Con il dovuto rispetto, solidarietà al “minimo sindacale” nelle parole di monsignor Antonino Raspante. Vuol dire che così vanno le così fra i vescovi di Sicilia. Mentre in Calabria... “Noi vescovi di Calabria non possiamo tacere. Lo diciamo con il dolore di pastori, con la fermezza di chi sa che il silenzio, in certi momenti, diventa complicità. Chiediamo che le procure di Paola, Vibo Valentia e Trapani ricevano ogni risorsa necessaria per dare un nome a chi è stato restituito dal mare e per accertare le responsabilità. Meno arrivi, più morti. Chiediamo che si smetta di misurare il successo di una politica migratoria contando solo chi arriva senza considerare chi muore. Il mare ci chiede conto. Quei morti ci chiedono conto e noi non possiamo rispondere con il silenzio”.


Parole,parole,parole con sotto chissà quale ulteriore fragatura per la Sicilia.
Ursula mi da l’impressione di essere una di quelle donne, ed io di manager ne ho conosciute tante, che a parte l’apparenza o il ristretto perimetro lavorativo quando si trovano invece nelle loro case o in famiglia non comandano affatto anzi si fanno comandare (a bacchetta) dai loro rispettivi mariti o compagni…….
La signora sicuramente avrà il suo rifugio atomico ed i suoi figli non andranno a combattere quindi possiamo fare tutte le guerre che vogliamo….
Forti si … ma nel fregare la gente…
Ursula se ne faccia una ragione:
i siciliani come gli italiani in generale vogliono la pace, la fratellanza tra i popoli, l’amicizia con Russia, Cina, mondo islamico, Africa..
I siciliani come gli italiani in generale sono contrari a invio di armi agli ucraini, sanzioni contro la Russia, aumento delle spese militari, intervento diretto o indiretto al fianco degli ucraini…
I siciliani come gli italiani in generale sono per un’Europa dei popoli fondata sulla pace e sull’uguaglianza, non sono per un’Europa dei tecnocrati, degli atlantisti, dei liberisti, dei bellicisti!