CATANIA – È scontro politico il giorno dopo lo sgombero dell’ex palestra di piazza Pietro Lupo, spazio occupato dagli antagonisti, in pieno centro a Catania.
L’intervento di Trantino
Enrico Trantino, che aveva firmato l’ordinanza di sgombero, è intervenuto con un lungo post sui social. “Ieri abbiamo effettuato lo sgombero della palestra di piazza Lupo. Verrà demolita nell’ambito di un processo di riqualificazione complessiva che riguarda le aree della Civita e San Berillo vecchio” spiega.
Trantino, intanto, dà notizia che nella serata di ieri “alcuni esponenti del centro sociale che la occupavano, hanno impedito lo svolgimento del consiglio comunale”.
Il primo cittadino risponde anche alle polemiche politiche. “Due forze politiche che oggi ambiscono a governare l’Italia, hanno parlato di scippo, esproprio di un’area di aggregazione sociale, di una agorà di confronto”.
Quindi il riferimento alle scritte sui muri rinvenute all’interno dell’ex palestra. “Queste sono le immagini. Nei muri si legge: ‘più sbirri in overdose’; ‘piscia sulle guardie’; ‘coi fogli di via incendiamo la questura’; ‘nella vecchia Nassiriya ia ia o’; ‘violenti fino alla fine’”.
Il sindaco apre al confronto, ma pone un limite. “Se vogliono un luogo fisico in cui dibattere civilmente – scrive – ne possiamo parlare. Se invece desiderano spazi per istigare all’odio, sappiano che l’unico linguaggio che conosco è quello del rispetto: delle persone e delle istituzioni, oltre che delle idee”.
Infine, una precisazione sul futuro dell’area: “Non sarà un parcheggio ma uno spazio aperto, connesso architettonicamente alla via Teatro Massimo”.
“Nessun confronto con la città”
Di segno opposto la posizione del Pd. “In quale città vive il sindaco Trantino? Non si era mai accorto prima della palestra di piazza Pietro Lupo? Né negli anni di sindaco, né in quelli – immediatamente antecedenti – di assessore all’Urbanistica e vicesindaco”, afferma Pappalardo.
Il segretario dem parla di mancanza di confronto: lo sgombero, sostiene, è avvenuto “senza confronto con la città e con i giovani che da tempo avevano trasformato quello spazio abbandonato in un laboratorio culturale spontaneo”.
“La palestra Lupo è il simbolo di una città che chiede spazi, ascolto e partecipazione, non ruspe e silenzi. Per decenni quell’immobile è rimasto nel cuore della Catania storica, a pochi passi dalla questura e da Palazzo degli Elefanti senza che l’amministrazione intervenisse per restituirlo alla comunità. Oggi invece si sceglie la strada dello sgombero senza dialogo, trasformando un problema urbano in un problema di ordine pubblico”, aggiunge.
Secondo il Pd, “è inaccettabile che si cancelli un’esperienza giovanile senza proporre alternative e senza ascoltare le esigenze di tanti ragazzi catanesi”.
Arriva la condanna, invece, per quanto avvenuto in aula consiliare. “Nello spazio cittadino in cui si celebra la democrazia non si possono tollerare forme di violenza – scrive il segretario dem – In Consiglio comunale è mancato il rispetto e la tolleranza ma è mancato anche il sindaco, come spesso accade. Certamente sarà stato trattenuto da importanti impegni istituzionali, ma questa assenza assume un forte valore simbolico: è il segno dell’incapacità dell’Amministrazione di trattare situazioni complesse, il segno di una mancanza di volontà di affrontare la complessità della realtà”.
Nel frattempo, plaudono allo sgombero i membri del comitato dei residenti di corso Sicilia.

