PALERMO – La Procura della Repubblica chiede di processare ventuno persone, due in più di quelle che furono arrestati nel blitz dello scorso gennaio contro la mafia del rione Uditore. La richiesta di rinvio a giudizio è firmata dal pubblico ministero Giovanni Antoci. Il giudice per l’udienza preliminare Giuseppa Zampino ha convocato le parti per giorno 21 novembre.
Mafia, vecchi padrini all’Uditore
Le contestazioni vanno dal reato di associazione mafiosa al furto di energia elettrica. Nell’elenco ci sono i boss Franco Bonura, Agostino Sansone e Girolamo Buscemi che facevano parte degli scarcerati eccellenti di Cosa Nostra.
I poliziotti della squadra mobile hanno ricostruito i loro interessi nel settore immobiliare e dei lavori edili. Avrebbero individuato figure insospettabili, come Eugenio Avellino, diventato il braccio operativo di Bonura. Il volto pulito attraverso cui continuare a fare affari: dalla piccola ristrutturazione alla costruzione di interi palazzi.

Bonura, 83 anni, aveva finito di scontare la pena nel 2021. Costruttore mafioso, era legato agli Inzerillo a cui voltò le spalle per allearsi con i corleonesi. Di lui si è tornato a parlare nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Caltanissetta che ha ripreso in mano il dossier “mafia e appalti” di Paolo Borsellino.
Anche Sansone, 76 anni, ha già scontato una condanna per mafia. Prima dell’arresto di gennaio scorso stava seguendo a piede libero il processo di appello per voto di scambio politico-mafioso. Poi il blitz alla vigilia delle elezioni comunali del 2022. Assolto in primo grado, la Procura ha fatto ricorso. I poliziotti lo piazzano al vertice della famiglia mafiosa dell’Uditore.
Era tornato a fare l’imprenditore edile. I suoi fratelli, Gaetano e Giuseppe, furono arrestati nel ’93. Seguirono subito le sorti di Totò Riina. Agostino, invece, finì in cella nel 2000.
Buscemi, 73 anni, indicato al vertice della famiglia di Passo di Rigano, in passato fu processato e assolto per mafia dopo che la Cassazione annullò con rinvio la sentenza di condanna. Gli furono però confiscate le imprese edili. Girolamo è fratello di Giovanni Buscemi arrestato nel 2019 assieme agli Inzerillo di Passo di Rigano, che partecipò alla riunione della nuova cupola convocata nel 2018 in una palazzina a Baida.
Tutti gli imputati
Questo l’elenco completo degli imputati per i quali il pm Antoci chiede il rinvio a giudizio: Francesco Bonura, Girolamo Buscemi e Agostino Sansone: Giovanni Buscemi, 67 anni (associazione mafiosa), Eugenio, Dario e Giacomo Avellino (i primi due per associazione mafiosa e il terzo per concorso esterno), di 56, 29 e 63 anni, Alessandro (mafia) e Giuseppe Costa (favoreggiamento aggravato), di 40 e 60 anni, Gaetano Manlio Porretto, 70 anni (mafia), Angelo Rosario Parisi (mafia), 70 anni, Giusto Catania (mafia), 42 anni, Roberto Sansone e Mauro Pace (estorsione), di 41 e 76 anni. Agli arresti domiciliari per Antonino Buscemi (favoreggiamento aggravato) e Michele Spataro (mafia), di 70 e 71 anni.
Ed ancora: Antonio Comporto (intestazione fittizia), 35 anni, Giuseppe D’Accardi, 54 anni, Vincenzo Montalbano, 49 anni, Beniamino Pollara, 40 anni, Marcello Castelli, 64 anni (tutti per furto di energia elettrica).
C’è chi ruba la luce
Indagando sui nuovi assetti mafiosi a Uditore saltò fuori la banda che si sarebbe specializzata nel furto di energia elettrica con i contatori clonati. Un mercato che andava a gonfie vele.
Nel corso del blitz furono sequestrate alcune società considerate la cassaforte di Bonura, fra cui la Florens srl che possiede una settantina di immobili. Ma per un difetto di motivazione dovuto al “copia e incolla” è arrivato il dissequestro.

