaceo, secondo previsione, corroborato nel suo disegno dal golletto di Allegretti trovato nei primi minuti. Discesa di Alvarez, tiro all’incrocio, mezzo miracolo di Rubinho che manda la palla sul palo, tap in dell’eroe per caso pugliese. Uno a zero per loro. Da quel momento sono stati ottantotto minuti di passione e di sofferenza, col gioco che si è visto soltanto a sprazzi. Il Bari si è abbottonato ancora di più la blusa e si è messo a guardia del fortino di Gillet con la faccia feroce, disposto a vendere cara la pelle a difesa del suo tesoro. Il Palermo ha tentato di scardinare la Maginot dei Galletti con alterne fortune e con qualche pecca: buon fraseggio fino a trequarti, manchevolezze assortite negli ultimi trenta metri di campo. Incapacità di fare del male alla munita retroguardia dei rossi di Ventura. Nell’assedio si sono distinti il moschettiere Pastore, il randellatore Nocerino, mentre Miccoli ha stentato. Il neofita Blasi ha svolto bene il suo compitino prima di esibirsi in una serie di tackle da carnezzeria pura. Sul taccuino un tiro diabolico di Miccoli reso inoffensivo da Gillet e soprattutto una testata di Pastore a botta sicura con palla fuori, per le mani nei capelli dei tifosi. Nella ripresa il Palermo ci ha provato con agonismo, cuore e intermittenti situazioni di pericolo. Gli uomini di Ventura hanno sfiorato un immeritato raddoppio con un paio di contropiede, Meggiorini ha accarezzato il palo a Rubinho battuto. Coach Z. ha messo dentro la cavalleria pesante, rifornendo l’attacco con Budan e Succi e rispolverando Simplicio. Il micragnoso Bari, confortato dallo scorrere dell’orologio, è però crollato sotto l’impeto degli assalti rosanero. Succi ha sbagliato un gol a rete spalancata, dopo una tambureggiante azione di Cavani sulla destra. Stessa sorte per un tiro di Miccoli partorito da un numero incredibile da dribblo mane puro. All’ultimo minuto, Igor Budan si è ricordato di essere un discreto centravanti. Doppio rimpallo nell’area dei Galletti e tocco imparabile alle spalle di Gillet. Grande festa al “Barbera”. Il giubilo farà verosimilmente dimenticare qualche magagna. Promossi Pastore e Nocerino, Blasi da rivedere, eroico Balzaretti per le sue millanta discese. Il Palermo ha meritato il pari e forse avrebbe potuto cogliere qualcosa di più. Punto guadagnato o due punti persi? Rispondano i sofisti, se ne hanno voglia. R.P.
Palermo (4-3-1-2): Rubinho; Cassani, Bovo, Kjaer, Balzaretti, Nocerino, Blasi (31’ st Simplicio), Bresciano (14’ st Budan); Pastore (31’ st Succi); Miccoli, Cavani. In panchina: Sirigu, Goian, Bertolo, Melinte. All: Walter Zenga.
Bari (4-4-2): Gillet, Masiello A., Ranocchia, Bonucci, Parisi; Alvarez (9’ st Rivas), Donati, Gazzi, Allegretti (21’ st De Vezze); Meggiorini, Kutuzov (29’ st Langella). In panchina: Padelli, Barreto, Greco, Stellini. All: Giampiero Ventura.
Arbitro: Romeo di Verona.
Reti: 2’ pt. Allegretti, 46’ st Budan.
Note: Gara iniziata con 20 minuti di ritardo per permettere agli addetti alla manutenzione del campo di eliminare le pozzanghere provocate dalla pioggia caduta copiosamente in mattinana. Ammoniti: Blasi, Pastore, Balzaretti, Bovo, Budan. Recupero: 2’ e 5’. Concorso “12° tifoso”: sorteggiati per seguire la squadra in trasferta a Parma gli abbonati: Giuseppa La Rosa e Salvatore Cusumano.

