PALERMO – Il vecchio boss Michele Micalizzi si era rimesso in affari con la droga. E non era l’unico. Tre mandamenti – Porta Nuova, Tommaso Natale e Brancaccio – avrebbero fatto cartello per riempire Palermo di cocaina importata da Calabria e Campania. La seconda sezione della Corte di appello ha confermato in blocco la sentenza di primo gardo.
L’elenco degli imputati condannati si apre con il nome di Micalizzi, genero di don Saro Riccobono, tornato in carcere dopo avere scontato più di due decenni per mafia. Sono diversi i processi in cui il capomafia di Tommaso Natale è imputato.
Questo riguardava i rapporti con i Marsalone, legati agli ambienti mafiosi di Palermo Centro. La base operativa dei traffici di droga – cocaina, hashish e marijuana – erano i campetti “Big Club Sport” di via Maurizio Ascoli, accanto al Policlinico.
Queste le condanne: Leo Brancatisano 3 anni e 2 mesi, Claudio Caruso 1 anno e 8 mesi, Francesco Failla 2 anni e quattro mesi, Giuseppe Gravanti 7 anni, Vincenzo La Mantia 4 mesi, Giuseppe Marsalone (classe ’72) 16 anni e 14 giorni (4 mesi in meno), Giuseppe Marsalone (classe ’76) 15 anni, 4 mesi e 20 giorni in continuazione con una precedente condanna, Michele Micalizzi 20 anni (già condannato in un altro processo dopo la sua scarcerazione), Grazia Pace 4 anni, 5 mesi e 5 giorni, Onofrio Claudio Palma 7 anni, 6 mesi e 20 giorni, Salvatore Spataro 14 anni, 9 mesi e 23 giorni in continuazione, Vincenzo Vaglica 15 anni, 2 mesi e 10 giorni in continuazione (4 mesi in meno).
Rispetto al verdetto del primo grado è stato assolto Alessandro Miceli, difeso dall’avvocato Tommaso De Lisi, che aveva una posizione marginale.

