Regionali, rottura sindacati-Baccei | Sciopero generale il 29 aprile - Live Sicilia

Regionali, rottura sindacati-Baccei | Sciopero generale il 29 aprile

Nella foto, uno dei momenti della riunione di oggi

Riunione decisiva tra sigle e governo. L'assessore all'Economia si dice "non disponibile a trattare" e lascia la riunione. Leotta chiama Crocetta, ma il governatore non è raggiungibile al telefono. Autonomi e confederali, divisi nei giorni scorsi, hanno deciso di scendere in piazza insieme. (Nella foto, uno dei momenti della riunione)

la trattativa sulle pensioni
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PALERMO – Al termine di una accesa discussione i sindacati hanno deciso, unitariamente, di indire lo sciopero generale per il prossimo 29 aprile. “Oggi abbiano assistito a un teatrino della politica poco edificante  – dichiarano Dario Matranga e Marcello Minio, segretari generali del Cobas Codir  – in cui uno degli assessori ha smentito il suo stesso impegno sottoscritto nel protocollo d’intesa con i sindacati. Non è accettabile che solo per demagogia e sudditanza alla politica romana si debbano calpestare diritti acquisiti e principi costituzionali. Anche per questi motivi abbiamo indetto insieme agli altri sindacati lo sciopero della categoria dei regionali per mercoledì 29 aprile 2015”.

“Il governo è diviso e schizofrenico. E il presidente della Regione è assente. A questo punto non possiamo che interrompere ogni dialogo e proclamare lo sciopero, insieme a tutte le altre sigle, per il prossimo 29 aprile”. Lo dichiarano il segretario generale della Cisl Fp Gigi Caracausi e il segretario di categoria Paolo Montera al termine dell’incontro all’Assessorato alla Funzione pubblica durante il quale si è discusso sui provvedimenti in Finanziaria rivolti ai dipendenti regionali. “Oggi abbiamo assistito a un siparietto insopportabile – aggiungono – con l’assessore all’Economia Baccei che è entrato a gamba tesa su questioni che riguardano la Funzione pubblica, ponendo il veto su alcune parti che avrebbero peraltro prodotto un maggiore risparmio e, cosa più grave, ha abbandonato l’incontro, soltanto pochi minuti dopo l’inizio dei lavori. A quel punto, l’assessore Leotta ha provato a mettersi in contratto col presidente della Regione Crocetta, per rassegnargli la sua posizione, ma era irraggiungibile. Il nostro sindacato – concludono i leader siciliani della Cisl Fp – ha provato a tenere aperto il dialogo fino all’ultimo, pur in presenza di gravi e reiterate dicotomie tra una parte e l’altra del governo, nell’interesse dei lavoratori e nel rispetto delle necessità di risparmio espresse dal governo. Più volte abbiamo richiesto l’intervento del Presidente ma, stasera, di fronte all’atteggiamento dell’esecutivo non possiamo che chiudere qui questa vertenza. Mercoledì 29 aprilesaremo in piazza a protestare”.

“La ritrovata unità sindacale sui temi del personale regionale conferma le ragioni della mobilitazione che la Fp Cgil ha continuato sempre a sostenere”, dice Enzo Abbinanti, per la segreteria regionale della Fp Cgil. “L’epilogo, a questo punto, non poteva che essere la ritrovata unità sindacale e l’indizione di una nuova giornata di sciopero il 29 aprile – prosegue -. La Fp Cgil ha partecipato comunque alla discussione che si è avviata dopo il 20 marzo sperando di poter essere smentita da un esito più favorevole rispetto a quanto tutto lasciasse presagire. Purtroppo il Governo regionale ha ancora una volta dimostrato di giocare due parti in commedia per far perdere tempo alle Organizzazioni Sindacali e non risolvere le questioni nodali che stanno in capo alla Regione e al personale”.

L’errore più grosso per la Fp Cgil è stato quello di “incentrare tutta la discussione sulla materia pensionistica, pur importante, senza riuscire a trovare un accordo e, soprattutto, lasciando in ombra tutte le altre parti. Per questo – prosegue – abbiamo ribadito la necessità di rivedere l’intero corpo della manovra che il governo vuole inserire in finanziaria stralciando le norme inerenti l’organizzazione ed il personale per confrontarci su un disegno di legge ad hoc fuori dalla finanziaria”. C’è solo un punto su cui la Fp Cgil riconosce al Governo regionale di avere fatto un passo avanti ed è sul superamento della questione relativa alla dichiarazione di esubero, “che se venisse ripristinata, come da qualche parte si auspica, metterebbe a rischio il futuro lavorativo di molti dipendenti, a partire dai precari”.

