PALERMO – È stato pubblicato da Invitalia l’avviso per l’affidamento della progettazione di fattibilità tecnica ed economica (pfte) del nuovo polo Oncoematologico a Palermo, per un importo complessivo di quasi 12 milioni di euro. La modalità scelta è quella del cosiddetto “dialogo competitivo” che consta di tre fasi: la prima è rivolta a raccogliere manifestazioni di interesse nel termine fissato al 6 luglio 2026; nella seconda gli operatori economici ammessi saranno invitati a partecipare alla procedura; nella terza saranno valutate le offerte finali e si procederà all’aggiudicazione.
Il progetto del Polo oncoematologico di Palermo
Il progetto si inserisce nell’Accordo di programma sottoscritto a dicembre 2024 dal presidente della Regione Siciliana Renato Schifani e dal ministro della Salute Orazio Schillaci e prevede un finanziamento complessivo di 285 milioni di euro a valere sui fondi ex articolo 20 della legge 67 del 1988.
Una prima quota, pari a circa 45 milioni di euro, è destinata a interventi già avviati o in fase avanzata di attuazione: la Cell Factory, il cui collaudo è previsto entro giugno 2026; la nuova sede dell’Anatomia patologica del presidio ospedaliero “V. Cervello”, per la quale Invitalia ha già pubblicato la gara ed è in corso la procedura di aggiudicazione; gli interventi di potenziamento del Padiglione “A”, che includono anche la dotazione per la chirurgia robotica, già acquisita e operativa dalla scorsa estate.
A queste risorse si aggiunge una seconda tranche, pari a circa 240 milioni di euro, destinata alla realizzazione del nuovo monoblocco ospedaliero, fulcro del futuro polo Oncoematologico.

Schifani: “Passo importante per la sanità regionale”
“Un passaggio di primaria importanza per la sanità regionale – afferma il presidente della Regione Siciliana Renato Schifani – che è frutto dell’impegno di questo governo. Con la scelta della procedura di cosiddetto “dialogo competitivo” vogliamo garantire alla Sicilia e all’intera area euromediterranea un’opera all’altezza delle migliori esperienze europee. Questa modalità, infatti, viene utilizzata affinché la progettazione garantisca standard architettonici, gestionali e organizzativi di eccellenza, ispirata a un modello di struttura sanitaria che integra tecnologie digitali avanzate e uso intelligente dei dati per migliorare la qualità delle cure, l’efficienza dei processi e la centralità del paziente”.

