Pd: “Musumeci revochi incarichi diretti assegnati per l’emergenza Covid” - Live Sicilia

Pd: “Musumeci revochi incarichi diretti assegnati per l’emergenza Covid”

L’interrogazione urgente presentata dal gruppo all’Ars.
LO SCONTRO
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Emergenza Covid: si accende lo scontro. I parlamentari regionali del Pd hanno presentato un’interrogazione urgente al presidente Musumeci per fare luce sui 287 incarichi diretti e fiduciari assegnati a liberi professionisti e società per riorganizzare la rete ospedaliera. Affidamenti che i deputati bollano come “irregolari” e “in contrasto con le procedure vigenti in materia”. Gli incarichi finiti nel mirino del Pd riguardano svariati ambiti di intervento: 56 la progettazione definitiva, 62 la direzione dei lavori, 64 incarichi ii coordinatori della sicurezza, 92 il collaudo e 13 le indagini geologiche.

“L’importo della consulenza non è definito”

  Il Pd chiede la revoca degli affidamenti. Insomma, i parlamentari regionali del gruppo PD Antonello Cracolici (primo firmatario dell’interrogazione), Nello Dipasquale, il capogruppo Giuseppe Lupo, il segretario regionale Anthony Barbagallo, Giuseppe Arancio, Michele Catanzaro e Baldo Gucciardi fanno sul serio.

“Il presidente della Regione Nello Musumeci nella qualità di soggetto attuatore degli interventi per l’emergenza Covid ha assegnato irregolarmente, tramite l’ingegnere Tuccio D’Urso che ha nominato quale suo delegato, un totale di ben 287 incarichi diretti e fiduciari a liberi professionisti e società, per il potenziamento e la riorganizzazione della rete ospedaliere in Sicilia”, scrivono i dem.

“Revocare gli incarichi”

 Il tetto massimo per l’affidamento diretto a liberi professionisti per i servizi di ingegneria e architettura e l’attività di progettazione previsto per legge è di 75.000 euro. Un parametro che secondo il Pd non  sarebbe stato rispettato con buona pace del 15% di ribasso unilateralmente stabilito dal soggetto attuatore sottoscritto nelle note sottoscritte dai professionisti incaricati. “Per procedere ad affidamenti diretti senza evidenza pubblica ciascun incarico non dovrebbe superare il tetto di 75 mila euro, ma in realtà nei diversi incarichi non è preventivamente definito l’importo relativo alla consulenza”, attaccano. Una tesi corroborata da diversi pareri dell’Anac riportati nel testo.  

“Una palese violazione”

Alla luce del tipo di contratto stipulato con la Regione non sarebbe dunque possibile sapere preventivamente se la soglia di spesa imposta per legge possa essere superata. “Ci troviamo di fronte ad una palese violazione delle procedure vigenti in materia di affidamenti diretti di incarichi professionali. Il soggetto incaricato potrebbe oltretutto avviare un contenzioso nel caso in cui, in fase di calcolo e di liquidazione della parcella, la stessa risulti superiore all’importo previsto di 75 mila euro, ”argomentano. Adesso la palla passa al presidente Musumeci.  


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