PALERMO – I sedici imputati scelgono tutti il rito abbreviato. Furono coinvolti nel blitz dei 181 dello scorso febbraio. È la parte che riguarda le famiglie mafiose di Porta Nuova, Noce e Cruillas.
L’elenco degli imputati
Sotto processo su richiesta dei pubblici ministeri Gaspare Spedale e Giulia Beux ci sono Alfonso Di Cara, Maurizio La Rosa, Benedetto Napoli, Daniele Formisano, Felisiano Tognetti, Pietro Tumminia, Salvatore D’Amico, Pietro Cusimano, Paolo Castelluccio, Carmelo Torres, Giuseppe Auteri, Tommaso Lo Presti, Giuseppe Giunta, Benedetto Di Cara, Guglielmo Ficarra, Giuseppe Di Giovanni. Il rito alternativo, in caso di condanna, garantirà lo sconto di un terzo della pena.
Cognomi di boss noti
Molti nomi sono già noti alle cronache. Tutta gente di nuovo arrestata dopo avere finito di scontare la pena. Come i boss di Porta Nuova Tommaso Lo Presti e Giuseppe Auteri. Dello stesso mandamento fa parte Giuseppe Di Giovanni, uno dei pochi a piede libero per scadenza dei termini di custodia cautelare.
In carcere c’era finito nel 2008 anche Pietro Tumminia, che avrebbe preso in mano il potere nella famiglia mafiosa di Altarello, mandamento della Noce. Una volta libero Tumminia avrebbe voluto al suo fianco Daniele Formisano e Paolo Castelluccio. Ficarra, invece, avrebbe gestito il potere ad Altarello. Molti degli imputati sono coinvolti anche in altri processi che nascono sempre dal maxi blitz dei carabinieri del Comando provinciale di Palermo.
Più di venti le persone offese. Sono negozianti e imprenditori vittima del racket. L’inchiesta si è arricchita con le denunce chi ha detto no al pizzo. In due casi altrettanti costruttori, assistititi dagli avvocati Salvatore Forello e Valerio D’Antoni della Federazione antiracket e dello Sportello per la legalità, convocati per alcune estorsioni hanno denunciato di averne subito altre sconosciute agli investigatori.
Si sono costituiti parte civile davanti al giudice per l’udienza preliminare Emanuele Bencivinni, tra gli altri, anche il Comune di Palermo, il Centro Pio La Torre (avvocati Francesco Cutraro ed Ettore Barcellona).

