Palermo, il funzionario Librizzi e le "tangenti consegnate al bar"

“Tangenti consegnate al bar”: chiusa l’inchiesta sul funzionario Librizzi

Era stato arrestato a piazza Marina

PALERMO – L’inchiesta per tangenti è chiusa. La Procura della Repubblica contesta al funzionario regionale Antonio Librizzi quattro episodi di concussione, tre consumati e uno tentato. Nei giorni scorsi gli è stato notificato l’avviso di conclusione delle indagini. L’indagato ora può presentare delle memorie difensive o chiedere di essere interrogato. Poi ci sarò lo step della richiesta di rinvio a giudizio.

Librizzi, funzionario alla Sovrintendenza del mare

Librizzi, in servizio alla Soprintendenza del mare, è stato arrestato a fine ottobre scorso in flagranza di reato. Aveva appena intascato una mazzetta da mille euro da un imprenditore. Poi gli sono stati concessi gli arresti domiciliari, su istanza degli avvocati Roberto Tricoli e Luigi Miceli.

Ammonterebbero a un totale di 4.700 le tangenti che avrebbe chiesto per accelerare i pagamenti di alcune fatture o per consentire agli imprenditori di continuare a lavorare con l’assessorato regionale ai Beni culturali.

I finanzieri del nucleo di polizia economico-finanziaria lo hanno bloccato in un bar con i soldi dentro un’agenda a piazza Marina, a pochi metri dall’ufficio dove lavorava.

Librizzi e le tangenti: “Condotta sistematica”

Una “condotta sistematica”, scriveva il giudice per le indagini preliminari Giuseppina Zampino. Ad accusarlo sono stati due imprenditori, che si occupano di organizzare eventi o di servizi collegati a manifestazioni culturali. Hanno deciso di denunciare il clima di vessazione che avrebbero subito.

Il primo ha raccontato di avere conosciuto Librizzi in occasione della richiesta di un contributo di 10 mila euro alla Regione per un evento ottenuto regolarmente dopo la rendicontazione.

I soldi per il monopattino

Successivamente, su proposta dello stesso Librizzi, l’imprenditore avrebbe curato un servizio video fotografico per una rassegna a Ustica: 4.800, regolarmente corrisposti. Nel corso di un incontro, rispondendo ad una battuta dell’organizzatore di eventi, Librizzi avrebbe mostrato interesse, “dapprima scherzoso e poi sempre più insistente”, per il monopattino elettrico a bordo del quale l’imprenditore si era presentato all’appuntamento. E così a Natale 2024 l’imprenditore avrebbe consegnato 400 euro in contanti a Librizzi.

Il secondo imprenditore ha riferito che nel 2024 il funzionario avrebbe preteso 500 euro per “sbloccare” la pratica, inizialmente stoppata da un altro Responsabile unico del procedimento. Quando subentrò Librizzi avvenne la liquidazione.

Successivamente, per un nuovo progetto, Librizzi gli avrebbe richiesto 2.500 euro in contanti, somma poi consegnata nel dicembre 2024 all’interno di una scatola di agende, in un luogo concordato via chat.

A seguire, un’ulteriore richiesta di 500 euro relativa al catering per un evento in provincia di Palermo. A quel punto l’imprenditore si rifiutò di assecondare, provocando la reazione irritata del funzionario e il temporaneo stop della liquidazione.

La denuncia dell’imprenditore

“Sono stato costretto a consegnare il denaro in quanto non avevo alternative – ha detto l’uomo che ha denunciato – avendo la mia associazione già sostenuto ingenti costi che ne avrebbero potuto determinare il dissesto”. E così mise 2.500 euro dentro la scatola di cartone di un’agenda.

Infine l’ultima dazione di denaro dello scorso ottobre. “Ci vediamo al bar”, disse Librizzi all’imprenditore che ha denunciato senza esitazione. I finanzieri hanno organizzato la trappola, fotocopiando le banconote (una da 100 euro e 18 da 50 euro), che da lì a poco Librizzi avrebbe incassato al bar. Ora l’avviso di chiusura delle indagini per Librizzi, accusato di avere intascato tangenti.


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