L’incontro all’Aran

Il governo Crocetta è riuscito a unire i sindacati. Nessun accordo, oggi, sui provvedimenti rivolti al personale regionale. Anzi, una nuova rottura, quella tra il governo e le sigle. I rappresentanti sindacali, divisi nei giorni scorsi sull’atteggiamente da tenere nei confronti dell’esecutivo sui tagli previsti in Finanziaria, adesso infatti sarebbero più vicini. Più concordi nel dipingere almeno “contraddittorio” l’atteggiamento del governo. E in questi minuti stanno concordando le possibili iniziative di mobilitazione. Non è escluso lo sciopero generale e unitario.

A favorire il nuovo strappo tra sindacati e governo sarebbe stato oggi l’atteggiamento dell’assessore all’Economia Alessandro Baccei. Giunto alla riunione alla quale hanno preso parte anche l’assessore alla Funzione pubblica Ettore Leotta, il suo capo di gabinetto e segretario regionale dell’Udc Giovanni Pistorio e il commissario dell’Aran Claudio Alongi, Baccei si sarebbe detto “non disponibile” a trattare su alcune delle modifiche che in questi giorni stavano concordando sindacati e Aran. Quindi l’assessore all’Economia ha anche deciso di lasciare la riunione, suscitando l’irritazione dei rappresentanti sindacali presenti.

A quel punto è stato l’asssessore Leotta a provare una “mediazione” cercando al telefono il presidente della Regione Rosario Crocetta, in queste ore a Bruxelles. Tentativo vano. Il governatore era irraggiungibile. Così la riunione si è conclusa con un vago impegno di Leotta a lavorare una proposta di “sintesi” da sottoporre a Crocetta prima dell’inserimento in Finanziaria.

Una proposta che non ha convinto i sindacati. “Dopo la lunga e inutile trattativa con l’Aran per discutere sulle norme pensionistiche e contrattuali dei dipendenti della Regione siciliana – dichiarano Gianni Borrelli della Uil Sicilia e Luca Crimi della Uil Fpl – nulla è stato prodotto. Il governo regionale ha, infatti, perso tempo e oggi al tavolo di confronto con le organizzazioni sindacali ha fatto emergere inoltre posizioni contrastanti all’interno del Governo stesso. L’assessore Baccei, infatti, – aggiungono – ha subito abbandonato l’incontro non condividendo le linee guida precedentemente concordate dall’Aran su indicazione del presidente Crocetta. Un gesto utile, questo, solo a ricompattare i sindacati che adesso sono pronti a proclamare lo sciopero generale. Questo sindacato da sempre aperto al confronto, conferma ancora una volta la disponibilità a trattare sul futuro di questi lavoratori, se tutto il governo regionale dovesse cambiare rotta”.

Ma il governo non parlerebbe con una voce sola. “Oggi abbiamo assistito – raccontano il segretario generale della Cisl Fp Gigi Caracausi e il segretario di categoria Paolo Montera – a un siparietto insopportabile. Questo governo dimostra una schizofrenia preoccupante e una frattura evidente tra l’assesore Leotta e l’assessore Baccei. Quest’ultimo, tra l’altro, è entrato a gamba tesa su aspetti che riguardano esclusivamente il personale”. Una tesi condivisa dalla Cgil, sindacato che, insieme alla Uil si era rifiutato di firmare il protocollo d’intesa a Palazzo d’Orleans col quale il governo si impegnava a spostare all’Aran la contrattazione sulle norme rivolte al personale: “I fatti di oggi – spiega il segretario della Cgil Fp Enzo Abbinanati – dimostrano due cose: intanto, le evidenti divergenze interne al governo sul tema dei regionali. E poi anche il fatto che il nostro sindacato aveva ragione quando ha deciso di opporsi a quel protocollo d’intesa”. In questi minuti i sindacati stanno animatamente discutendo sui prossimi passi da compiere. Non è escluso che si possa andare verso uno sciopero generale e unitario da organizzare a fine aprile, proprio nelle ore in cui la Finanziaria approderà a Sala d’Ercole


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