Pizzo a imprese edili | Tre arresti a Milazzo

Pizzo a imprese edili | Tre arresti a Milazzo

Pizzo a imprese edili | Tre arresti a Milazzo
Il tribunale di Barcellona Pozzo di Gotto

Le indagini hanno avuto avvio a seguito dei ripetuti incendi e danneggiamenti di macchinari e mezzi subiti recentemente da alcune ditte impegnate nel rifacimento del lungomare del centro mamertino.

nel messinese
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MILAZZO (MESSINA) – I Carabinieri e la Polizia di Milazzo hanno arrestato questa mattina i tre presunti estorsori che avrebbero imposto il pagamento del “pizzo” alle imprese impegnate nel rifacimento del lungomare della cittadina messinese. Le indagini, dirette dalla Procura di Barcellona Pozzo di Gotto, sono state avviate in seguito ai ripetuti incendi e danneggiamenti di mezzi subiti recentemente da alcune ditte aggiudicatarie dell’appalto bandito dal comune. I destinatari dell’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip sono l’uomo indicato dagli inquirenti come capo della banda e i suoi due emissari, tra cui lo stesso titolare di una delle imprese che compongono il consorzio designato alla realizzazione delle opere, il cui valore supera i 2,5 milioni di euro.

Destinatari dell’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip barcellonese sono il presunto capo della banda, Giuseppe Fiore, 26 anni di Milazzo e i suoi due emissari: Marco Milone, 36 anni di Barcellona Pozzo di Gotto, e Francesco Calascione, 50 anni di Milazzo, imprenditore, titolare di una delle imprese che compongono il consorzio designato alla realizzazione delle opere di rifacimento del litorale di Ponente, il cui valore supera i 2,5 milioni di euro. I primi due sono stati trasferiti alle carceri di Gazzi mentre all’imprenditore sono stati accordati gli arresti domiciliari. Secondo l’accusa i tre avrebbero imposto il “pizzo” alle imprese impegnate nel rifacimento del lungomare di ponente nel centro mamertino. Le indagini, dirette dalla procura di Barcellona Pozzo di Gotto, hanno avuto avvio a seguito dei ripetuti incendi e danneggiamenti di macchinari e mezzi subiti recentemente da alcune ditte aggiudicatarie dell’appalto bandito dal comune tirrenico. (ANSA).

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