Partigiane per il no |Lidia Menapace a Catania

Partigiane per il no |Lidia Menapace a Catania

Partigiane per il no |Lidia Menapace a Catania

L'incontro è in programma oggi pomeriggio alle 18.

CATANIA – I Comitati per il No che raggruppano a Catania una variegata brigata di attivisti per il No, a cominciare dal Comitato Democrazia Costituzionale, all’Anpi CT, all’Arci CT, al Comitato Territori per il No/Zero Waste Sicilia, agli Studenti per il NO Sociale, Scelgo No, comunicano che giovedì 10/11 alle ore 18,00 presso la Sala Russo della camera del lavoro CGIL CT, si terrà un’importante iniziativa referendaria alla presenza dell’appena 92enne partigiana, scrittrice e pacifista Lidia Menapace.

Il convegno, che segue gli incontri con i giuristi Domenico Gallo e Alessandro Pace delle scorse settimane, vuole essere l’occasione d’incontro per l’apertura di un dibattito che esca fuori dalle sole questioni costituzionali finora affrontate sul piano tecnico/giuridico, e , allo stesso tempo , vuole essere una risposta concreta e visibile alla sollecitazione della ministra Boschi che impropriamente ha ritenuto di non riscontrare l’esistenza di donne per il No e che i “veri partigiani” votino per il sì.

Affermazioni destituite entrambe di ogni fondamento per il massiccio schieramento dell’ANPI, del cui comitato nazionale la femminista Lidia Menapace è componente, e per l’esistenza oltre che del gruppo social #DonneperilNO che contempla oltre 9700 teste, delle numerose “partigiane per il No” che interverranno nell’incontro di domani pomeriggio. Non basta infatti la mera difesa della Costituzione, occorre già sin d’ora mettere in campo la promozione di quegli aggiornamenti , revisioni e non stravolgimenti della Costituzione, possibili perché allargano i diritti sociali, economici e civili di tutti i cittadini e le cittadine che invece sono stati pesantemente intaccati in questi anni da vere controriforme quali la legge Fornero, il pareggio di Bilancio in Costituzione con il governo Monti, la legge Gelmini sull’Università, la Buona Scuola, il Jobs Act , e ora la formalizzazione della perdita di sovranità popolare con la deforma Costituzionale.

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