Passi di danza - Live Sicilia

Passi di danza

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“Come una lucertola é il riassunto di un coccodrillo, così il tango é il riassunto di una vita”, cantava Paolo Conte e
la vita di un maestro di tango a Palermo, Roberto Nieddu, 58 anni, si è schiantata contro un muro di una galleria, vicino allo svincolo di Tremonzelli. A viaggiare con lui, lungo l’autostrada Palermo la sua compagna nella vita e nella danza. La donna è ora  ricoverata nel reparto di rianimazione dell’ospedale Civico, ha perso una mano e ha riportato diversi traumi. Ancora da accertare le cause dell’incidente. Di origini sarde, Nieddu era un punto di riferimento per gli amanti del tango a Palermo. Nel capoluogo gestiva la scuola di danza ‘Arte Libera’.
“Era un combattente, aveva appena affrontato un tumore che aveva vinto, uscendone in maniera brillante”, ricorda Fiorella Gilberti, avvocato e insegnante di tango che conosceva personalmente il maestro e la sua fidanzata. “Avevo visto la ragazza sabato – racconta – a un seminario di tecnica per donne, mi aveva detto che l’indomani sarebbero partiti con la moto per Catania, i genitori della ragazza vivono lì, erano sulla strada di ritorno quando abbiamo avuto questa notizia terribile”.
Ballerino di danza classica di chiara fama, Nieddu arrivato in città era entrato in contatto con l’associazione “Palermo tango”. “Una persona eccezionale, solare, pronto alla battuta, sorridente – continua Gilberti – abbiamo ballato insieme a novembre il nostro ultimo tango per celebrare un ritorno alla vita dopo la malattia. Non posso dimenticarlo, era il festival internazionale che si tiene sempre a novembre in città”. E’ costernato anche Agostino Cucchiara, un maestro di tango che ricorda: “Era sempre gentile, disponibile, molto acuto e intelligente”.
Ballerino dalle basi solide, cinque anni fa aveva scoperto la passione per il tango che lo aveva spinto nella terra madre della danza più struggente, l’Argentina. Più volte aveva trascorso dei mesi  lì, fino a coltivare la passione per il tango nuevo “un tango con passi più coreografici”, precisa Cucchiara. “Era un curioso, l’ho conosciuto cinque anni fa attraverso l’associazione, aveva deciso di imparare il tango e a più riprese era andato personalmente in Argentina per fare delle full immersion – continua il maestro –  Sono affranto e dispiaciuto anche per la ragazza che in un colpo solo ha perso il compagno di vita e il compagno artistico”. In segno di lutto tutte le associazioni di tango della città hanno annullato le serate in programma per questa settimana. Maestro del ballo più erotico e nostalgico consacrato dalle noti struggenti di grandi come Gardel e Piazzola, Nieddu è scomparso, e uscendo di scena ha lasciato amici e colleghi ancora attoniti. Forse è proprio vero che il tango “è un pensiero triste che si balla”.


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Commenti

    Scampare a un tumore e morire per una fatalità. Bellissime queste testimonianze, molto toccanti.

    Non ci sono parole per descrivere il dolore di questo momento, di chi ti stava accanto, di chi ti conosceva, di chi ti apprezzava come uomo coraggioso e come artista fuori dal comune. Ciao Roberto, proteggi la Tua compagna da lassù e falle coraggio..

    Nei miei cassetti della memoria, per abbinamento alla Maestra di Danza Susanna Egri di cui parlava oggi la tv mi è venuto in mente che, da ragazzo, quì a Torino conoscevo un certo Roberto Nieddu, amante già allora della danza che stava ipotizzando di studiare. Non ci siamo frequentati molto, ma mi ricordo distintamente di lui: simpatico, capelli neri, mossi, molto magro. Era incerto se fare della danza l’occupazione della vita, ma ricordo che mi disse che aveva visto ballerini di 40, 50 anni saltare ancora in piena forma. “mi sono detto: ‘ma allora… se puede!’ ha detto proprio così. Saranno passati più di 40 anni da quel momento.
    Per questo abbinamento con la Egri, mi pare avesse detto che andava a scuola da lei, l’ho cercato in Internet, che tutto sa, ed ho scoperto che purtroppo ci ha lasciati di recente. Credo che sia proprio lui, perchè tutto combacia, nome, cognome, professione, età, tutto. Mi dispiace molto per quello che è successo, ma sono lieto di sapere che lui, per tutta la vita, ha fatto quello che amava fare. In fondo non è poco. Addio Robi, arrivederci.

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