Palermo, ultimo atto per la Chorisia di viale Piemonte: al via l'espianto - Live Sicilia

Palermo, ultimo atto per la Chorisia di viale Piemonte: al via l’espianto

Una residente: "Città irredimibile"

PALERMO – Una “Chorisia”, l’albero del kapok, rischia di diventare un caso tra i residenti di viale Piemonte, a Palermo. Un fusto altissimo e lussureggiante, che con le sue foglie e le tipiche spine sul tronco, fino a qualche mese fa, si affacciava sui balconi e sulle finestre degli appartamenti del palazzo adiacente. Ora viene dichiarato pericoloso, in quanto è morto, e così si è passati all’espianto. A raccontare la storia è l’avvocato Sandra Gazzè sul suo profilo Facebook. “‘Les jeux sont faits’ (“I giochi ormai sono fatti”, ndr) scrive -. È stata presentata regolare istanza di espianto corredata da perizia a firma di un agronomo che ha constatato l’improvviso decesso della Chorisia. Il Comune ne ha prontamente autorizzato l’espianto per motivi di sicurezza. Ho preso atto. Palermo città irredimibile”.

La storia dell’albero

La storia della “Chorisia”, seccata nel giro di un’estate, era stata lanciata sul social network dall’avvocato. Il legale è tra i tanti residenti del quartiere che non sono affatto convinti che quell’albero sia seccato naturalmente. “Fino a prima delle vacanze estive era perfetto – ha detto – ma tornando dalle ferie lo vedo lì, con pochissime foglie verdi superstiti, lesionato, ferito nel tronco che da sempre vedevo gonfiarsi maestoso con le sue spine aguzze”.

Il sospetto

”Nei pressi dell’albero – ha spiegato – da mesi ci sono lavori al basso, forse l’ennesimo pub, ancora non è noto cosa sorgerà in luogo del vecchio panificio Pollicino”. Un albero può dare fastidio? “La Chorisia deve sparire – ancora le parole di Gazzè prima dell’epilogo di oggi -, lo spazio che occupa non è contemplato nel progetto di ristrutturazione. Sono addolorata, perché si parla tanto di clima, di interazione con l’ambiente senza entrare a gamba tesa e, invece, impunemente, senza che nessuno muova un dito, a parte qualcuno di noi residenti, si spazza via, gettando calce e probabilmente veleni vari, un albero magnifico”. Qualcuno su Facebook ha chiesto l’analisi dei resti per verificare se sia stato avvelenato. Ma il sito è inaccessibile e recintato per motivi di sicurezza.

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