Pippò Scianò, il dolore e il garbo di un uomo

Pippò Scianò, il dolore e il garbo di un uomo

La lezione di un sorriso.
IL RICORDO
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Pippo Scianò, indipendentista siciliano, morto ieri a 83 anni, era, nelle memorie di tutti, un uomo garbato. ‘Garbo’, secondo alcuni, deriva da una parola araba che indica i pezzi di una nave. Sottintende, cioè, l’idea dell’incastro, dell’armonia, della civiltà, figurativamente. Si poteva essere o non essere d’accordo, ma non si poteva non apprezzare un eloquio sempre impeccabile, il sorriso, a tratti sornione, e quel non essere mai sopra le righe. Anche in certe apparizioni televisive, sempre misurate, con l’aria dell’amico che chiede il permesso prima di entrare.

Non a caso, i commenti (garbatissimi) intorno alla sua dipartita sono tutti rispettosi e sinceri, perfino sui social, luogo di espressioni incontenibili. Come le parole della politica. Esprime cordoglio il presidente Nello Musumeci: “Scianó è stato punto di riferimento anche per gli autonomisti, una persona il cui rigore era noto. Anche se in disaccordo con le sue idee, tutti gli hanno sempre portato rispetto per la coerenza ideale di una vita”.

Alberto Samonà, assessore leghista, offre un giudizio sui contenuti: “La Sicilia ha perso un suo figlio, da sempre appassionato difensore della nostra Terra: battagliero esponente dell’indipendentismo siciliano, Pippo Scianò, con il proprio esempio e con una militanza durata tutta una vita, ha ricordato a tutti noi la fierezza e l’orgoglio di far parte del popolo siciliano e la necessità di una politica che faccia sempre e soltanto gli interessi della Sicilia”.

Ma l’aspetto da sottolineare è l’unanimità del dolore, in una dimensione di verità, non di finzione. I cammini possono essere diversi, l’umanità è sempre una sola. E questo Pippo Scianò lo ha detto, con quel sorriso che adesso manca, in tempi tanto truci. (Roberto Puglisi)

Gli altri comunicati

“Con Scianó scompare il coraggioso autore di libri che hanno raccontato la appassionata e tenace voglia indipendentista dei siciliani migliori, come: “E nel mese di maggio del 1860 la Sicilia diventò “colonia”!” e “L’esercito dimenticato. La lotta per la libertà e per l’indipendenza della Sicilia dopo l’invasione del 1860″. Saggi che andrebbero riletti per ritrovare le ragioni di una necessaria e responsabile vocazione autonomista della nostra terra. Cultura, passione e coerenza, i valori dei siciliani coraggiosi. Riposi in pace un indomito indipendentista da non dimenticare”. È la nota del Mpa Sicilia sul decesso del leader storico degli indipendentisti siciliani, Giuseppe Scianò.

“Il modo migliore per onorare la scomparsa del leader storico degli indipendentisti siciliani Giuseppe Scianò è ampliare la diffusione dei suoi saggi che offrono una rilettura del Risorgimento Siciliano. Dall’ “impresa dei Mille”, alla proposizione della questione meridionale, alla denuncia di una Sicilia divenuta colonia. Negli scritti di Scianó troviamo cultura, passione e coerenza: i valori dei siciliani coraggiosi”. Lo dice in una nota l’assessore regionale autonomista alla Famiglia, Antonio Scavone.


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