CATANIA – Il Movimento Elettori e Consumatori ha conquistato il diritto ad ascoltare le relazioni su quanto fatto dall’Amministrazione Comunale di Catania. “Le relazioni avevano il loro cuore nel tempo futuro. Più che di bilancio, si è parlato ancora di programmi e idee da realizzare, con uno stile da slides e filmati Luce con persone e bambini sorridenti, con inquadrature in campo stretto. La città è purtroppo in altre condizioni, rispetto al racconto.
I diritti dei consumatori e cittadini sono trascurati ed è evidente che è impedito qualsiasi confronto aperto. Il risultato è una città nelle mani della illegalità diffusa, di servizi comunali mancanti, come le fogne, il diritto alla scuola e all’istruzione, servizi sportivi che tradiscono la difficile condizione delle squadre cittadine, i servizi ambientali, le strade, l’inesistente politica turistica alla quale supplisce solo la potenza dell’attrattività dell’Etna e della vicinanza di Siracusa e dei luoghi di Montalbano.” A dirlo è Claudio Melchiorre, Presidente del Movimento Elettori e Consumatori che, insieme a un gruppo di cittadini, è a lungo rimasto al di fuori del Centro Direzionale San Leone, per ‘ordini superiori’ che il Sindaco ha personalmente confermato, facendo schierare polizia municipale e funzionari comunali, senza peraltro poter mostrare disposizioni scritte.
“Il nostro ingresso in un luogo pubblico comunale, dove si teneva una manifestazione pubblicizzata a mezzo stampa è stato alla fine garantito dal Questore di Catania al quale va il nostro plauso, non solo per il rispetto della legge, ma anche per l’ottima relazione svolta, con contenuti concreti e realizzazioni visibili. Proponiamo al Sindaco di Catania di copiare dalla Questura sia la capacità di relazione con le associazioni e i cittadini che lo stile della comunicazione delle cose fatte.”
Il Mec ha poi tenuto a precisare che l’associazione non ha alcuna volontà di opposizione, ma anzi vorrebbe costruire percorsi positivi con un’amministrazione che gestisce servizi importanti per tutti i cittadini: “Noi siamo collaborativi per definizione. In questo clima, senza un segnale politico di vera apertura alla città, temiamo anche di dialogare con le poche personalità sensibili dell’amministrazione comunale, sapendo che potrebbero essere oggetto di sospetti o peggio, da parte di chi guida l’amministrazione .”
